adesso!

A che ora comincia la guerra?…

Trump guerra Corea del Nord

cicciotrump

“Assad è un animale, Putin il diavolo e la Corea del Nord cerca rogne”.

Con queste dichiarazioni Donald Trump, che all’esame di diplomazia aveva preso 18 solo perché era la quarta volta che si presentava e il prof non aveva più voglia di riaverlo tra le palle, dà ufficialmente il via all’operazione:

“Se c’è la Terza Guerra mondiale c’è speranza”.

Che poi, altro non è se non l’unico modo per rialzare il pil Usa: far girare a palla i mantici e i pistoni dell’industria delle armi.

Ma andiamo con ordine.

IN PRINCIPIO FU IL NERVINO

Una moria bestiale di civili e cuccioli di civili a causa di una “fuga” di gas dal sen sfuggita da un deposito controllato dai siriani.

Il mondo, inferocito dalle immagini dei bambini annichiliti dagli effetti delle esalazioni, punta miliardi di indici contro Assad. Che si smarca indignato, con Putin che lo difende come neanche Buffon in porta nella partita di Champions col Barcellona.

Ma Trump, con il ciuffo che gli gira in mondovisione più dell’elisoccorso sulle piste di Madonna di Campiglio, non ci ha pensato neanche un nanosecondo…

Ha tentato, a onor del vero, di dormirci sopra dopo la camomillona col miele all’acacia che Melania gli prepara per farlo dormire.

Ma, nel cuore della notte, spinto dall’indignazione (e forse anche dall’ipertrofia prostatica, non lo sapremo mai…), è sceso e bon… Ha ordinato un attacco-monito alla Siria.

E LA PRIMA BOMBA FU POSATA

Nel frattempo, Assad e Putin, imbufaliti, cercano di spiegare a tutte le diplomazie e le agenzie di stampa del mondo che loro non c’entrano una beata cippa col nervino.

E che Trump non sta giocando col gas, ma col fuoco.
Che potrebbe essere più letale assai.

Poi, nel tentativo di ritrovare sorriso e sonno, Assad si riguarda i selfie con Razzi e Putin riceve Mattarella (conosciuto nelle presidenze internazionale col nome in codice di “Roipnol”).

Per dire quanto Putin cerchi di rimettere l’adrenalina dove di solito la tiene (e cioè nei boxer) e schiacciare una pennica durante il discorso del nostro Caro Presidente.

E Trump nel frattempo?… Ci chiedevamo incuriositi.

Era pago, satollo in poltrona come dopo il pranzo di Natale, intento placidamente a sfamare i piccioni nel giardino della Casa Bianca o aiutava Melania a svuotare la lavastoviglie?

Col cazzo!

E se pensate che la mia sia un’esclamazione volgare, non avete tenuto conto della strategia militare e politica del presidente più ossigenato della storia americana.

Che consiste nel mettersi ogni mattina davanti allo specchio, chiamare a testimone la povera Melania ancora in negligèe Victoria Secret per chiedere ad entrambi:

«Specchio specchio delle mie brame, chi ce l’ha più grosso di tutto il reame?».

Domanda retorica, ovviamente, visto che è l’uomo più potente dell’universo e non aspetta né accetta risposte.

E così, dopo la “Pratica Siria”, ha aperto quella “Corea del Nord”.
Facendo veleggiare verso quegli ameni lidi (governati da uno che sembra Cicciobello asiatico in versione bombardiere psicopatico) le sue portaerei preferite.

Quelle che non perdonano e non sbagliano un colpo.

E IL PALAZZO DELLA GUERRA SALE…

Qui, bisogna dargli atto, Trump ha usato un colpo da fintissimo democratico, chiedendo ai suoi consiglieri militari di presentargli “Un ventaglio di opzioni per contenere Kim Jong”, che da sempre non vede l’ora di sfuggire per un attimo ai suoi psichiatri, uscire dalla clinica, togliersi il pigiama, controllare se ce l’ha più grosso di Donald e incenerire una trentina di Stati Usa.

I consiglieri militari di Trump hanno provato a spiegargli che anche un salvagente, partito per sbaglio dalla portaerei più vicina allo stabilimento balneare frequentato da Kim Jong, potrebbe scatenare l’olocausto finale.

Ma, si sa, per uno cresciuto a pane, John Wayne, donne adoranti, che ti fanno credere di essere più top di Tom Cruise in Top Gun, ogni regola d’ingaggio è inutile.

Al giovedì ha il parrucchiere che gli sistema la ricrescita, il corso di prove contro il muro messicano per vedere chi ce l’ha più duro e la pizza bianca con quelli del Klu Klux Klan.

Venerdì c’è il week alle porte, con le derapate sull’Air Force One per far divertire Donald junior.

Ma se dovesse decidere di finire il palazzo della Terza Guerra Mondiale, anche detto Trump War Tower, e arrivare finalmente al suo bel tetto di uranio impoverito, al più tardi martedì o mercoledì prossimi potremmo già essere spacciati.

Per questo sarebbe importante, visto il fuso orario, sapere l’ora precisa.

Perché se scoppierà la Terza Guerra Mondiale devo sapere che cosa mettermi e a che ora scendere nel bunker per finire di montare le tendine.Trump guerra Corea del Nord

“Assad è un animale, Putin il diavolo e la Corea del Nord cerca rogne”.

Con queste dichiarazioni Donald Trump, che all’esame di diplomazia aveva preso 18 solo perché era la quarta volta che si presentava e il prof non aveva più voglia di riaverlo tra le palle, dà ufficialmente il via all’operazione:

“Se c’è la Terza Guerra mondiale c’è speranza”.

Che poi, altro non è se non l’unico modo per rialzare il pil Usa: far girare a palla i mantici e i pistoni dell’industria delle armi.

Ma andiamo con ordine.

IN PRINCIPIO FU IL NERVINO

Una moria bestiale di civili e cuccioli di civili a causa di una “fuga” di gas dal sen sfuggita da un deposito controllato dai siriani.

Il mondo, inferocito dalle immagini dei bambini annichiliti dagli effetti delle esalazioni, punta miliardi di indici contro Assad. Che si smarca indignato, con Putin che lo difende come neanche Buffon in porta nella partita di Champions col Barcellona.

Ma Trump, con il ciuffo che gli gira in mondovisione più dell’elisoccorso sulle piste di Madonna di Campiglio, non ci ha pensato neanche un nanosecondo…

Ha tentato, a onor del vero, di dormirci sopra dopo la camomillona col miele all’acacia che Melania gli prepara per farlo dormire.

Ma, nel cuore della notte, spinto dall’indignazione (e forse anche dall’ipertrofia prostatica, non lo sapremo mai…), è sceso e bon… Ha ordinato un attacco-monito alla Siria.

E LA PRIMA BOMBA FU POSATA

Nel frattempo, Assad e Putin, imbufaliti, cercano di spiegare a tutte le diplomazie e le agenzie di stampa del mondo che loro non c’entrano una beata cippa col nervino.

E che Trump non sta giocando col gas, ma col fuoco.
Che potrebbe essere più letale assai.

Poi, nel tentativo di ritrovare sorriso e sonno, Assad si riguarda i selfie con Razzi e Putin riceve Mattarella (conosciuto nelle presidenze internazionale col nome in codice di “Roipnol”).

Per dire quanto Putin cerchi di rimettere l’adrenalina dove di solito la tiene (e cioè nei boxer) e schiacciare una pennica durante il discorso del nostro Caro Presidente.

E Trump nel frattempo?… Ci chiedevamo incuriositi.

Era pago, satollo in poltrona come dopo il pranzo di Natale, intento placidamente a sfamare i piccioni nel giardino della Casa Bianca o aiutava Melania a svuotare la lavastoviglie?

Col cazzo!

E se pensate che la mia sia un’esclamazione volgare, non avete tenuto conto della strategia militare e politica del presidente più ossigenato della storia americana.

Che consiste nel mettersi ogni mattina davanti allo specchio, chiamare a testimone la povera Melania ancora in negligèe Victoria Secret per chiedere ad entrambi:

«Specchio specchio delle mie brame, chi ce l’ha più grosso di tutto il reame?».

Domanda retorica, ovviamente, visto che è l’uomo più potente dell’universo e non aspetta né accetta risposte.

E così, dopo la “Pratica Siria”, ha aperto quella “Corea del Nord”.
Facendo veleggiare verso quegli ameni lidi (governati da uno che sembra Cicciobello asiatico in versione bombardiere psicopatico) le sue portaerei preferite.

Quelle che non perdonano e non sbagliano un colpo.

E IL PALAZZO DELLA GUERRA SALE…

Qui, bisogna dargli atto, Trump ha usato un colpo da fintissimo democratico, chiedendo ai suoi consiglieri militari di presentargli “Un ventaglio di opzioni per contenere Kim Jong”, che da sempre non vede l’ora di sfuggire per un attimo ai suoi psichiatri, uscire dalla clinica, togliersi il pigiama, controllare se ce l’ha più grosso di Donald e incenerire una trentina di Stati Usa.

I consiglieri militari di Trump hanno provato a spiegargli che anche un salvagente, partito per sbaglio dalla portaerei più vicina allo stabilimento balneare frequentato da Kim Jong, potrebbe scatenare l’olocausto finale.

Ma, si sa, per uno cresciuto a pane, John Wayne, donne adoranti, che ti fanno credere di essere più top di Tom Cruise in Top Gun, ogni regola d’ingaggio è inutile.

Al giovedì ha il parrucchiere che gli sistema la ricrescita, il corso di prove contro il muro messicano per vedere chi ce l’ha più duro e la pizza bianca con quelli del Klu Klux Klan.

Venerdì c’è il week alle porte, con le derapate sull’Air Force One per far divertire Donald junior.

Ma se dovesse decidere di finire il palazzo della Terza Guerra mondiale anche detto Trump War Tower e arrivare finalmente al suo bel tetto di uranio impoverito, al più tardi martedì o mercoledì prossimi potremmo già essere spacciati.

Per questo sarebbe importante, visto il fuso orario, sapere l’ora precisa.

Perché se scoppierà la Terza Guerra Mondiale devo sapere che cosa mettermi e a che ora scendere nel bunker per finire di montare le tendine.