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Babbo Natale vs Gesù Bambino

Natale, Gesù Bambino,Babbo Natale

Babbo Natale vs Gesù Bambino

Presepe?
Panettone o pandoro?
Brut o moscato?
ma soprattutto…
Gesù Bambino o Babbo Natale?

Spoileriamo subito il finale: a casa nostra passava, sia ben chiaro, solo Babbo Natale.
Prima di tutto era laico, che in casa nostra l’unica fede era credere di non credere, poi era vestito di rosso, viveva in mezzo ai ghiacci, in una coop di lavoratori e animali senza distinzione di sesso, mansioni e salario, dediti al bene comune e alla felicità dei figli di altri lavoratori di tutto il mondo.
In poche parole Babbo Natale era comunista perché Gesù Bambino era troppo democristiano.

A parte l’ovvio e dogmatico assunto per cui, mettendolo al mondo per redimere l’infame umanità, Maria ne aveva fatto la Madre di tutte le strenne, il Bambin Gesù aveva troppo del sagrestanoso e del politicamente inattendibile per essere apprezzato dai miei, storicamente materialisti, genitori.
Fu così che, in un lontano dicembre, al ritorno da una ricreazione scolastica (all’asilo prima e, ribadendo il concetto, alle elementari poi) contro lo zoccolino duro dello scudo crociato dei miei coetanei in quota Gesù, alla mia domanda “Perchè da pincopallo passa solo Gesù Bambino e da noi Babbo Natale?” risposero genialmente così:
“Perchè sono Babbo Natale e Gesù che si sono scelti i bambini e tu sei stata scelta da Babbo”.
Che dai 4 anni in su, una risposta così è tantissima roba.
Ti pacifica col mondo delle certezze, ma ti manda a puttane quelle delle idee.

Certezze
– Babbo Natale mi aveva adocchiata, studiata, soppesata (compresa di trecce e lentiggini), arruolata e inserita nella sua lista “Bambini di tutto il mondo unitevi” che la slitta è in rampa di lancio.
– Al Polo Nord, almeno una volta l’anno, gli elfi ciacolavano di me “Renata è stata moooolto buona… e Poldina con passeggino non glieli leva nessuno”
– I bambini dell’opposta fazione, non erano né nemici, né avversari, né conta zuppe. Solo e unicamente inseriti in un listone a parte.

Idee (molte e confuse)
Ca va sans dire, su Gesù Bambino.
-Perché se Babbo era così palesemente collocabile al Polo, in quella casa che mamma mi aveva fatto vedere in una figura del libro “La vera storia di Santa Claus”, dove caspita abitava un neonato col pannolino, ok di lino, ma sempre pannolino?
-Avrebbe mai potuto un neonato, anche aiutato da tutta quella manovalanza di pastori, angeli, asino e bue, Re Magi e oroincensoemirra, costruire dei giocattoli per dei bambini più grandi ?
Quando lui giocava, al massimo, ancora con un sonaglino di quelli che mia mamma teneva , in mio ricordo, nel primo cassetto del comò insieme ai suoi guanti da sposa?
-E poi dov’era ‘sta Betlemme che la maestra diceva che si moriva dal caldo e era quasi in Africa, ma nelle cartoline della cartoleria e nei presepi c’era più neve che in montagna sotto la seggiovia a gennaio?
-E anche lasciando correre tutto quanto, soprattutto, come avrebbe fatto un frugolino a portare un sacco stracarico di doni, scendere dal camino e mangiarsi latte e biscotti senza il biberon?
Che lo sapeva tutto il mondo che i bambini piccoli o hanno la tetta o hanno il biberon.
Ed esclusissimo che Gesù si portasse dietro Maria, che su quello tutti erano d’accordissimo, anche la suora della seconda elementare della mia amica Nico, non poteva mica fare quel popò di lavorone senza mandar giù qualcosa, santiddio!

Oggi è tutto più semplice, Babbo Natale ha messo d’accordo persino i fondamentalisti della Messa in latino coi canti gregoriani di mezzanotte.
E Gesù Bambino viene citato solo in “Tu scendi dalla stelle” o nei pipponi pop di Radio Maria.
Tanto che, persino a quel baby spietato inquirente di mio figlio, non venne mai in mente di chiedere la qualunque in merito.
Babbo Natale si calava dal camino, sistemava per benino tutto sotto l’albero, si pucciava i savoiardi nella ciocco e bon .
Un vero peccato non potergli svelare l’esistenza delle due fazioni contrapposte ma mai nemiche.
E anche se ho fatto del mio meglio per fargli rispettare gli avversari leali, nel culto della dialettica e della condivisione di idee a garanzia di un mondo libero, un po’ mi spiace non potergli raccontare di quando ero stata una Prescelta e al Polo Nord sussurravano il mio nome.

 

Natale, Gesù Bambino,Babbo Natale

Babbo Natale vs Gesù Bambino

Presepe?
Panettone o pandoro?
Brut o moscato?
ma soprattutto…
Gesù Bambino o Babbo Natale?

Spoileriamo subito il finale: a casa nostra passava, sia ben chiaro, solo Babbo Natale.
Prima di tutto era laico, che in casa nostra l’unica fede era credere di non credere, poi era vestito di rosso, viveva in mezzo ai ghiacci, in una coop di lavoratori e animali senza distinzione di sesso, mansioni e salario, dediti al bene comune e alla felicità dei figli di altri lavoratori di tutto il mondo.
In poche parole Babbo Natale era comunista perché Gesù Bambino era troppo democristiano.

A parte l’ovvio e dogmatico assunto per cui, mettendolo al mondo per redimere l’infame umanità, Maria ne aveva fatto la Madre di tutte le strenne, il Bambin Gesù aveva troppo del sagrestanoso e del politicamente inattendibile per essere apprezzato dai miei, storicamente materialisti, genitori.
Fu così che, in un lontano dicembre, al ritorno da una ricreazione scolastica (all’asilo prima e, ribadendo il concetto, alle elementari poi) contro lo zoccolino duro dello scudo crociato dei miei coetanei in quota Gesù, alla mia domanda “Perchè da pincopallo passa solo Gesù Bambino e da noi Babbo Natale?” risposero genialmente così:
“Perchè sono Babbo Natale e Gesù che si sono scelti i bambini e tu sei stata scelta da Babbo”.
Che dai 4 anni in su, una risposta così è tantissima roba.
Ti pacifica col mondo delle certezze, ma ti manda a puttane quello delle idee.

Certezze
– Babbo Natale mi aveva adocchiata, studiata, soppesata (compresa di trecce e lentiggini), arruolata e inserita nella sua lista “Bambini di tutto il mondo unitevi” che la slitta è in rampa di lancio.
– Al Polo Nord, almeno una volta l’anno, gli elfi ciacolavano di me “Renata è stata moooolto buona… e Poldina con passeggino non glieli leva nessuno”
– I bambini dell’opposta fazione, non erano né nemici, né avversari, né conta zuppe. Solo e unicamente inseriti in un listone a parte.

Idee (molte e confuse)
Ca va sans dire, su Gesù Bambino.
-Perché se Babbo era così palesemente collocabile al Polo, in quella casa che mamma mi aveva fatto vedere in una figura del libro “La vera storia di Santa Claus”, dove caspita abitava un neonato col pannolino, ok di lino, ma sempre pannolino?
-Avrebbe mai potuto un neonato, anche aiutato da tutta quella manovalanza di pastori, angeli, asino e bue, Re Magi e oroincensoemirra, costruire dei giocattoli per dei bambini più grandi ?
Quando lui giocava, al massimo, ancora con un sonaglino di quelli che mia mamma teneva , in mio ricordo, nel primo cassetto del comò insieme ai suoi guanti da sposa?
-E poi dov’era ‘sta Betlemme che la maestra diceva che si moriva dal caldo e era quasi in Africa, ma nelle cartoline della cartoleria e nei presepi c’era più neve che in montagna sotto la seggiovia a gennaio?
-E anche lasciando correre tutto quanto, soprattutto, come avrebbe fatto un frugolino a portare un sacco stracarico di doni, scendere dal camino e mangiarsi latte e biscotti senza il biberon?
Che lo sapeva tutto il mondo che i bambini piccoli o hanno la tetta o hanno il biberon.
Ed esclusissimo che Gesù si portasse dietro Maria, che su quello tutti erano d’accordissimo, anche la suora della seconda elementare della mia amica Nico, non poteva mica fare quel popò di lavorone senza mandar giù qualcosa, santiddio!

Oggi è tutto più semplice, Babbo Natale ha messo d’accordo persino i fondamentalisti della Messa in latino coi canti gregoriani di mezzanotte.
E Gesù Bambino viene citato solo in “Tu scendi dalla stelle” o nei pipponi pop di Radio Maria.
Tanto che, persino a quel baby spietato inquirente di mio figlio, non venne mai in mente di chiedere la qualunque in merito.
Babbo Natale si calava dal camino, sistemava per benino tutto sotto l’albero, si pucciava i savoiardi nella ciocco e bon .
Un vero peccato non potergli svelare l’esistenza delle due fazioni contrapposte ma mai nemiche.
E anche se ho fatto del mio meglio per fargli rispettare gli avversari leali, nel culto della dialettica e della condivisione di idee a garanzia di un mondo libero, un po’ mi spiace non potergli raccontare di quando ero stata una Prescelta e al Polo Nord sussurravano il mio nome.