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Come ti guarisco il pedofilo…

pedofilo sergio marziano

PREMESSA REDAZIONALE PER I NOSTRI AMATI LETTORI

L’argomento di questo articolo potrebbe sembrare un tabù oltraggioso da affrontare sulle pagine di un magazine tipo il nostro.
Tuttavia ritengo che il dovere primo della satira sia, oltre a quello di far ridere mettendo in moto riflessioni, colpire e mettere sulla graticola i carnefici, nel tentativo di focalizzare e ridare dignità alla moltitudine dei sommersi chiamati vittime.
Quindi non me ne vogliate e non lanciatevi in anatemi a base indignazione se cercherò di trattare con un pizzico di sano black humor quello che stimo essere il crimine più odiosamente repulsivo della cronaca nera: la pedofilia.
Perciò datemi una chance e seguitemi nell’inferno dei pervertiti.

La notizia è fresca fresca.
A Milano è stato arrestato, grazie a telecamere urbane e a testimonianze di cittadini, tale Sergio Marziano di anni 42, professione disoccupato oltreché pedofilo seriale.
Talmente seriale da aver abusato l’11 settembre di una bimba di 6 anni, 6 ANNI, SEI ANNIIII (scusate, s’è incazzato anche il T9) incrociata per caso in un cortile interno del centro.
Quando le forze dell’ordine sono andate a prelevarlo a casa, ha ostentato la calma e la sicurezza degli infami che conoscono a memoria il pelo sullo stomaco degli avvocati difensori e la barzelletta che è ormai diventata la Giustizia italiana.
Perché il lurido di cui stiamo parlando era uscito dal carcere dopo aver scontato nientepopodimeno che 4 anni e 3 mesi per “corruzione di minori e tentata prostituzione minorile” su bambine delle scuole elementari e medie tra Milano e Lodi.
Con la tecnica di appostarsi vicino alle scuole a bordo di una Hyundai imbottita di peluches con cui attirare le sue piccole vittime ignare.
Facendo leva sulla propensione delle cucciole umane ad essere attirate dai cuccioli sintetici.

(Consentitemi di aprire una parentesi liberatoria sui peluches:
li ho sempre considerati armi di DISTRAZIONE di massa.
Fin dal momento in cui il primo fidanzatino brufoloso me ne regalò uno per il complesettimana.
La loro pericolosità è tale tanto più sono morbidosi, puffolotti e infiocchettati, perché stanno lì a ricordarci che, in quanto altrà metà del cielo a batuffoli, i maschi ci VISUALIZZANO altrettanto puccettose e grondanti di “Ohhh che tenerissimo…” birignao, pucci pucci e via discorrendo.
E, soprattutto, più attratte e commosse dal pelo sintetico dimostriamo di essere, più disposte, crederanno, saremo a concedergli, per osmosi e ancora con la carta del pacchetto in mano, il nostro pelo “nature”.
Pertanto diciamolo una volta per tutte A SCANSO DI FUTURI EQUIVOCI:
metteteveli dove immaginate vi sto incoraggiando a metterveli ‘sti cazzo di peluches.
Fate uno sforzo di creatività, regalateci una pianta di pomodori pachino, un abbonamento al tram, sei uova di galline allevata a terra che tanto, se abbiamo deciso di darvela, ve la daremo comunque.
Che sia per un braccialetto di merda o di titanio o anche solo per quel vostro sorriso migliore.
Quello di quando avrete finalmente capito che il peluche ci fa cagare).

MA TORNIAMO A SERGIO L’INFAME

Beccato dopo l’ennesimo osceno teatrino di orsetti e affini e, finito dove purtroppo non si gettano le chiavi, ha seguito per 4 anni e 3 mesi in carcere quello che tecnicamente si chiama “percorso di riabilitazione”, con il sostegno di psicologi ed educatori.
Poiché l’Italia non pare essere un Paese all’avanguardia nel concetto di riabilitazione dei detenuti – figuriamoci dei mostri che regalano trudini – immagino che le sedute terapeutiche si siano svolte più o meno così:

– Chiuso in una cella arredata come una classe di seconda elementare a scrivere sulla lavagna 100 volte al giorno “Non lo farò mai più”
– Ore d’aria nel cortile vicino ad un’altalena sistemata alla bisogna a far finta di visualizzare 5enni senza tirar fuori Peppa Pig
– Visione assistita di Frozen, Rapunzel e l’intera serie della Pimpa senza toccarsi
– Raccolta 1000 album di figurine dei Cucciolotti senza la tentazione di offrire le doppie nemmeno al compagno pedofilo di cella
– Percorso pavloviano con premi in peluches, senza aumento di salivazione e bava di godimento alla bocca
– Promessa al cappellano del carcere con le mani a croce sul cuore “Giuro soprattutto davanti a Gesù Bambino di essere pentito”.

Per il nostro sistema giudiziario 4 anni e 3 mesi di questo percorso hanno certificato che Sergio poteva considerarsi riabilitato e disinfettato dallo schifoso marchio impresso nel suo fognoso cervello .
Che è poi, più o meno, il percorso che dovrebbero fare i colpevoli di qualsiasi reato loro ascrittogli.
Siano rapinatori, assassini, truffatori o politici ladri seriali in genere.
Ognuno con il suo carico di responsabilità da decodificare e riprogrammare in vista di una seconda possibilità.
Che non si nega a nessuno, se quel qualcuno viene messo alla prova di una revisione positiva di coscienza.
E di fatti concreti che possano mettere alla prova e supportare quel barlume di “nuovo io”.

E PROPRIO QUI STA IL BUCO NERO DELLA REDENZIONE
di gente di merda come Sergio.
Possono anche avergli fatto vedere tutte le edizioni dello Zecchino D’Oro dal secolo scorso ad oggi, senza vederlo fare una piega e per questo averlo dichiarato guarito.
Ma la prova definitiva, quella che avrebbe messo per sempre al sicuro qualsiasi bambina, in qualsiasi cortile del mondo, non gliel’hanno sicuramente potuta fare.

Perché in galera non circolano libere, serene e ignare di liquami come Sergio, bambine di 6 anni.

Ma solo pedofili che non guariscono e passano il tempo a prendere per il culo il terapeuta.

Nell’attesa di uscire per comprare il prossimo peluche.