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Diario di un viaggio a Cuba. Terza parte

cuba

Dal Diario di Bordo di Evelina ed Elena. Data astrale: febbraio 2018.

Oggi è stata una delle tappe più significative del nostro viaggio. 
E come tutte le cose più significative, è accaduta quando meno ce l’aspettavamo.
Siamo ancora in Havana. Dopo i profumi inaspettati nei mezzi pubblici, oggi l’Havana ci offre la sua musica.

Io ed Elena entriamo in un negozio per comprare dei cd. Sì, noi compriamo ancora i cd, qui esistono ancora i cd.
Lei cerca musica per ballare, io più sul genere Havana Social Club.
Il commesso è gentilissimo, impiegato statale, circa 17 euro al mese.
Ci fa sentire svariati pezzi, finché su uno Elena si illumina, come John Travolta ne La febbre del sabato sera.

“Questo!”- “Lo voglio!”- “Certo, aggiunge timida, si fa per dire, se lo potessi ballare… ”

“Subito!” risponde il solerte impiegato statale a 17 euro al mese, “ Le chiamo Carlos!”

Carlos in questione è un figo da paura, 25/30 enne al massimo, lindo e pinto, maestro di TUTTO.

Lui bello nel pantalone attillato, camicia immacolata.
Lei bella nel super abito in cotone, con la ciabatta da mare rosa.

Comincia la danza. Io, in preda al sacro fuoco cinematografico che pure Bertolucci impallidirebbe, prendo l’iPhone di Elena e comincio a riprendere, inquadrando, allontanandomi e avvicinandomi. Primi piani, campi lunghi e riprendo la sudata del secolo, perché non c’era l’aria condizionata, o una c… di pala ma manco un ventilatore dell‘ante revolution!

Ora ne sono certa: se un cellulare costa 700 euro ed un altro 150, un motivo c’è! Come ho fatto a vivere senza iPhone fino ad ora? Quanti documentari e filmati geniali avrei realizzato se solo avessi avuto lo strumento adatto! A quest’ora sarei a Hollywood, o a Cannes! O almeno su YouTube…
Ma forse non è troppo tardi, questo filmato segnerà l’alba della mia carriera cinematografica.

La musica finisce.
Elena è sfinita, crollata, sudata.
Carlos manco una sgualcitura al colletto della camicia.
Si vede che qui hanno trovato l’elisir di eterna freschezza…
Io, soddisfatta che neanche James Cameron dopo Titanic, mi avvicino ai due protagonisti del mio filmato e mi accingo a mostrar loro il video.
Video che, ovviamente, non c’è.
Perché la tonta , l’inadeguata tecnologica, l’ignorantezza fatta persona, l’iPhone non lo sa usare e non ha ripreso nulla!

Trent’anni di amicizia ti salvano da morte certa!
Sì è vero, se un cellulare costa 700 euro un motivo c’è: acquistarlo solo se si è in grado di usarlo.

Ennesima lezione imparata a Cuba.
1. I cubani ballano nei negozi di cd.
2. Se non sai ballare hanno un Carlos che ti insegna
3. Le amiche vere non ti uccidono se non riprendi il ballo del secolo.

Non solo. Nella prossima puntata scoprirete che le amiche vere,  ti salvano anche sull’aereo del ritorno…
Segue…