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Segreto, segretissimo.

Segreto di una sposina

Mi sono sposata 34 anni fa e i risultati sono stati nefasti.

Ora sono una donna matura, libera.

Ma ho un segreto da confessarvi, un segreto che dopo tutti questi anni posso confessare, qui, tra poche e fidate amiche (circa 30.000).

Fate conto che non lo sa nemmeno la mia mamma, nessuno e soprattutto non lo sa il mio ex!

Insomma confido nella vostra riservatezza e discrezione, anche perché l’episodio è delicato, a suo modo grave, coinvolge altre persone, avrebbe potuto avere un ben altro finale.

Corna? Nooooo!

Avevo 21 anni e giovane sposina avevo l’ansia da prestazione, volevo fare tutto e tutto benissimo. E a questo proposito tra i regali di nozze usavo la pentola a pressione per ogni cosa, sughi, minestrone, risotto, arrosti, lessi.

Insomma mancavano i dolci. Quelli li mangiavo, non li facevo e non li faccio mai, che mi vengono una schifezza.

Decido di lessare dei carciofi! Li pulisco, li metto nella pentola a pressione con l’acqua al giusto livello, accendo il gas e… esco.

Sì, esco di casa!

Dopo quattro ore circa, al lavoro, ho un sussulto interiore, un movimento tra il piloro e qualche altro organo da quelle parti, un qualcosa che arriva dritto dritto al cervello…ahhhh, i carciofi!

Esco di corsa, arrivo a casa trafelata che tradotto vuol dire sudata fracida ma ghiacciata come un cadavere, e già salendo le scale sento, anche senza avere un olfatto finissimo, una tremenda puzza di bruciato!

Apro la porta e non vedo nulla, nel senso che c’è la nebbia in tutta la cucina, una coltre tremenda. Dimenticavo, era novembre quindi finestre chiuse.

La wonder woman che era ed è in me esplode – ora a pensarci bene non è il verbo più adatto, visto lo scampato pericolo che ciò avvenisse veramente – in una frazione di secondo metto in atto un piano…che poi ha funzionato! Incredibile!

1 – apro le finestre, prendo la pentola incandescente e la porto in cortile, nascondendola alla vista dei più.

2 – chiamo una vicina, peraltro compagna di classe delle elementari, il cui marito ci ammorbava ogni mattina alle sette con ” Ti pretendo” di Raf, le chiedo aiuto, disperata e con lei cominciamo a togliere le tende, il copridivano, e qualunque tessuto ormai impregnato di fumo.

3 – mentre Mirella continua l’opera di bonifica io corro a comprare un’altra pentola a pressione, uguale all’ incandescente in cortile.

4 – ricompro pure i carciofi.

5  – almeno 5/7 non ricordo con precisione bombolette di deodorante per bagno, quello dei nani che si tappavano il naso.

6 – torno a casa, metto i carciofi a lessare nella nuova pentola.

7 – convinco Mirella a prendersi la colpa…dirò che è a LEI che si è bruciato qualcosa!

8 – pensate quanto le facevo pena… accetta!

9 – inizio a spruzzare: Brezza Marina, Aria di Natale, Fiori Selvatici, Rosa e Tuberosa, Lavanda, Vaniglia e Sandalo.

10 – ore 20,30. Rientra il Capo di casa, il Capo del mio cuore, il Capo… ed io mento, inizio spudoratamente a mentire.

Penso spesso a quell’episodio, con dolcezza, credo veramente che mio marito, allora, mi amasse veramente, solo un uomo accecato dall’amore può bersi una simile ricostruzione dei fatti:

” Mirella ha bruciato il minestrone, avevo lasciato la finestra del bagno aperta ed è entrato tutto il fumo e l’odore di bruciato”

” Ti vanno i carciofi lessi?”