adesso!

Per far vedere chi ce l’ha più muro…

muro

L’aveva promesso e lo sta facendo: Trump ha dato il via al cantiere sul confine del Messico.

Da vero Presidente Alfa ha ripreso in mano il programma elettorale, l’ha spuntato e ha dato il la a quello che diventerà il muro più famoso dopo il Vallo di Adriano, la Muraglia cinese e il Muro di Berlino.

Il progetto era già stato buttato giù tra un cheeseburger doppio cheese e una stretta di mano unta alla delegazione del Ku Klux Klan e quindi, se non assumerà l’impresa che da due anni mi sta ristrutturando la dispensa #mortacciloro, a breve El Muro sarà realtà.

Zero ponti levatoi e zero varchi.

Si favoleggia persino di un fossato popolato dai mitici alligatori delle fogne di New York… ma si sa che la macchina del fango non guarda in faccia nessuno, figuriamoci una faccia arancione.

Quello che fa saltare sulla sedia, nella supercazzola delle ideone del nostro supereroe, è il magistrale colpo a sorpresa ( che cos’è il genio ?) del far pagare i lavori in corso ai messicani.

Il danno, la beffa e anche la fattura non detraibile.

Ed è proprio dall’Italia che parte l’ideale clamorosa standing ovation a questo modo di fare business.

Non ci appartiene forse rigare e frantumare specchietti nei parcheggi e poi scappare? Bombolettare monumenti appena pittati per vederli ripittati e pronti da rimbombolettare? Pisciare fuori dal vaso, tanto non smerdiamo noi? Cercare conoscenze in grado di saltare la coda all’ASL, entrare gratis a teatro, allo stadio o persino alla bocciofila di quartiere?

Timbrare in Sloggy slabbrate, falsificare bilanci, turbare quelle che parevano inturbabili aste, farsi corrompere anche come lavascale, vendere bond già scoppiati a gente che ha tirato la cinghia dalla culla, percepire vitalizi di platino, non fare un cazzo tra benefit di ogni ma abbassare con votazioni bulgare stipendi e pensioni per scavallare la crisi?

Tanto pagano gli altri, come se gli altri non fossimo noi, i “messicani” della situazione.

Siamo stati tutti, saremo e siamo sempre “messicani” di qualcun altro.
E mentre sento l’eco dei mariachi che provano strenuamente a risollevare il morale, un dubbio mi accende le sinapsi: siamo sicuri che Donald non abbia almeno un trisavolo italiano?muro

L’aveva promesso e lo sta facendo: Trump ha dato il via al cantiere sul confine del Messico.

Da vero Presidente Alfa ha ripreso in mano il programma elettorale, l’ha spuntato e ha dato il la a quello che diventerà il muro più famoso dopo il Vallo di Adriano, la Muraglia cinese e il Muro di Berlino.

Il progetto era già stato buttato giù tra un cheeseburger doppio cheese e una stretta di mano unta alla delegazione del Ku Klux Klan e quindi, se non assumerà l’impresa che da due anni mi sta ristrutturando la dispensa #mortacciloro, a breve El Muro sarà realtà.

Zero ponti levatoi e zero varchi.

Si favoleggia persino di un fossato popolato dai mitici alligatori delle fogne di New York… Ma si sa che la macchina del fango non guarda in faccia nessuno, figuriamoci una faccia arancione.

Quello che fa saltare sulla sedia, nella supercazzola delle ideone del nostro supereroe, è il magistrale colpo a sorpresa  (che cos’è il genio?) del far pagare i lavori in corso ai messicani.

Il danno, la beffa e anche la fattura non detraibile.

Ed è proprio dall’Italia che parte l’ideale clamorosa standing ovation a questo modo di fare business.

Non ci appartiene forse rigare e frantumare specchietti nei parcheggi e poi scappare? Bombolettare monumenti appena pittati per vederli ripittati e pronti da rimbombolettare?

Pisciare fuori dal vaso, tanto non smerdiamo noi? Cercare conoscenze in grado di saltare la coda all’ASL, entrare gratis a teatro, allo stadio o persino alla bocciofila di quartiere?

Timbrare in Sloggy slabbrate, falsificare bilanci, turbare quelle che parevano inturbabili aste, farsi corrompere anche come lavascale, vendere bond già scoppiati a gente che ha tirato la cinghia dalla culla, percepire vitalizi di platino, non fare un cazzo tra benefit di ogni ma abbassare con votazioni bulgare stipendi e pensioni per scavallare la crisi?

Tanto pagano gli altri, come se gli altri non fossimo noi, i “messicani” della situazione.

Siamo stati tutti, saremo e siamo sempre “messicani” di qualcun altro.
E mentre sento l’eco dei mariachi che provano strenuamente a risollevare il morale, un dubbio mi accende le sinapsi: siamo sicuri che Donald non abbia almeno un trisavolo italiano?