[:en]L’allattamento è la sintesi della maternità e ne esaspera gioie e dolori.
Da una parte c’è l’impagabile sensazione di poter alimentare una creatura direttamente dal tuo corpo, un momento di tenerezza infinita in cui si mescolano orgoglio, istinto primordiale, amore sconfinato e missione materna. Dall’altra c’è quel fastidio fisico di dover essere sempre a disposizione, fatto che limita la tua autonomia, impedisce il riposo, genera imbarazzo in pubblico e crea stress nella coppia.

Ecco le 5 cose da sapere per sopravvivere all’allattamento:

  • dare il latte, come qualsiasi altra cosa che riguarda la maternità, è soggetto alle mode del periodo: dal latte in polvere come precetto del femminismo spinto fino all’estremo opposto di quella setta satanica meglio conosciuta come lega del latte. E poi ci sono le mamme che svegliano i bimbi perché è l’ora della poppata, quelle che tirano fuori la tetta davanti a un 3enne che parla cammina e fa pipì da solo, quelle che si alzano alle 6 per tirare il latte e scappare al lavoro … Niente panico: intere generazioni di adulti, quelli nati negli anni 70, non ha mai visto una tetta in tenera età eppure sono sopravvissuti, sono qui tra noi, potremmo essere noi…
  • durante l’allattamento tutti, e ribadisco proprio TUTTI, hanno diritto di guardarti le tette; dopo un po’ non ci farai più caso e comincerai a denudarti anche al supermercato pur di ottenere un quarto d’ora di silenzio
  • per evitare fastidi tipo arrossamenti o ragadi, già in gravidanza è obbligatorio preparare il seno spalmandoci sopra qualsiasi cosa si trovi nei paraggi: dall’olio alla benzina, dalla crema idratante al budino… basta che sia morbido
  • tu allatti: è la tua missione ed è l’unica cosa che gli uomini non possono fare concretamente (dopo il parto…). Questo significa una cosa sola: che tuo marito può e deve fare tutto il resto! Approfitta per prendere possesso stabile della poltrona e farti portare una bibita, un libro da leggere e altri simpatici diversivi. Fagli sapere che riposeresti meglio con un rumore di sottofondo tipo la aspirapolvere da passare nell’altra stanza, oppure la lavatrice…
  • allattare è una grande perdita di tempo e riduce la tua socialità: usala come scusa quando vuoi saltare un appuntamento, tornare a casa prima, non ricevere un’amica o mandare via la suocera. Tutti, di fronte alla sacralità del momento, capiranno le tue ragioni e non ti romperanno le scatole per le due ore successive. Approfittane fino ai 3 anni; poi c’è la scusa del pisolino pomeridiano altrimenti diventa una iena, poi quella dei compiti altrimenti diventa un asino, poi basta. Dai 10 anni sono completamente autonomi e devi metterti in testa che puoi e devi ricominciare a frequentare il mondo. Il secondo figlio può essere una soluzione, a tuo rischio e pericolo.

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allattamento, latte,mamma, bimbi

due mucche e gattino

Come sopravvivere all’allattamento

L’allattamento è la sintesi della maternità e ne esaspera gioie e dolori.
Da una parte c’è l’impagabile sensazione di poter alimentare una creatura direttamente dal tuo corpo, un momento di tenerezza infinita in cui si mescolano orgoglio, istinto primordiale, amore sconfinato e missione materna. Dall’altra c’è quel fastidio fisico di dover essere sempre a disposizione, fatto che limita la tua autonomia, impedisce il riposo, genera imbarazzo in pubblico e crea stress nella coppia.

Ecco le 5 cose da sapere per sopravvivere all’allattamento:

  • dare il latte, come qualsiasi altra cosa che riguarda la maternità, è soggetto alle mode del periodo: dal latte in polvere come precetto del femminismo spinto, fino all’estremo opposto di quella setta satanica meglio conosciuta come Lega del Latte. E poi ci sono le mamme che svegliano i bimbi perché è l’ora della poppata, quelle che tirano fuori la tetta davanti a un 3enne che parla, cammina e fa pipì da solo, quelle che si alzano alle 6 per tirare il latte e scappare al lavoro… Niente panico: intere generazioni di adulti, quelli nati negli anni 70, non ha mai visto una tetta in tenera età eppure sono sopravvissuti, sono qui tra noi, potremmo essere noi…
  • durante l’allattamento tutti, e ribadisco, proprio TUTTI, hanno diritto di guardarti le tette; dopo un po’ non ci farai più caso e comincerai a denudarti anche al supermercato pur di ottenere un quarto d’ora di silenzio
  • per evitare fastidi tipo arrossamenti o ragadi, già in gravidanza è obbligatorio preparare il seno spalmandoci sopra qualsiasi cosa si trovi nei paraggi: dall’olio alla benzina, dalla crema idratante al budino… basta che sia morbido.
  • tu allatti: è la tua missione ed è l’unica cosa che gli uomini non possono fare concretamente (dopo il parto…). Questo significa una cosa sola: che tuo marito può e deve fare tutto il resto! Approfitta per prendere possesso stabile della poltrona e farti portare una bibita, un libro da leggere e altri simpatici diversivi. Fagli sapere che riposeresti meglio con un rumore di sottofondo, tipo l’aspirapolvere da passare nell’altra stanza, oppure la lavatrice…
  • allattare è una grande perdita di tempo e riduce la tua socialità: usala come scusa quando vuoi saltare un appuntamento, tornare a casa prima, non ricevere un’amica o mandare via la suocera. Tutti, di fronte alla sacralità del momento, capiranno le tue ragioni e non ti romperanno le scatole per le due ore successive. Approfittane fino ai 3 anni; poi c’è la scusa del pisolino pomeridiano altrimenti diventa una iena, poi quella dei compiti altrimenti diventa un asino, poi basta. Dai 10 anni sono completamente autonomi e devi metterti in testa che puoi e devi ricominciare a frequentare il mondo. Il secondo figlio può essere una soluzione, a tuo rischio e pericolo.

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