adesso!

Ho fatto solo una fesseria, chi non ne ha mai fatte?

fesseria

Chi non ha mai fatto una fesseria scagli la prima pietra:
– ho parcheggiato in rimozione forzata
– ho buttato le chiavi con la differenziata
– ho dimenticato il ferro acceso
– ho falsificato una giustifica a scuola
– ho mischiato bianchi e colorati
– ho sbagliato tinta fai da te per i capelli
– ho pisciato controvento
– ho fatto il pesto senza aglio e l’amatriciana senza guanciale.
Succede ogni nanosecondo, a chiunque, ad ogni latitudine e temperatura su questo pianeta.
La fesseria è trasversale, è generosa, è patrimonio dell’umanità. E’ indulgente, è veniale, è talmente banale da autoassolversi.
Ed è liberatorio ogni tanto farne una.

Ma quando un animale di sesso maschile, autoproclamatosi inspiegabilmente uomo, con le mani ancora zozze di sangue della donna e dei figli che gli vivevano accanto dice, a chi si trova davanti a fatto compiuto:
” Scusate, ho fatto una FESSERIA “, è come se la ragione fosse una scoria andata in merda.
Non so voi ma io proprio non ce la faccio più a sentirlo ripetere come un mantra, “scusate ho fatto una fesseria”.
Ed è sicuramente un bene per i macellatori che io non abbia in mano le redini di un processo.
So benissimo che persino friggere sulla sedia elettrica non è mai stato un deterrente per chi commette delitti, figuriamoci un ergastolo!
Ma intanto un bel “Fine pena MAI ma proprio MAI!” eviterebbe bestie in circolazione e future vittime al riparo.
E ridarebbe facoltà di respiro ai sopravvissuti in apnea da disperazione.
E pazienza se ci sono avvocati ed opinione pubblica che spergiurano nel potere rieducativo degli sconti di pena e dei permessi premio:
l’unica immensa fesseria è questa.

#25novembre