Io e mio marito ci siamo sposati 34 anni fa, il 31 ottobre.

E certo, se sei libero professionista ti sposi prima di un Ponte, così, puoi fare 5 giorni di Viaggio di Nozze, a Venezia.

E se poi, hai 22 anni e non hai mai portato i tacchi, ti fai il viaggio di nozze, a Venezia, con una tallonite.

E visto che sei pure fortunata, fa un freddo cane.

Ma veniamo alle cose belle!

Oltre ad una bellissima figlia, il matrimonio mi ha regalato: IL DIVORZIO!

Ogni anno, all’avvicinarsi di questa data, cambio umore, non capisco esattamente perché. Il mio cervello non elabora nell’immediato la connessione data/disastro, ma quando realizzo il pensiero che Halloween = Matrimonio, mi calmo. Magicamente entro in modalità: ricordo, rielaboro, respiro!

Ricordo: il matrimonio in Comune, lo stress, la fatica.

Rielaboro: 11 anni di matrimonio.

Respiro: finalmente libera.

Mi viene sempre in mente il ricordo degli anni di terapia post-separazione, perché sia chiaro nulla è gratis nella vita, entravo nello Studio ogni mercoledì, alle ore 15.00,  ed alla sorridente dottoressa annunciavo:

LO VOGLIO VEDERE MORTO!

e lei sempre sorridente mi rispondeva:” è la morte di una figura interiorizzata che lei vorrebbe veder scomparire, morire in senso metaforico…”

MA COL CAVOLO! IO FISICAMENTE LO VOLEVO SEPPELLIRE!

Ora, il perché la Dottoressa fosse sempre sorridente l’ho capito numerosi assegni dopo ma, dopo tutti questi anni, non piangerò sul contante versato (cit.).

Col tempo, ogni 31 ottobre, ho preso l’abitudine di farmi un regalo: un vestito, un profumo, una pianta, insomma qualsiasi cosa che mi facesse piacere,.

Sull’aspetto terapia, avevo fatto dei passi avanti: non dicevo e non pensavo più ad una soppressione fisica,  ma ben più pericoloso era il desiderio che, ormai, si era insinuato nel mio cervello: se col primo, con la condizionale e le attenuanti rischiavo al massimo 5 anni di galera…col nuovo costrutto mentale rischiavo la vita.

Ogni mercoledì alle ore 15, aprivo la porta della Dottoressa, ormai ricca, narrandole l’idea di tornare a vivere con mio marito…a condizione che lui fosse completamente paralizzato e muto, ma lucido e cosciente!

Cosa posso dire a mia discolpa? Ero un pochino stressata, il divorzio era alle porte, la bimba, il lavoro, le turbe ormonali…

Diciamo che dopo la morte, la paralisi, un nuovo pensiero si fece largo nella mia mente: il mio ex marito durante un viaggio in aereo, si sarebbe “disperso”nella foresta più fitta e sperduta al mondo, per sempre.

Dopo 20 anni potevo richiedere la morte presunta e diventare così …VEDOVA.

Ora, il tema della vedovanza, lo capisco, è delicato e non vorrei toccare la sensibilità di nessuno. In più durò poco. Gli anni passavano ed io stavo sempre meglio.

L’ultima idea, la meno dolorosa, che mi venne in mente (che avrei realizzato grazie al mio posto di lavoro) era quella di attivare, proprio su di lui, il servizio SEGUIMI di Poste Italiane, cioè, avrei inventato un indirizzo, e niente…la posta sarebbe stata recapitata lì, ad Avetrana, per dire.

A mio malgrado, non ho attuato nulla di quanto sopra esposto.

Adesso va tutto bene, anzi, stiamo tutti bene.

Il divorziato ha solo qualche acciacco dell’età.

La ricca dottoressa sarà sempre più ricca.

Ed io respiro.

Buon Halloween a tutte!