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Cari genitori, basta essere “fuori post”

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Cari genitori, basta essere”fuori post”

Il Tribunale di Roma ha tutelato un minorenne dalla madre, che postava immagini e commenti su di lui senza il suo consenso, imponendo la rimozione dei post “rubati”, pena una maximulta di 10 mila euro.

Ebbene si cari genitori social, ormai anche la Giurisprudenza ve lo dice: siete nel “post” sbagliato.
Se volete pubblicare sul web i vostri selfie, le vostre malattie imbarazzanti, le vostre geolocalizzazioni in ospedale fate pure, ma non mettetevi a pubblicare foto dei vostri figli se vi dicono che non vogliono.

Ok è vero, è sempre più difficile prendere like, io vi capisco, non è facile da accettare.

Fino a ieri bastava un selfie culo di gallina e occhi sgranati per fare un botto di like e ora non basta più manco il post je suis più città a scelta in base alla tragedia del momento, per avere un discreto seguito di commenti. Si sa, i tempi cambiano e quelli social sono sempre più veloci.

Potete buttarvi sui buoni sentimenti ad esempio, che ultimamente vanno parecchio. Usate sempre i figli se proprio ci tenete, dite “mio figlio, mia figlia” senza il nome però, che poi rischiano di essere riconoscibili e i compagni di classe li perculeranno a vita per quello che scrivete.
Comunque, se al soggetto “mio figlio” aggiungete un “ti amerò sempre, sei speciale, mi ricordo di quando da piccolo giocavi a palle di neve etc” questa roba fa un sacco di like. E vi garantite anche parecchi commenti perché tutti i neogenitori si prodigheranno a dire la loro e sarà tutto un tripudio di amore, bambini speciali e genitori da presepe che se i vostri figli vi leggessero  direbbero: “Ma che ti sei bevuto?!” E voi prontamente spieghereste che è per i social e che, finito il post, tornerete ad essere i soliti genitori di merda.
Ma non divaghiamo.

Altro modo per ottenere like senza condannare alla gogna pubblica la vostra discendenza sono i post di ricorrenze funebri, su personaggi famosi e non. Abbinati sempre ai buoni sentimenti che non devono mai mancare, mi raccomando.
Esempio: vip morto + ricordo associato a quel vip preso dalle ultime news + un buon sentimento a caso = 60% di consenso social, il che significa per voi più autostima, più eccitazione e un minor bisogno di dover coinvolgere vostro figlio per attirare l’attenzione.
Adesso direte che gli altri genitori social postano le foto dei bebè dalla nascita, e tutti i mesiversari continuano con foto e frasi fatte che pur identiche le une alle altre prendono centinaia di like.
Provate a vederla così, se proprio siete allergici al concetto di privacy, pensate che quei neonati un giorno cresceranno e vi potranno chiedere un sacco di soldi di risarcimento danni. E a quel punto per voi niente più smartphone figo, niente più filtri, niente più vita social, insomma che razza di genitori sareste?
Normali.