italy

Gli operatori telefonici. Il male del secolo

donna con telefono

Vi è mai successo che in tutta la giornata in casa non squilla mai il telefono e tutto il mondo si accorge di voi solo nel momento in cui state pranzando o state riposando?

A me sì!

Assorta in un piatto gustosissimo di carbonara, tanto desiderato che non lo mangiavo da una settimana, nel momento in cui sto per imboccare la prima forchettata con gli occhi chiusi, la bocca ben orientata alla forchetta avvolta da quei fighissimi spaghetti ripieni di guanciale che ti stanno implorando:”PRENDI ME MANGIA ME SCEGLI ME” squilla il telefono.

Sul display appare la famosa scritta “Numero privato”. Vorresti tanto rispondere “Chi cazzo è?!” ma ti limiti ad un incazzoso “Pronto!”

Dall’altra parte, una voce squillante di un ragazzo, talmente squillante che sembra esca per poco dal telefono:
“Pronto, salve signora, la sto chiamando da una nuova compagnia telefonica e vorrei parlarle delle nostre nuove tariffe in offerta proprio per lei e per le sue esigenze! E’ lei che si occupa del telefono?”.

Con un occhio buttato sulla pasta e un altro nel vuoto, rispondo:

“Guardi purtroppo non ho il telefono!”

e dall’altra parte il ragazzo imbarazzato, risponde: “Ma…ma…ma come signora…lo sta usando proprio in questo momento!”

A quel punto mi trasformo in una badante filippina:
“io no capile taliano io badanta, io filipina, io pulire, io lavare, io ora togliele cacca di picioni fuori baccone, capire? Cuando viene signola dire”.

Riattacco il telefono senza neanche salutare e nel momento in cui mi siedo di nuovo e sto per prendere di nuovo la forchetta con quel boccone ripieno di spaghetti col guanciale ancora attorcigliato, squilla di nuovo (chitemmuort’)

“PRONTO!”

dall’altra parte la voce antipatica e squillante dello stesso ragazzo che ha chiamato prima:
“Scusi signora, mi sa che prima è caduta la linea volevo dirle che…”

Ormai ridotta a controfigura di Erinni, lo interrompo dicendo:

“Uè uagliò e mo bast! Ho fatto rispondere apposta la filippina ma tu insisti. Come ti chiami? Ah no, aspetta che indovino! Ti chiami Marco!”

Lui “Mi scusi ma come fa a saperlo che non gliel’ho mai detto?”

E io, saputella: “Prima di tutto non mi chiamare signora ma gradirei signorina, seconda cosa ti chiami Marco perché tutti gli operatori telefonici si chiamano Marco.”

“E le femmine?”

“E le femmine, Francesca! Se non fossi stato tu sarebbe stata lei, perché “Marco e Francesca hanno detto no al colesterolo” e rompono le palle a me mentre tento di mangiare!”

Fa finta di ridere per accattivarsi la cliente anche perché la battuta faceva cagare anche a me.

Un secondo di silenzio, con una mano tengo la forchetta che cerco di imboccare e con l’altra il telefono gli chiedo:
“Senti un po’, ma come posso aiutarti?” e così diamo inizio ad un dialogo:

– “Aiutare me? Lei vuole aiutare me? Ahahahah…Senta signora, ah no signorina, io in realtà non ho bisogno di essere aiutato!”

– “Ne sei proprio sicuro? Senti, tu che te la sghignazzi così tanto, tu hai chiamato a casa mia, tu vuoi promuovermi una nuova tariffa con un nuovo gestore, quindi sei tu che vuoi essere aiutato, io vado di fretta, ho un piatto di carbonara che mi sta aspettando da quando mi stai parlando.”

– Posso solo dirle le tariffe, poi la lascio in pace a lei e alla sua carbonara?

– Certo, intanto che me le dici, sto inviando un messaggio alla redazione di Pomeriggio 5, così Barbara d’Urso ci farà una trasmissione sul ragazzo che trasformava gli spaghetti in colla per parati.

– Scherza?

– Ma ti pare che scherzi?! Dopo la chiamo!

– Va bene signorina, allora facciamo così: le mando il cartaceo se mi lascia la sua e-mail, così lei mangia ed io proseguo con il mio lavoro.

– No aspetta! Aspetta… Volevo chiederti una cosa, Marco!

– Oh bene signorina mi chieda pure!

– Ma tu che tariffa c’hai? Parla parla, io intanto mangio eh…”

Lui, con voce imbarazzata e quasi balbuziente mi risponde:

“Beh… beh.. io… io… in verità… cioè io avrei la VolafronstescionsNight&day ma signora, no anzi signorina mi scusi, cosa c’entra il mio gestore personale, cioè volevo dire, sì lo so, lavoro per quest’altro… ma cosa gliene frega… no mi scusi volevo dire che… io lavoro per un altro gestore perché… perché… perché me servono lì sordi signorì, devo lavorà!”.

Con il boccone di carbonara in bocca:

“Sì ma ti trovi bene con la tua?”

“Certo signora, ho 1000 minuti di chiamate gratis verso tutti, 1000 sms e 5Gb!”

” E tieniti la tua, no?! Cosa mi hai chiamata a fare?!”donna con telefono

Vi è mai successo che in tutta la giornata in casa non squilla mai il telefono e tutto il mondo si accorge di voi solo nel momento in cui state pranzando o state riposando?

A me sì!

Assorta in un piatto gustosissimo di carbonara, tanto desiderato che non lo mangiavo da una settimana, nel momento in cui sto per imboccare la prima forchettata con gli occhi chiusi, la bocca ben orientata alla forchetta avvolta da quei fighissimi spaghetti ripieni di guanciale che ti stanno implorando:”PRENDI ME  MANGIA ME SCEGLI ME” squilla il telefono.

Sul display appare la famosa scritta “Numero privato”. Vorresti tanto rispondere “Chi cazzo è?!” ma ti limiti ad un incazzoso “Pronto!”

Dall’altra parte, una voce squillante di un ragazzo, talmente squillante che sembra esca per poco dal telefono:
“Pronto, salve signora, la sto chiamando da una nuova compagnia telefonica e vorrei parlarle delle nostre nuove tariffe in offerta proprio per lei e per le sue esigenze! E’ lei che si occupa del telefono?”.

Con un occhio buttato sulla pasta e un altro nel vuoto, rispondo:

“Guardi purtroppo non ho il telefono!”

e dall’altra parte il ragazzo imbarazzato, risponde: “Ma…ma…ma come signora…lo sta usando proprio in questo momento!”

A quel punto mi trasformo in una badante filippina:
“io no capile taliano io badanta, io filipina, io pulire, io lavare, io ora togliele cacca di picioni fuori baccone, capire? Cuando viene signola dire”.

Riattacco il telefono senza neanche salutare e nel momento in cui mi siedo di nuovo e sto per prendere di nuovo la forchetta con quel boccone ripieno di spaghetti col guanciale ancora attorcigliato, squilla di nuovo (chitemmuort’)

“PRONTO!”

dall’altra parte la voce antipatica e squillante dello stesso ragazzo che ha chiamato prima:
“Scusi signora, mi sa che prima è caduta la linea volevo dirle che…”

Ormai ridotta a controfigura di Erinni, lo interrompo dicendo:

“Uè uagliò e mo bast! Ho fatto rispondere apposta la filippina ma tu insisti. Come ti chiami? Ah no, aspetta che indovino! Ti chiami Marco!”

Lui “Mi scusi ma come fa a saperlo che non gliel’ho mai detto?”

E io, saputella: “Prima di tutto non mi chiamare signora ma gradirei signorina, seconda cosa ti chiami Marco perché tutti gli operatori telefonici si chiamano Marco.”

“E le femmine?”

“E le femmine, Francesca! Se non fossi stato tu sarebbe stata lei, perché “Marco e Francesca hanno detto no al colesterolo” e rompono le palle a me mentre tento di mangiare!”

Fa finta di ridere per accattivarsi la cliente anche perché la battuta faceva cagare anche a me.

Un secondo di silenzio, con una mano tengo la forchetta che cerco di imboccare e con l’altra il telefono gli chiedo:
“Senti un po’, ma come posso aiutarti?” e così diamo inizio ad un dialogo:

– “Aiutare me? Lei vuole aiutare me? Ahahahah…Senta signora, ah no signorina, io in realtà non ho bisogno di essere aiutato!”

– “Ne sei  proprio sicuro? Senti, tu che te la sghignazzi così tanto, tu hai chiamato a casa mia, tu vuoi promuovermi una nuova tariffa con un nuovo gestore, quindi sei tu che vuoi essere aiutato, io vado di fretta, ho un piatto di carbonara che mi sta aspettando da quando mi stai parlando.”

– Posso solo dirle le tariffe, poi la lascio in pace a lei e alla sua carbonara?

– Certo, intanto che me le dici, sto inviando un messaggio alla redazione di Pomeriggio 5, così Barbara d’Urso ci farà una trasmissione sul ragazzo che trasformava gli spaghetti in colla per parati.

– Scherza?

– Ma ti pare che scherzi?! Dopo la chiamo!

– Va bene signorina, allora facciamo così: le mando il cartaceo se mi lascia la sua e-mail, così lei mangia ed io proseguo con il mio lavoro.

– No aspetta! Aspetta… Volevo chiederti una cosa, Marco!

– Oh bene signorina mi chieda pure!

– Ma tu che tariffa c’hai? Parla parla, io intanto mangio eh…”

Lui, con voce imbarazzata e quasi balbuziente mi risponde:

“Beh… beh.. io… io… in verità… cioè io avrei la VolafronstescionsNight&day  ma signora, no anzi signorina mi scusi, cosa c’entra il mio gestore personale, cioè volevo dire, sì lo so, lavoro per quest’altro… ma cosa gliene frega… no mi scusi volevo dire che… io lavoro per un altro gestore perché… perché… perché me servono lì sordi signorì, devo lavorà!”.

Con il boccone di carbonara in bocca:

“Sì ma ti trovi bene con la tua?”

“Certo signora, ho 1000 minuti di chiamate gratis verso tutti, 1000 sms e 5Gb!”

” E tieniti la tua, no?! Cosa mi hai chiamata a fare?!”