Io sono grassa, parecchio.

Sono sempre stata grassa, solo che da bimba ero “ciccia bella”, da adolescente “ciccia brutta”, da florida adulta ero “ma che bella abbondanza” per alcuni e “cicciona di m****” per altri.

Ora sono una quasi sessantenne, obesa, quindi capisco benissimo le donne che puntano su altro: simpatia, cultura, culinaria, essere morbide mamme, amanti passionali e generose, abili lavoratrici, manager affermate. Insomma la quintessenza della perfezione in 80/ 85 kg di corazza perché lo capite anche voi che una con una dipendenza da cibo si sta creando un bel bozzolo, lo capite vero?
Perché?
Bei furboni! Se l’avessi saputo mica sarei qui a scrivere: sarei una bella magra o forse brutta ma magra, sarei a fare cose insulse o intelligenti ma magra.

Pensate che l’argomento è così annoso e noioso che non ne voglio più parlare. O meglio ne voglio parlare, ma tra noi, tra imperfette.

Avete mai sognato di svegliavi magre? Non dimagrite, proprio magre. Io spesso, come se il grasso fosse evaporato.
Una sorta di sauna magica in sogno! 
Io questo sogno l’ho fatto spesso, da giovane.
Poi si vede che ti abitui e non sogni più.

Ma perché negli ultimi 50 anni i magri piacciono di più dei ciccioni?
Essi’ perché in passato mica era così… Ricordiamo la frase “omo de panza, omo de sostanza”. In secoli dove trovare il cibo per sfamarsi era fondamentale, stare con uno panciuto voleva dire assicurarsi cibo per sé e per la prole. 
Adesso la sostanza la cerchiamo lo stesso, ma sottile sottile come una carta di credito possibilmente illimitata. 

Ora, nel post Covid, mi ero illusa che l’essere umano fosse migliorato ed invece vengono fuori polemiche tipo quella Morelli/Murgia, due vanità diverse a confronto e poi le offese, perché  di questo si tratta, verso il ministro Azzolina. Definita “culona”, perché fa un lavoro sedentario da uno pseudo – giornalista, anziano e non proprio piacente, anzi direi poco desiderabile (proprio cesso, diciamocelo)

Ecco il punto che cerco di esprimere da 290 parole circa: parlare di desiderio, che ognuno ha il suo, che l’attizzo non ha confini, che non è bello quel che è bello ma quello che ti fa dilatare il naso e non solo.

Insomma più si parla del corpo delle donne e pure degli uomini e meno sesso si fa, quello bello, allegro, tutto desiderio e amore o anche solo desiderio puro e semplice.