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I piedi sono lo specchio dell’anima

Ma che occhi e occhi..! I piedi sono lo specchio dell’anima.
Del tipo, dimmi che piede hai e ti dirò chi sei.

I piedi rimangono nascosti circa 6-7 mesi all’anno, rinchiusi in scomode scarpe. Ci accorgiamo della loro presenza solo quando l’unghia del pollicione inizia a toccare la punta della scarpa. Passando da un piedino di fata 37 ad una fetta di 41 centimetri.

Dei piedi, non sappiamo nulla. Manco il nome della dita. C’è chi le chiama: Dito 1, 2, 3, 4 e 5. Che a me sta anche bene ma da che parte? L’uno da destra o da sinistra?

C’è chi ha solo due punti di riferimento: l’alluce e il mignolino.

Un po’ come dire: benzinaio e Golden Point.
Esempio: «No, non quel parcheggio vicino al benzinaio, l’altro, eh…Sì, quello accanto a Golden Point».
Applichiamolo al piede: «No, non mi sono fatto male al dito accanto all’alluce…L’altro. Sì, quello accanto al mignolino».

Poi alluce e mignolino sono usati solamente in due occasioni, conditi con tanti bei messaggi d’amore per il prossimo e per qualcuno che sta oltre il blu dipinto di blu. Se proprio ti devi rompere un dito del piede ti spacchi l’alluce e ti tocca pure fasciarti fino al polpaccio, che manco la mi’ madre quando se fa’ i fanghi in casa se fascia così con il domopak.

E poi, be’, il mignolino. Non è un caso se mignolino fa rima con angolino e porcaputtanaediqueldisgraziatodipino. Tutti sappiamo che succede, tutti sappiamo come reagiamo, tutti sappiamo.

All’improvviso, dopo mesi di clausura dei piedi, arriva maggio.

Tiriamo giù le scatole di scarpe estive e iniziamo a metterle in ordine: sandalo gioiello, sandalo con frangia, sandalo borchiato, zeppa di un colore che nun se sa, zeppa nera, zeppa con brillocco della nonna del Titanic, tacco aperto, tacco con plateau, tacco con plateau modello cubista del Mucca Assassina, tacco modello Kate Middleton va dai suoceri…

Siamo felici. Sono ordinate. Sono colorate e sprigionano estate da ogni poro.

Mettiamole.

Proviamole.

Tutte.

Perché, nonostante l’età, non si sa mai che ci sia cresciuto il piede durante l’inverno.

Togliamo il calzino con la renna.

Orrore.

Il piede ci fissa.

Pure l’altro.

Cazzo, ne abbiamo due. Dimenticavo.

Allora.
Diagnostico immediatamente un princìpio di alluce valgo, anzi no, secondo me è un po’ storto perché dorme, così sta più comodo.
«Ma stai facendo la nanna, amore?» dico all’alluce.

Ho residui di smalto reduci di Capodanno, rosso con i glitter oro (le mutande rosse non le avevo ma credo nelle tradizioni).

Sono color lapide.

Ma, forse forse, questo freddo improvviso che è tornato non mi fa poi così schifo. Rimettemose gli UGG, che nun se sai mai…
Poi, per il sandalo c’è tempo.

«Sì, pronto, avevo bisogno di fissare un appuntamento».

«Per che cosa, signora?».

«Per una pedicure. È URGENTE».