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L’emozione di incontrare la Senatrice Liliana Segre

Liliana Segre Olocausto

Domenica pomeriggio.
Corso Vercelli a Milano.
Passeggio e guardo i saldi di cose e vestiti che non mi servono, ma che vorrei ugualmente.
Mi viene incontro una donna molto bella ed elegante, dà il braccio ad un uomo più giovane.
Passeggiano e chiacchierano sorridenti.
Anch’io sorrido, l’ho riconosciuta, é Liliana Segre.

Incrociandola mi avvicino: – “Senatrice, posso disturbarla?” -.
Si ferma, mi sorride, il suo accompagnatore mi sorride.
– “Posso stringerle la mano?”-, chiedo.
Lascia il braccio del nipote (credo) e mi porge la mano.
– “Sono molto emozionata” -, le sussurro.
– “Ma no, io sono una nonna, non deve emozionarsi per me…” -, sorride.

– “Sono felice di averla incontrata” -, dico non trattenendo l’emozione.
– “Anch’io” -.
Entrambe abbiamo proseguito.
Lei sottobraccio ad un cavaliere, io con la pelle d’oca su tutto il corpo, capelli compresi.
Penso alla bellezza di questa donna.
Penso a quando la sua voce non ci sarà più , chi dirà le verità che lei racconta…? Che fine faranno quelle testimonianze?
So bene che non sto raccontando nulla di eccezionale, proprio per questo lo racconto.

Piccoli eventi che ti fanno apprezzare lo straordinario di un incontro.
Alcune amiche mi hanno chiesto perché mi sia rivolta alla Segre con “senatrice”… Mi è venuto spontaneo, perché ancora do un valore alle istituzioni ed un Senatore della Repubblica degno di tale carica mica lo incontri tutti i giorni.

Ad onor del vero l’anno scorso, a giugno, in analoga situazione e nella stessa zona incontrai Monti e signora, pure lui Senatore, ma neppure un sorriso mi è spuntato sulle labbra e neppure lontanamente mi è venuta voglia di stringergli la mano.

Sarà stato un caso?