italy

Lo si fa in tre: io, lo specchio e la fotografa.

Vedo una bella foto di una conoscente su facebook, incuriosita leggo che si tratta di un progetto “Donne allo Specchio” di una giovane fotografa milanese, Micaela Zuliani, non la conosco e vado a sbirciare chi è e chi non è.

Le mando una mail, così per gioco, non penso mi contatterà, ho 55 anni , un discreto sovrappeso e non proprio un’autostima da campionessa di “sollevamento posate”.

Invece, mi risponde. Mi dà appuntamento per il giorno seguente. Ah, subito, così presto?!?

E adesso? Che cavolo mi metto?

1^ decisione: vado vestita come se andassi in ufficio.

2^ decisione: vado truccata. Leggera ma truccata.

Arrivo da lei verso mezzogiorno, lei solare e allegra, io curiosa ma decisa, sì, perché avevo maturato un’altra decisione o meglio la

3^ decisione: volevo apparire quella che ero, non artefatta, senza luci che mi ringiovanissero, volevo essere allo specchio, esattamente come sono nella vita quotidiana.

Insomma fedele a me stessa.

Chiacchieriamo quasi un’ora prima degli scatti, ci prendiamo le misure.

A spanne direi che ci intendiamo bene. Nel suo salotto decido da sola come e dove sedermi.

Posso decidere io lo specchio. Mi aspetta un’altra scelta.

4^ decisione: prendo per primo uno specchio in argento, di quelli della nonna, troppo piccolo, il mio faccione non ci sta lì dentro. Mi siedo davanti ad uno a grandezza naturale, è lui. Voglio specchiarmi in questo.

Micaela comincia a fotografarmi.

Ed io comincio a guardarmi. Qui sta la magia di questo progetto: la fase terapeutica.

Ti guardi, nello stesso momento decidi come vuoi apparire agli occhi degli altri.

L’intensità del tuo sguardo la decidi e la metti in azione solo tu.

Pensate a quante decisioni ho preso, io ed io sola, per arrivare a queste foto.

Ho giocato e ballato da sola. La foto e lo specchio sono stati strumenti, non protagonisti.

IO ERO LA PROTAGONISTA.

Poco dopo abbiamo scelto la foto che meglio rappresentava quella che io volevo apparire, ma pure essere.

Grazie Dott. Miky, la terapia ha funzionato.

Come?

Mi spiace, è strettamente personale.