adesso!

Je t’aime… moi non plus. Non lasciamo niente all’immaginazione

l'incontro tra Merkel e Macron, tra doni e cori in birreria. Je t'aime moi non plus

Storico titolo di una delle canzoni più scandalose di tutti i tempi,
“Je t’aime…moi non plus” descrive alla grande quello che è stato il primo incontro istituzionale dell’enfant prodige Emmanuel Macron, primo Presidente di Francia a scendere sotto quota 40 anni.

Per chi troppo giovane non la ricordasse e chi troppo vecchio l’avesse dimenticata (o ricordasse vagamente che era il dopo discoteca scontato del Tuca Tuca) in Je t’aime moi non plus c’è l’esplicita descrizione di un orgasmo simultaneo che, quando uscì, nel preistorico 196, veniva ancora chiamato “Non lo fo per piacer mio, ma per dar dei figli a Dio”.

Possiamo solo immaginare il deflagrante effetto che fecero tutti quei mugolii bagnati e sospirosi (seppure fatti con il tipico charme francese) sull’opinione pubblica, visto che il pezzo restò in classifica nelle hit europee per moltissime settimane e divenne l’inno della libertà sessuale che si ribellava ai mutandoni, ai reggiseni, alla luce spenta e alla posizione del missionario.

In Italia fu talmente censurata che il Vaticano ordinò di scomunicarne i distributori e di foderare persino le orecchie delle Carmelitane e dei Carmelitani scalzi, prima che pretendessero di girare anche senza mutande.

Ma non divaghiamo.

Si parlava della primissima visita di Stato del nostro petit Macron che, come da tradizione ormai consolidata per protocollo, ieri si è recato, trolley Vuitton al seguito, a Berlino per fare un’improvvisata alla Merkel.

Vuoi per gettare le basi per il futuro asse economico Paris-Berlin anche detto “La boheme” (tutti a vivere nei sottotetti gelidi o sotto ai ponti esposti a molteplici virus polmonari, gelide manine e addii strazianti), vuoi per galanteria istituzionale, perché ogni maschio gallico che si rispetti non farebbe jamais attendre une dame.

Figuriamoci poi la dame più grosse (trad. potente) d’Europa.

Cominciamo dai doni.

Si narra che lui le abbia portato una confezione di macarons alla mousse di crauti e wurstel bavaresi, un bottiglione di Chanel N.5 perché Angela, amante in passato del naturismo, possa andare a dormire in campeggio come Marylin e un buono dal valore segreto da spendere alla Maison Dior per farsi fare qualche completo decente, che “Non se ne può più di vederla girare con quelle giacche de merde” (cit.Brigitte).

Lei pare abbia contraccambiato con un paio di sandali e calzini bianchi per mettere comodo il turista di passaggio e un biglietto gratuito per la prossima Oktoberfest, compreso di birra e stinco a volontà per lui e la sua scorta perché “So’ragazzi e ogni tanto hanno da sbragà…”.

Ed è proprio tra una conferenza stampa in mondovisione e un pranzo ufficiale, che la coppia più collaborazionista d’Europa, dopo Hitler e il Maresciallo Petain, si è ritrovata sul pancone di una birreria ad intonare, già nostalgici per la partenza del giorno dopo, lui “Ne me quitte pas” e lei “Lili Marlene” con tanto di malinconico lampione.

Ma è solo dopo il quarto boccalone di birra, quando i freni, si sa, si fanno molto meno inibitori, che, captando l’elettricità nell’aria e lumandosi negli occhi, è partita l’intesa totale sullo sdilinquimento pelvico reso immortale da Serge Gainsbourg e Jane Birkin.

E così tra un
“Vado e vengo tra i tuoi Reni (basso Reno ed alto Reno) di lui e
“Ti raggiungo senza uscita” (che se avesse vinto la Le Pen sarebbero stati oiseaux amari) di lei e un ” Ti amo, oh amore mio, mi trattengo…io non più… vieni !!” all’unisono, si sono lasciati con la speranza di rivedersi quanto prima.

Per rifarlo.

Je t’aime moi non plus Macron Merkel

 l'incontro tra Merkel e Macron, tra doni e cori in birreria. Je t'aime moi non plus

Storico titolo di una delle canzoni più scandalose di tutti i tempi,
“Je t’aime…moi non plus” descrive alla grande quello che è stato il primo incontro istituzionale dell’enfant prodige Emmanuel Macron, primo Presidente di Francia a scendere sotto quota 40 anni.

Per chi troppo giovane non la ricordasse e chi troppo vecchio l’avesse dimenticata (o ricordasse vagamente che era il dopo discoteca scontato del Tuca Tuca) in Je t’aime moi non plus c’è l’esplicita descrizione di un orgasmo simultaneo che, quando uscì, nel preistorico 196, veniva ancora chiamato “Non lo fo per piacer mio, ma per dar dei figli a Dio”.

Possiamo solo immaginare il deflagrante effetto che fecero tutti quei mugolii bagnati e sospirosi (seppure fatti con il tipico charme francese) sull’opinione pubblica, visto che il pezzo restò in classifica nelle hit europee per moltissime settimane e divenne l’inno della libertà sessuale che si ribellava ai mutandoni, ai reggiseni, alla luce spenta e alla posizione del missionario.

In Italia fu talmente censurata che il Vaticano ordinò di scomunicarne i distributori e di foderare persino le orecchie delle Carmelitane e dei Carmelitani scalzi, prima che pretendessero di girare anche senza mutande.

Ma non divaghiamo.

Si parlava della primissima visita di Stato del nostro petit Macron che, come da tradizione ormai consolidata per protocollo, ieri si è recato, trolley Vuitton al seguito, a Berlino per fare un’improvvisata alla Merkel.

Vuoi per gettare le basi per il futuro asse economico Paris-Berlin anche detto “La boheme” (tutti a vivere nei sottotetti gelidi o sotto ai ponti esposti a molteplici virus polmonari, gelide manine e addii strazianti), vuoi per galanteria istituzionale, perché ogni maschio gallico che si rispetti non farebbe jamais attendre une dame.

Figuriamoci poi la dame più grosse (trad. potente) d’Europa.

Cominciamo dai doni.

Si narra che lui le abbia portato una confezione di macarons alla mousse di crauti e wurstel bavaresi, un bottiglione di Chanel N.5 perché Angela, amante in passato del naturismo, possa andare a dormire in campeggio come Marylin e un buono dal valore segreto da spendere alla Maison Dior per farsi fare qualche completo decente, che “Non se ne può più di vederla girare con quelle giacche de merde” (cit.Brigitte).

Lei pare abbia contraccambiato con un paio di sandali e calzini bianchi per mettere comodo il turista di passaggio e un biglietto gratuito per la prossima Oktoberfest, compreso di birra e stinco a volontà per lui e la sua scorta perché “So’ragazzi e ogni tanto hanno da sbragà…”.

Ed è proprio tra una conferenza stampa in mondovisione e un pranzo ufficiale, che la coppia più collaborazionista d’Europa, dopo Hitler e il Maresciallo Petain, si è ritrovata sul pancone di una birreria ad intonare, già nostalgici per la partenza del giorno dopo, lui “Ne me quitte pas” e lei “Lili Marlene” con tanto di malinconico lampione.

Ma è solo dopo il quarto boccalone di birra, quando i freni, si sa, si fanno molto meno inibitori, che, captando l’elettricità nell’aria e lumandosi negli occhi, è partita l’intesa totale sullo sdilinquimento pelvico reso immortale da Serge Gainsbourg e Jane Birkin.

E così tra un
“Vado e vengo tra i tuoi Reni (basso Reno ed alto Reno) di lui e
“Ti raggiungo senza uscita” (che se avesse vinto la Le Pen sarebbero stati oiseaux amari) di lei e un ” Ti amo, oh amore mio, mi trattengo…io non più… vieni !!” all’unisono, si sono lasciati con la speranza di rivedersi quanto prima.

Per rifarlo.