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La colazione è il pasto più importante della giornata

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Ammettiamolo, quante volte, entriamo al bar “co ‘na fame che il terzo mondo che ne sa?”, magari verso le 10.30 e abbiamo un insostenibile bisogno, un irrefrenabile desiderio, un logorante brontolio allo stomaco, così forte da portare la nostra mente/stomaco ad un solo pensiero: COLAZIONE.

Ci sentiamo come i neonati alla poppata delle 6, rompiamo i coglioni anche se abbiamo mangiato due ore prima.

Colazione.

Per la seconda volta.

Anche terza.

Ma che ce frega? Mica lo sa il barista!

E poi, dal prossimo lunedì, giuro, ma veramente, giuro che colazione si fa a casa, SOLO A CASA, con caffè, kiwi, yogurt bianco e quella roba inglese che va di moda ma non sa den’cazzo, che fa pure schifo come consistenza, l’avena.

Manco i piccioni a San Pietro se gliela tiri se la mangiano.

Ma non è questo il punto, perché noi donne abbiamo sempre la classica frase che riecheggia nelle nostre menti appena ci assale il senso di colpa per il secondo cornetto della giornata:

LA COLAZIONE È IL PASTO PIÙ IMPORTANE DELLA GIORNATA.

TUTTO QUELLO CHE INGLOBI A COLAZIONE, LO BRUCI NEL CORSO DELLA GIORNATA!

Quindi:

Maritozzo.

Bombolone.

Olandesina.

Poi se si vuole stare più leggeri, cornetto integrale con miele.

Parmigiana.

Supplì.

Crocchette di patate.

Tiramisù di Pompi.

Pizza fritta.

Mozzarella in carrozza.

Du’ spaghi.

Tutto. Purché sia ingurgitato prima delle 10.30,giusto? Perché poi l’orario della colazione finisce, tutto quello che mangiamo dopo potrebbe non essere bruciato durante l’arco della giornata.

Lo sappiamo che mentiamo, sappiamo bene che quel cornetto alla crema non verrà disintegrato dai nostri enzimi, anzi, faranno così amicizia che deciderà di depositarsi sul nostro fianco o sul nostro la B.

Ormai, altro che lato B. Lato ABCD. Lato ACDC.

Mentiamo, ma abbiamo fame, e la fame da cornetto vince su tutto, TRANNE su cosa.

Quando qualcuno di sesso maschile con cui non abbiamo troppa confidenza, ergo, non conosce le nostre abitudini alimentari, decide di fare colazione e quattro chiacchiere con noi al bancone del bar. Peccato però, che volevamo strafogarci di cornetti ma non possiamo permetterci che il bel figone dell’ufficio accanto possa immaginarci assetate e colanti  di crema pasticcera, col naso sporco di zucchero a velo e pronte ad afferrarne un’altro, un altro ancora.

“Ciao Laura! Caffe?”.

“Ciao! Merd… che bello vederti… si caffè, macchiato, grazie”.

“Ok, un normale e un macchiato, e per me un cornetto alla crema… tu?”.

“No grazie, non mangio al mattino, non riesco, il mio stomaco si rifiuta”.

Machecazzodico. Brutto Bastardo, torna in ufficio e fammi strafogare in pace. Buzzurro.

“aaah, male male! Bisogna sempre fare colazione, sforzati un po di più, tanto se mangi un cornetto al mattino lo bruci durante il giorno”.

“Ci proverò, grazie per il consiglio e per il caffè!”.

“Ma di che, ciao La!”.

Mi ha chiamato “La”, ormai siamo in confidenza. Prossima volta, 3 cornetti e ciaone.

Finalmente sola. Col barista.

“Luciano, gentilmente, mi dai un cornetto alla crema?”.

“Non hai detto a quello che non facevi colazione che il tuo stomaco si rifiuta?”.

“Luciano. Il cornetto. Ora”.

Donne, basta fare i finti passerotti, non mangiamo come pulcini né come cinciallegre. Se quello belloccio ci offre la colazione, noi dobbiamo avere il coraggio di mangiare il cornetto con gusto, poi se non ci calcolerà più perché lui desidera la donna che fa colazione con l’avena, la papaia, le bacche di lacrime di drago e gli integratori alimentari di Jill Cooper, pazienza.

Peggio per lui.

Noi ci rimarremo un po’ così e affogheremo i dispiaceri in un cornetto, che tanto se è entro le 10.30 se po fa.125537908333177505_FaxGAqJ5_c-586x390

Ammettiamolo, quante volte entriamo al bar “co ‘na fame che il terzo mondo che ne sa?”, magari verso le 10.30 e abbiamo un insostenibile bisogno, un irrefrenabile desiderio, un logorante brontolio allo stomaco, così forte da portare la nostra mente/stomaco ad un solo pensiero: COLAZIONE.

Ci sentiamo come i neonati alla poppata delle 6, rompiamo i coglioni anche se abbiamo mangiato due ore prima.

Colazione.

Per la seconda volta.

Anche terza.

Ma che ce frega? Mica lo sa il barista!

E poi, dal prossimo lunedì, giuro, ma veramente, giuro che colazione si fa a casa, SOLO A CASA, con caffè, kiwi, yogurt bianco e quella roba inglese che va di moda ma non sa den’cazzo, che fa pure schifo come consistenza, l’avena.

Manco i piccioni a San Pietro se gliela tiri se la mangiano.

Ma non è questo il punto, perché noi donne abbiamo sempre la classica frase che riecheggia nelle nostre menti appena ci assale il senso di colpa per il secondo cornetto della giornata:

LA COLAZIONE È IL PASTO PIÙ IMPORTANTE DELLA GIORNATA.

TUTTO QUELLO CHE INGLOBI A COLAZIONE, LO BRUCI NEL CORSO DELLA GIORNATA!

Quindi:

Maritozzo.

Bombolone.

Olandesina.

Poi, se si vuole stare più leggeri, cornetto integrale con miele.

Parmigiana.

Supplì.

Crocchette di patate.

Tiramisù di Pompi.

Pizza fritta.

Mozzarella in carrozza.

Du’ spaghi.

Tutto. Purché sia ingurgitato prima delle 10.30, giusto? Perché poi l’orario della colazione finisce, tutto quello che mangiamo dopo potrebbe non essere bruciato durante l’arco della giornata.

Lo sappiamo che mentiamo, sappiamo bene che quel cornetto alla crema non verrà disintegrato dai nostri enzimi, anzi, faranno così amicizia che deciderà di depositarsi sul nostro fianco o sul nostro lato B.

Ormai, altro che lato B. Lato ABCD. Lato ACDC.

Mentiamo ma abbiamo fame, e la fame da cornetto vince su tutto, TRANNE su una cosa.

Quando qualcuno di sesso maschile con cui non abbiamo troppa confidenza, ergo, non conosce le nostre abitudini alimentari, decide di fare colazione e quattro chiacchiere con noi al bancone del bar. Peccato però, che volevamo strafogarci di cornetti ma non possiamo permetterci che il bel figone dell’ufficio accanto possa immaginarci assetate e colanti  di crema pasticcera, col naso sporco di zucchero a velo e pronte ad afferrarne un altro, un altro ancora.

“Ciao Laura! Caffe?”.

“Ciao! Merd… che bello vederti… sì, caffè, macchiato, grazie”.

“Ok, un normale e un macchiato, e per me un cornetto alla crema… tu?”.

“No grazie, non mangio al mattino, non riesco, il mio stomaco si rifiuta”.

Machecazzodico. Brutto Bastardo, torna in ufficio e fammi strafogare in pace. Buzzurro.

“Ah, male male! Bisogna sempre fare colazione, sforzati un po di più, tanto se mangi un cornetto al mattino lo bruci durante il giorno”.

“Ci proverò, grazie per il consiglio e per il caffè!”.

“Ma di che, ciao La!”.

Mi ha chiamato “La”, ormai siamo in confidenza. Prossima volta, 3 cornetti e ciaone.

Finalmente sola. Col barista.

“Luciano, gentilmente, mi dai un cornetto alla crema?”.

“Non hai detto a quello che non facevi colazione che il tuo stomaco si rifiuta?”.

“Luciano. Il cornetto. Ora”.

Donne, basta fare i finti passerotti, non mangiamo come pulcini né come cinciallegre. Se quello belloccio ci offre la colazione, noi dobbiamo avere il coraggio di mangiare il cornetto con gusto, poi se non ci calcolerà più perché lui desidera la donna che fa colazione con l’avena, la papaia, le bacche di lacrime di drago e gli integratori alimentari di Jill Cooper, pazienza.

Peggio per lui.

Noi ci rimarremo un po’ così e affogheremo i dispiaceri in un cornetto, che tanto se è entro le 10.30 se po fa.