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Natale: cosa regalare al tuo lui?

regali, Natale, lui, uomo

È complicato fare regali ad una femmina ma pure trovare qualcosa che piaccia a un maschio non è facile. Ecco alcuni esempi:

La sciarpa.
Al di là della spesa irrisoria (a meno che non si tratti di una sciarpa di marca e a quel punto devi saltare almeno 5 sedute dall’estetista o dal parrucchiere per un misero rettangolino di stoffa, quindi ‘colcazzochetelaprendo’) la sciarpa non è facile da regalare. Molti uomini la mettono in un cassetto, per usarla poi come cinghia da traino quando si ferma l’automobile, come tovagliolo, o come carta igienica, se si trovano in un bosco in cerca di funghi.

Il rasoio.
I mobiletti nel bagno dei maschi sono pieni di rasoi di ogni forgia, regalati tutti-sistematicamente-dalle-ex: a due testine, a elica, col maglio rotante e i raggi fotonici per una rasatura perfetta, a pile, a batteria, a pianoforte. Quindi, se vogliamo essere originali, recapitiamo al nostro uomo un blocchetto di buoni per andare dal barbiere, o un decespugliatore, nei casi di ipertricosi.

Un’automobile.
Col cazzo, a meno che tu non sia Melania Trump. Al massimo un modellino, preso dai cinesi, di quelli che se respiri la vernice muori per asfissia.

Un maglione.
Qui ci vuole un alto grado di conoscenza riguardo ai gusti del destinatario. Se glielo regali a rombi gli piace in tinta unita, se lo compri a lupetto gli fa il solletico ai peli del collo (e se sono particolarmente ispidi compaiono pure le scintille, il che potrebbe essere utile per accendere i fornelli o il caminetto, ma eviterei, ecco). Quindi ciaociao maglione.

Una camicia.
(Vedi il maglione). Button down sì, button down no, slim fit, “e con questa fantasia paro mi’ nonno”, e con quest’altra “sembro Malgioglio”, “e nera no che mi dà l’aria da prete” ecc… (Fanculo la camicia)

Cravatta.
Le cravatte non si usano quasi più, tranne in occasioni speciali, ma le fantasie sono infinite, c’è chi ama quella Regimental, chi Topolino, chi una stoffa, chi un’altra, chi la vuole lunga, chi la vuole corta. E poi: i pois no, le righe solo verso destra, anzi no, verso sinistra, se è troppo stretta fa effetto John Travolta in Pulp Fiction, se è troppo larga sembrano tutti Berlusconiani o manager (di stocazzo), se regali un papillon pare di uscire col mago Silvan… Insomma, bocciata pure la cravatta.

Amiche, se volete un consiglio, lasciate l’uomo il 23 e riprendetevelo il 27, così evitate pure il pranzo di Natale con la suocera e prendete 2 piccioni con una fava (sempre ammesso che la fava valga la pena).

regali, Natale, lui, uomo

È complicato fare regali a una femmina ma pure trovare qualcosa che piaccia a un maschio non è facile. Ecco alcuni esempi:

La sciarpa.
Al di là della spesa irrisoria (a meno che non si tratti di una sciarpa di marca e a quel punto devi saltare almeno 5 sedute dall’estetista o dal parrucchiere per un misero rettangolino di stoffa, quindi ‘colcazzochetelaprendo’) la sciarpa non è facile da regalare. Molti uomini la mettono in un cassetto, per usarla poi come cinghia da traino quando si ferma l’automobile, come tovagliolo, o come carta igienica, se si trovano in un bosco in cerca di funghi.

Il rasoio.
I mobiletti nel bagno dei maschi sono pieni di rasoi di ogni forgia, regalati tutti-sistematicamente-dalle-ex: a due testine, a elica, col maglio rotante e i raggi fotonici per una rasatura perfetta, a pile, a batteria, a pianoforte. Quindi, se vogliamo essere originali, recapitiamo al nostro uomo un blocchetto di buoni per andare dal barbiere, o un decespugliatore, nei casi di ipertricosi.

Un’automobile.
Col cazzo, a meno che tu non sia Melania Trump. Al massimo un modellino, preso dai cinesi, di quelli che se respiri la vernice muori per asfissia.

Un maglione.
Qui ci vuole un alto grado di conoscenza riguardo ai gusti del destinatario. Se glielo regali a rombi gli piace in tinta unita, se lo compri a lupetto gli fa il solletico ai peli del collo (e se sono particolarmente ispidi compaiono pure le scintille, il che potrebbe essere utile per accendere i fornelli o il caminetto, ma eviterei, ecco). Quindi ciaociao maglione.

Una camicia.
(Vedi il maglione). Button down sì, button down no, slim fit, “e con questa fantasia paro mi’ nonno”, e con quest’altra “sembro Malgioglio”, “e nera no che mi dà l’aria da prete” ecc… (Fanculo la camicia)

Cravatta.
Le cravatte non si usano quasi più, tranne in occasioni speciali, ma le fantasie sono infinite, c’è chi ama quella Regimental, chi Topolino, chi una stoffa, chi un’altra, chi la vuole lunga, chi la vuole corta. E poi: i pois no, le righe solo verso destra, anzi no, verso sinistra, se è troppo stretta fa effetto John Travolta in Pulp Fiction, se è troppo larga sembrano tutti Berlusconiani o manager (di stocazzo), se regali un papillon pare di uscire col mago Silvan… Insomma, bocciata pure la cravatta.

Amiche, se volete un consiglio, lasciate l’uomo il 23 e riprendetevelo il 27, così evitate pure il pranzo di Natale con la suocera e prendete 2 piccioni con una fava (sempre ammesso che la fava valga la pena).