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Amicizie e esami: la maturità che mi manca

 

La maturità che mi manca

L’esame di maturità porta con sé, inevitabilmente, ricordi meravigliosi di cinque anni di liceo: i compagni che ti chiudevano nell’armadio, quelli che ti schiacciavano sotto la cattedra un attimo prima che entrasse il prof. e i suoi “Maccario, una volta eri una persona seria”, la lite con l’arpia di matematica che in quarta liceo mi è costata un debito, i pianti per il fidanzato traditore che se la faceva con la mia vicina di banco.
Cose così, insomma.
Penserete che i primi fossero atti di bullismo da denunciare subito, ma no: facevano così perché ero smilza, stavo dappertutto e perché stavo allo scherzo. Insomma, il mondo mi ha offerto, negli anni, le stesse dimostrazioni d’affetto che dimostro io ogni giorno quando dico al mio fidanzato “Tu non mi piaci” e in realtà voglio dire che lo amo tantissimo oppure quando dico alle mie amiche “Siete le mie rocce” invece voglio dire che sono delle pazze squinternate che meriterebbero subito un TSO ma che io le riconosco come simili e quindi traggo forza dai loro fortissimi disagi. Penso sia la legge della vita.

Comunque, l’esame di maturità è ogni anno un’emozione che riparte, il famoso “giro immenso e poi ritornano” che cantava Venditti, non si sa bene se pensando al Grande Raccordo Anulare.
A proposito di anulare, il mio fidanzatino sedicenne e la mia compagna di banco si sono poi sposati: anche il mio debito è stato risanato.
Però a me quei ricordi sembrano sempre vivissimi, come le gita a Praga, dove per poco non lasciavo il fegato e dove ho litigato per ore perché un mio amico aveva offeso Alberto Castagna, appena morto.
Io amavo Alberto Castagna e il suo Stranamore, poi era uguale uguale al mio papà, quindi l’avrei amato anche se avesse condotto “Un odio normalissimo”.
L’esame di maturità è cinque anni di risate, di amicizie al femminile (e di un paio che non se ne sono mai più andate), del colpo di fulmine con Fabiana, compagna di viaggi per il mondo ma che pure su quelli mentali non scherzava, dei primi apprezzamenti dal mondo masculo e quindi, sì, anche di innamoramenti lampo unilaterali.

L’esame di maturità è il comitato di prof. di italiano, filosofia e francese che erano le cose che amavo di più studiare, che mi hanno tirato le orecchie e anche qualche libro dietro, che mi accusavano di fare casino ma poi mi davano 10 in condotta, che hanno sempre saputo che alla fine funzionavo perché ero così, un po’ atipica nel mio essere studentessa modello.

La maturità è la prima boccata di vita da grandi, con alle spalle tutta la bellezza delle porte in faccia, dei rifiuti, delle delusioni. È essere estratta per prima agli orali e avere centordici persone tra il pubblico, ma poi poter salutare tutti con il gesto dell’ombrello il 1 luglio.

È l’ansia da prestazione che non ti fa dormire, quando ancora non sai che le notti insonni future avranno tutte altre ragioni e un altro peso.

La maturità è quella cosa che in tanti odiano e che ricordano come incubo la notte, ne parlavo proprio oggi con i miei colleghi.

Quella cosa che nessuno rifarebbe mai manco per sbaglio, manco per uscire a cena con Channing Tatum e Matthew McConaughey.

E invece io la rivivrei ogni anno, che vi devo dire. 

maturità

La maturità che mi manca

L’esame di maturità porta con sé, inevitabilmente, ricordi meravigliosi di cinque anni di liceo: i compagni che ti chiudevano nell’armadio, quelli che ti schiacciavano sotto la cattedra un attimo prima che entrasse il prof. e i suoi “Maccario, una volta eri una persona seria”, la lite con l’arpia di matematica che in quarta liceo mi è costata un debito, i pianti per il fidanzato traditore che se la faceva con la mia vicina di banco.
Cose così, insomma.
Penserete che i primi fossero atti di bullismo da denunciare subito, ma no: facevano così perché ero smilza, stavo dappertutto e perché stavo allo scherzo. Insomma, il mondo mi ha offerto, negli anni, le stesse dimostrazioni d’affetto che dimostro io ogni giorno quando dico al mio fidanzato “Tu non mi piaci” e in realtà voglio dire che lo amo tantissimo oppure quando dico alle mie amiche “Siete le mie rocce” invece voglio dire che sono delle pazze squinternate che meriterebbero subito un TSO ma che io le riconosco come simili e quindi traggo forza dai loro fortissimi disagi. Penso sia la legge della vita.

Comunque, l’esame di maturità è ogni anno un’emozione che riparte, il famoso “giro immenso e poi ritornano” che cantava Venditti, non si sa bene se pensando al Grande Raccordo Anulare.
A proposito di anulare, il mio fidanzatino sedicenne e la mia compagna di banco si sono poi sposati: anche il mio debito è stato risanato.
Però a me quei ricordi sembrano sempre vivissimi, come le gita a Praga, dove per poco non lasciavo il fegato e dove ho litigato per ore perché un mio amico aveva offeso Alberto Castagna, appena morto.
Io amavo Alberto Castagna e il suo Stranamore, poi era uguale uguale al mio papà, quindi l’avrei amato anche se avesse condotto “Un odio normalissimo”.
L’esame di maturità è cinque anni di risate, di amicizie al femminile (e di un paio che non se ne sono mai più andate), del colpo di fulmine con Fabiana, compagna di viaggi per il mondo ma che pure su quelli mentali non scherzava, dei primi apprezzamenti dal mondo masculo e quindi, sì, anche di innamoramenti lampo unilaterali.

L’esame di maturità è il comitato di prof. di italiano, filosofia e francese che erano le cose che amavo di più studiare, che mi hanno tirato le orecchie e anche qualche libro dietro, che mi accusavano di fare casino ma poi mi davano 10 in condotta, che hanno sempre saputo che alla fine funzionavo perché ero così, un po’ atipica nel mio essere studentessa modello.

La maturità è la prima boccata di vita da grandi, con alle spalle tutta la bellezza delle porte in faccia, dei rifiuti, delle delusioni. È essere estratta per prima agli orali e avere centordici persone tra il pubblico, ma poi poter salutare tutti con il gesto dell’ombrello il 1 luglio.

È l’ansia da prestazione che non ti fa dormire, quando ancora non sai che le notti insonni future avranno tutte altre ragioni e un altro peso.

La maturità è quella cosa che in tanti odiano e che ricordano come incubo la notte, ne parlavo proprio oggi con i miei colleghi.

Quella cosa che nessuno rifarebbe mai manco per sbaglio, manco per uscire a cena con Channing Tatum e Matthew McConaughey.

E invece io la rivivrei ogni anno, che vi devo dire.