adesso!

La reale curiosità

Da qualche tempo vado a camminare, camminate veloci per l’esattezza, che arrivano a un pelo dalla corsa. Il cuore deve andarti a 120 battiti al minuto, più o meno, per una mezz’oretta; così, e solo così, funziona per sciogliere i grassi, quelli di Vanna Marchi per intenderci. In queste masochistiche camminate incontro altre poverette che, non per loro gioia ma per mandare etti in fumo, fanno come me. Altrimenti starebbero a far due chiacchiere su un divano, comode e al calduccio. Sono due amiche, magrettine, belline, tutte attrezzate con cane, mi precedono di poco. Camminata veloce e chiacchiere, binomio perfetto!

Intercetto il loro chiacchiericcio: si lamentano di un’amica comune di Perugia che ne ha combinate di ogni: ha portato a letto il marito di una delle due (durante una vacanza a Perugia per l’appunto) e, a tresca scoperta, l’APE-rugina, la faccia tosta, la ruba mariti dice all’altra: “Me l’hai servito su un piatto d’argento!”.

Inutile descrivere il tono, come dire, sconcertato (sì, è il termine giusto), per non parlare delle note acute dell’amica.

La cosa si fa ghiotta come un Bacio con dentro i pensierini d’odio, quando cominciano dei piccoli problemi tecnici: il mio ritmo inizia a cedere.

Le due maledette sono allenate e cominciano a guadagnar terreno, mentre io arranco, respiro, ansimo, cedo. Non posso certo mettermi a correre per ascoltare o – meglio – potrei, ma non ce la faccio. E poi non sarebbe corretto! Un conto è se capita, perché alzano la voce…

E in ogni caso non ce la faccio: ho il cuore a 200, forse 220, ormai anche un senso di nausea, mi si sta annebbiando la vista, aiuto…! Sento ancora qualche stralcio di conversazione: qualche “str…” e qualche “putt…” della mia cara amica che corre portando al guinzaglio un meraviglioso cocker a pelo fulvo.

Le perdo. Ormai i metri che si separano aumentano… Due… Tre… Quattro metri… Perse per sempre!

Niente. Non saprò mai che marca di croccantini usa.

Da qualche tempo vado a camminare, camminate veloci, che arrivano a un pelo dalla corsa e a due passi dalla rianimazione. Il cuore deve andarti a 120 battiti al minuto per una mezz’oretta, solo così si sciolgono i grassi, “quelli brutti e cattivi che ti fanno le linguacce allo specchio”, così li ha definiti il mio medico che nel suo tempo libero fa il mimo.
In queste masochistiche camminate incontro altre poverette che, come me cercano di perdere le “ossa grosse”. Vedo due amiche: magrettine, belline, tutte attrezzate, con cane, che mi precedono di poco. Camminata veloce e chiacchiere, loro sì che hanno trovato il binomio perfetto!

Intercetto il loro chiacchiericcio: si lamentano di un’amica comune di Perugia che ne ha combinate di ogni: ha portato a letto il marito di una delle due (durante una vacanza a Perugia per l’appunto) e, a tresca scoperta, l’APE-rugina, la faccia tosta, la ruba mariti dice all’altra: “Me l’hai servito su un piatto d’argento!”.

Inutile descrivere le reazioni dell’amica: urla con ultrasuoni, sguardo con bulbo oculare rotolante fuori dall’orbita, sì, anche terrestre, bocca spalancata in una smorfia raccapricciante come Rambo quando si cuce da solo la ferita, e cane che nel frattempo stava per fare il bisognino sul mio piede.

Le due dopo la crisi isterica ricominciano a parlare e la cosa per me si fa ghiotta come un Bacio con dentro i pensierini d’odio, perché le nocciole non posso più mangiarle.
Purtroppo cominciano dei problemi tecnici: il mio ritmo inizia a cedere, la mia lingua arriva al mento, il mio ansimo sta eccitando tutti i cani maschi non castrati nelle vicinanze e la mia dignità mi dice che domani farà le valigie e andrà a stare da sua madre.

Le due maledette sono allenate e cominciano a guadagnar terreno, mentre io le guardo allontanarsi verso l’orizzonte, leggiadre, con chissà quali altri succulenti pettegolezzi che renderebbero la mia giornata più interessante. Non posso neanche prendermi un taxi per affiancarle e ascoltarle ancora, non sarebbe una cosa da fare. Chi è che va a correre portandosi dietro il portafoglio?!

Ormai ho il cuore a 200, forse 220, ho la nausea, mi si sta annebbiando la vista, aiuto…! Sento ancora qualche stralcio di conversazione: qualche “str…” e qualche “putt…” della mia cara amica che corre portando al guinzaglio un meraviglioso cocker a pelo fulvo che per la velocità con cui corrono queste due è diventato biondo platino.

Le perdo. Perse per sempre. Niente. Non saprò mai che marca di croccantini usa il cocker, né se quella putt ha fatto di nuovo la zocc con quello stronz del marito di quest’ che adess ho cominciat a parlar barese e non riesc a smett..!