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La tregua di Natale

tregua di Natale

tregua di Natale

IL MIRACOLO DI NATALE

24 Dicembre di 100 anni fa, dalle parti di Ypres, Belgio, con un tempo che neanche i lupi.

PRIMA GUERRA MONDIALE

Un canto estemporaneo e surrealmente improvvisato, straziante di stelle, amore e folle speranza, “Stille nacht”, unì due fratricide trincee, la tedesca e l’inglese, per quella che sarebbe passata alla Storia come “La tregua di Natale”.

Per il tempo di una notte e del giorno successivo, soldati nemici, spontaneamente e contro gli ordini superiori, deposero armi e odio indotto, per celebrare insieme la festa più sentita e pacifista dell’universo umano.
Uscirono dalle trincee nella terra di mezzo per rispettarsi il cuore, scambiarsi tabacco, salsicce e cioccolato, mostrarsi la nostalgia delle foto di famiglia.
Ritornare per qualche ora Uomini, non carne da macello.

Se gesti così “folli” possono salvare il mondo per il tempo breve, ma siderale, in cui vengono rappresentati, mettiamo anche noi una targa ad eterna memoria della nostra ideale “Tregua di Natale”.

Alziamo ‘sti Smartphone, suoniamo campanelli, entriamo in case scomode, guardiamo in faccia chi non vorremmo e facciamo tregua.
Con le cognate più invadenti di un herpes, le suocere horror, i vicini che neanche Rosa e Olindo, il fruttarolo che ti rifila qualche mela più bacate del suo cervello, i colleghi meno collaborativi di un non collaboratore di giustizia, il labrador della scala B che caga davanti al portone, il trucido che posteggia davanti al nostro passo carraio, l’ausiliario del traffico piu’ indisponente di un attacco di cagarella sotto il palco di un concerto da sold out.
Scambiamoci strette di mano incerte e occhi negli occhi.
Il mondo potrebbe andare avanti così, con semplicissime indicazioni, precauzioni d’uso e spiegazioni da happy end.

TIPO… il cane caga, ma la vera merda è il suo padrone che non raccoglie, ai colleghi sta sul cazzo il tuo modo di essere più saccente di Barbara Palombelli, i vicini che neanche Rosa e Olindo, guardano solo Barbara D’Urso (e non possiamo pretendere), il trucido smadonnava, cercando un parcheggio da un’ora, solo per andare in farmacia, le cognate invadono solo territori già conquistati ma ai confini del regno, il fruttarolo è a tempo determinato e se non rifila una mela bacata al giorno, il titolare lo toglie di torno, le suocere horror tornano sempre a casa loro dopo qualche scena da cagarsi sotto.

Appendiamole insieme queste lapidi a futura memoria per i natali futuri.

“Nel lontano inverno 2017 scambiarono auguri, bollicine e straordinaria scioglievolezza ( nomi partecipanti), e rievocando l’episodio questo ricordo posero con reciproca simpatia”

( ausiliari del traffico esclusi !)

E CHE IL NATALE ABBIA INIZIO.