italy

La vita non è un film, neanche un po’

La vita non è un film

LA VITA NON E’ UN FILM… come dicevano persino gli ART.31
E porcadiquella se non lo è, ragionavo ieri sera spiaggiata sul divano di Divani&Divani, perchè quelli di Poltrone&Sofà con me hanno ottenuto l’effetto contrario: mi hanno rotto il cazzo.
Comunque niente di nuovo da quello che penso da ormai sempre, ogni volta che guardo un film.
Di qualsivoglia genere, produzione, regia, cast, trucco e parrucco e catering compreso.
E non sto parlando di situazioni, stati d’animo, vicende o personalità rappresentate.
Che in questo abbiamo già oltrenavigato la soglia della realtà che supera il fantasy.
Mi riferisco a cose che ogni volta che mi popcorno, mi metto comoda con gli antisdrucciolo sul tavolino di vetro (con il doppio vantaggio di dargli ogni tanto una lucidata e tagliare sulle pulizie giornaliere) mi tirano fuori quel “NON ESISTE PROPRIO” che mi fa venir voglia di spegnere tutto e andare a cuccia.
Le situazioni tipo sono girachetirigira sempre le stesse.
Ne esporrò qui di seguito alcune tra le più moleste :

-Il trovare sempre parcheggio non dico davanti, ma davantissimo al posto dove devi andare.
Quando noi parcheggiamo in un’altra provincia, dopo aver svuotato il paradiso da tutti i santi e le madonne, aver tirato fuori un cacciavite per minacciare quello che ci ha fregato sotto il naso il P ed esserci prostituiti col volontario del traffico perché ci abbuoni il ritardo .

-Lasciare, dopo la prima forchettata, nel ristorante più schifosamente caro del pianeta, quello che c’è nel piatto per parlare con l’antagonista o semplicemente per aver ricevuto una telefonata.
Quando noi, soprattutto se invitati, non solo ci scofaneremmo gli avanzi dell’ antagonista ma ci imberteremmo anche i sottobicchieri d’argento
Coi tempi che corrono!

-L’uscire nel pieno di una notte piovosa o nevosa a -10, per rincorrere l’amato bene in accappatoio, con niente sotto.
Quando, se capitasse a me personalmente, il mio rimpianto partner sarebbe già espatriato prima che io abbia finito di stratificarmi alla bisogna.
Chi l’ha detto che una donnina Michelin non possa essere una bomba secsi?

-Farsi lasciare dagli amici a 16 km da casa, in piena notte, perché si ha voglia di fare due passi.
Mentre chiunque di noi non venga lasciato sotto scorta del RIS di Parma sul pianerottolo, con lo spray al peperoncino pronto all’uso nel caso uscisse quel trucido del vicino a pisciare il cane, non uscirebbe neanche di casa la sera.

-Il consumare litrate di caffè nei bicchieroni e affrontare con calma colleghi, capouffici e 4 gemelli monozigoti che aspettano a casa.
Quando noi, dopo 5 dei nostri espressi, ci trasformiamo nel ballerino della TIM con un rash cutaneo pruriginoso e per calmare i gemelli dobbiamo fare un idromassaggio nella Bonomelli strong.

-Andare a dormire (solo per donne, trans e drag queen questa) truccate e phonate come la Clio dopo un tutorial e svegliarsi perfette.
Mentre, dai lo sappiamo tutte, che l’unica volta che è successo ci siamo ritrovate il cuscino di lino di nonna stampato formato Sindone, il mascara spiaccicato di bava e i capelli da sciammannata, tipo reduce da un tentativo di suicidio da un cavalcavia ventoso e piovoso.
Per cui, e qui mi rivolgo ai futuri sceneggiatori, se proprio voleste scrivere il primo film-reality e vincere un Oscar, metteteci quel tanto di vero che basti a dire, tra un popcorn e un sorso di bollicine e un rutto libero “Azzo, stanno proprio parlando di NOI!”

La vita non è un film

LA VITA NON E’ UN FILM… come dicevano persino gli Articolo 31
E porcadiquella se non lo è, ragionavo ieri sera spiaggiata sul divano di Divani&Divani, perchè quelli di Poltrone&Sofà con me hanno ottenuto l’effetto contrario: mi hanno rotto il cazzo.
Comunque niente di nuovo da quello che penso da ormai sempre, ogni volta che guardo un film.
Di qualsivoglia genere, produzione, regia, cast, trucco e parrucco e catering compreso.
E non sto parlando di situazioni, stati d’animo, vicende o personalità rappresentate.
Che in questo abbiamo già oltrenavigato la soglia della realtà che supera il fantasy.
Mi riferisco a cose che ogni volta che mi popcorno, mi metto comoda con gli antisdrucciolo sul tavolino di vetro (con il doppio vantaggio di dargli ogni tanto una lucidata e tagliare sulle pulizie giornaliere) mi tirano fuori quel “NON ESISTE PROPRIO” che mi fa venir voglia di spegnere tutto e andare a cuccia.
Le situazioni tipo sono girachetirigira sempre le stesse.
Ne esporrò qui di seguito alcune tra le più moleste :

-Il trovare sempre parcheggio non dico davanti, ma davantissimo al posto dove devi andare.
Quando noi parcheggiamo in un’altra provincia, dopo aver svuotato il paradiso da tutti i santi e le madonne, aver tirato fuori un cacciavite per minacciare quello che ci ha fregato sotto il naso il P ed esserci prostituiti col volontario del traffico perché ci abbuoni il ritardo .

-Lasciare, dopo la prima forchettata, nel ristorante più schifosamente caro del pianeta, quello che c’è nel piatto per parlare con l’antagonista o semplicemente per aver ricevuto una telefonata.
Quando noi, soprattutto se invitati, non solo ci scofaneremmo gli avanzi dell’ antagonista ma ci imberteremmo anche i sottobicchieri d’argento
Coi tempi che corrono!

-L’uscire nel pieno di una notte piovosa o nevosa a -10, per rincorrere l’amato bene in accappatoio, con niente sotto.
Quando, se capitasse a me personalmente, il mio rimpianto partner sarebbe già espatriato prima che io abbia finito di stratificarmi alla bisogna.
Chi l’ha detto che una donnina Michelin non possa essere una bomba secsi?

-Farsi lasciare dagli amici a 16 km da casa, in piena notte, perché si ha voglia di fare due passi.
Mentre chiunque di noi non venga lasciato sotto scorta del RIS di Parma sul pianerottolo, con lo spray al peperoncino pronto all’uso nel caso uscisse quel trucido del vicino a pisciare il cane, non uscirebbe neanche di casa la sera.

-Il consumare litrate di caffè nei bicchieroni e affrontare con calma colleghi, capouffici e 4 gemelli monozigoti che aspettano a casa.
Quando noi, dopo 5 dei nostri espressi, ci trasformiamo nel ballerino della TIM con un rash cutaneo pruriginoso e per calmare i gemelli dobbiamo fare un idromassaggio nella Bonomelli strong.

-Andare a dormire (solo per donne, trans e drag queen questa) truccate e phonate come la Clio dopo un tutorial e svegliarsi perfette.
Mentre, dai lo sappiamo tutte, che l’unica volta che è successo ci siamo ritrovate il cuscino di lino di nonna stampato formato Sindone, il mascara spiaccicato di bava e i capelli da sciammannata, tipo reduce da un tentativo di suicidio da un cavalcavia ventoso e piovoso.
Per cui, e qui mi rivolgo ai futuri sceneggiatori, se proprio voleste scrivere il primo film-reality e vincere un Oscar, metteteci quel tanto di vero che basti a dire, tra un popcorn e un sorso di bollicine e un rutto libero “Azzo, stanno proprio parlando di NOI!”