[:en]L’altro giorno mentre mi sfilavo i jeans mi si sono impigliati i peli nella zip. Mentre li tagliavo col coltellino svizzero come Chuck Norris in missione, ho capito che era il caso di andare a farmeli togliere.

Sì, lo so, un po’ spiace: sono sempre una parte di noi, ma ragazze purtroppo siamo nell’epoca in cui gli uomini si delineano le sopracciglia e si depilano il petto, non possiamo più permetterci di girare con un Caparezza nelle mutande. Almeno i boccoli pubici bisogna tagliarli o ci si ritrova intervistate in “Malattie imbarazzanti” di Real tv, o tutelate come specie protetta dagli animalisti, e non so cosa sia peggio.

Se questo non basta a convincervi pensate che siamo in primavera: tempo di passeggiate, pic nic e vestitini floreali.

Se in inverno potevamo far crescere la lana merinos sotto i pantaloni, ora ci tocca tornare dall’estetista per la tosatura di stagione. Nella mia vita ho provato un’infinità di estetiste: molte brave, alcune bravissime, ma qualcuna terrificante.
Affinché il mio sacrificio non sia stato vano vi elenco le estetiste a cui per nessuna ragione al mondo dovete affidare il nostro “vello d’oro”. Prendete appunti.

Qui da noi non è così, ma all’estetista brasiliana non importa di essere nel paese del celebre “chiu pilu per tutti”. A lei importa solo di strappare qualunque cosa si possa togliere dalla vostra pelle.

Se le dite “sgambatura normale”, lei capisce “filo interdentale”, se le dite “piano, cera tiepida grazie” lei capisce “mi piace la lava bollente e gli strappi accompagnati da urla disumane come colonna sonora”. Ma la cosa peggiore dell’estetista brasiliana è l’inganno.

 

Lei vi promette, guardandovi negli occhi, che farà quello che avete chiesto, ma appena sarete lì, sdraiate inermi sul lettino come una tartaruga rovesciata, vi punirà per la vostra ingenuità: mentre chiedete pietà, vi citerà la farfallina di Belen, cercando di convincervi che la depilazione integrale è il segreto del successo, la ricetta segreta per trovare il vero amore, e la soluzione per la pace nel mondo. Non cascateci!

So di gente che è stata al gioco per anni, ed è finita in analisi per masochismo. Per la cronaca, quando sono uscita dall’estetista brasiliana, mi sono ritrovata con una striscia di Gaza sulla mia amica chips, e 300 euro di sedute prenotate dallo psicologo per risolvere il disturbo post traumatico da ceretta estrema.

Un’altra categoria da evitare è quella dell’estetista dal rimprovero facile.

Appena varcata la soglia del centro estetico, vi riempirà di rimproveri: vi chiederà perché avete aspettato tanto ad andare da lei, vi dirà che siete impresentabili, che dovete fare il laser e così via, facendovi rimpiangere le prediche del catechismo.

Alla fine del trattamento, spesso vi saluta con un “ho fatto il possibile, ma per i miracoli non siamo ancora attrezzati”, come se le aveste chiesto di usare spatola e cera per modellarvi in un angelo di Victoria’s Secret. Ecco, caso mai dovesse capitare anche a voi, vi prego mandatela a cagare anche da parte mia.

La più temuta dal vostro portafogli è invece l’estetista “bifronte”. Di una gentilezza disarmante, vi farà sentire una dea, vi sorriderà come in uno spot della Mentadent, e vi dirà che siete perfette. Ma non cascateci, quando vi offrirà a fine depilazione una tisana rigenerante, rifiutate con fermezza. A meno che non vogliate sentirvi dire alla cassa: “Ceretta più trattamento rigenerante, 135 euro”.

Mi è capitato una sola volta, e sono quasi svenuta alla cassa.
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[:it]L’altro giorno mentre mi sfilavo i jeans mi si sono impigliati i peli nella zip. Mentre li tagliavo col coltellino svizzero come Chuck Norris in missione, ho capito che era il caso di andare a farmeli togliere.

Sì, lo so, un po’ spiace: sono sempre una parte di noi, ma, ragazze, purtroppo siamo nell’epoca in cui gli uomini si delineano le sopracciglia e si depilano il petto, non possiamo più permetterci di girare con un Caparezza nelle mutande. Almeno i boccoli pubici bisogna tagliarli, o ci si ritrova intervistate in “Malattie imbarazzanti” di Real tv o tutelate come specie protetta dagli animalisti, e non so cosa sia peggio.

Se questo non basta a convincervi pensate che siamo in primavera: tempo di passeggiate, pic nic e vestitini floreali.

Se in inverno potevamo far crescere la lana merinos sotto i pantaloni, ora ci tocca tornare dall’estetista per la tosatura di stagione. Nella mia vita ho provato un’infinità di estetiste: molte brave, alcune bravissime, ma qualcuna terrificante.
Affinché il mio sacrificio non sia stato vano, vi elenco le estetiste a cui per nessuna ragione al mondo dovete affidare il nostro “vello d’oro”. Prendete appunti.

La peggiore che vi possa capitare è l’estetista brasiliana.
In Brasile è d’obbligo la tabula rasa; Rio infatti pullula di centri estetici in ogni dove. Caso mai nascesse un pelo, dovete correre subito a estirparlo, pena l’esclusione sociale e l’esilio politico.

Qui da noi non è così, ma all’estetista brasiliana non importa di essere nel paese del celebre “chiu pilu per tutti”. A lei importa solo di strappare qualunque cosa si possa togliere dalla vostra pelle.

Se le dite “sgambatura normale”, lei capisce “filo interdentale”, se le dite “piano, cera tiepida, grazie” lei capisce “mi piace la lava bollente e gli strappi accompagnati da urla disumane come colonna sonora”. Ma la cosa peggiore dell’estetista brasiliana è l’inganno.

 

Lei vi promette, guardandovi negli occhi, che farà quello che avete chiesto, ma appena sarete lì, sdraiate inermi sul lettino come una tartaruga rovesciata, vi punirà per la vostra ingenuità: mentre chiedete pietà, vi citerà la farfallina di Belen, cercando di convincervi che la depilazione integrale è il segreto del successo, la ricetta segreta per trovare il vero amore, e la soluzione per la pace nel mondo. Non cascateci!

So di gente che è stata al gioco per anni, ed è finita in analisi per masochismo. Per la cronaca, quando sono uscita dall’estetista brasiliana, mi sono ritrovata con una striscia di Gaza sulla mia amica chips, e 300 euro di sedute prenotate dallo psicologo per risolvere il disturbo post traumatico da ceretta estrema.

Un’altra categoria da evitare è quella dell’estetista dal rimprovero facile.

Appena varcata la soglia del centro estetico, vi riempirà di rimproveri: vi chiederà perché avete aspettato tanto ad andare da lei, vi dirà che siete impresentabili, che dovete fare il laser e così via, facendovi rimpiangere le prediche del catechismo.

Alla fine del trattamento, spesso vi saluta con un “ho fatto il possibile, ma per i miracoli non siamo ancora attrezzati”, come se le aveste chiesto di usare spatola e cera per modellarvi in un angelo di Victoria’s Secret. Ecco, caso mai dovesse capitare anche a voi, vi prego mandatela a cagare anche da parte mia.

La più temuta dal vostro portafogli è invece l’estetista “bifronte”. Di una gentilezza disarmante, vi farà sentire una dea, vi sorriderà come in uno spot della Mentadent, e vi dirà che siete perfette. Ma non cascateci! Quando vi offrirà a fine depilazione una tisana rigenerante, rifiutate con fermezza. A meno che non vogliate sentirvi dire alla cassa: “Ceretta più trattamento rigenerante, 135 euro”.

Mi è capitato una sola volta, e sono quasi svenuta alla cassa.

 

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