adesso!

Le mirabolanti avventure di un’impiegata postale

edna incredibili

Una giornata come tante:

entra in ufficio un tizio, uno come tanti, con aria nervosa, molto nervosa.

Ora, accade questo in un Ufficio Postale: come entrano, ancor prima di schiacciare il numerino della coda… son già nervosi. Basta un piede oltre la soglia e voilà: mestruati!

Torniamo al nostro soggetto: tuta da ginnastica, scarpe da tennis, abbastanza curato nell’insieme.

Quindi la soglia d’allarme non si accende!

Poi, io li osservo quando cominciano a “sclerare”, mica faccio le radiografie al volo.

Dò sempre il beneficio del dubbio: cliente pazzo o normale?

E’ pur vero che dopo anni, un pochino l’occhio è allenato ai tipi strani, un sospetto, una percezione nell’aria, ma questo manco puzzava.

Inizia a prendere tutte le brochures che trova, concitato, frenetico.

Insomma gira tutto l’ufficio arraffando i depliants a casaccio.

Ora, con quello che costano le pubblicità non è che uno entra e ne può prendere a mazzi per farsi i filtri a casa!

Con quel tono gentile  e atteggiamento premuroso nell’interesse del cliente che mi contraddistinguono, chiedo elegante e con voce da telefono hard:” Signore ha bisogno? Cerca qualcosa in particolare? Posso aiutarla?”

“No, grazie! Me la cavo benissimo da solo. E decido io dove portare i miei 5.000.000 (cinquemilioni)  di euro.” 

Esce in velocità con un pacco di volantini e si mette a rovistare nel cestino dell’immondizia davanti all’ufficio.

Me lo merito, così imparo a farmi i fatti miei.