adesso!

L’importante è il pensiero!

Nella fastosa e tardo imperiale cerimonia qual è l’insediamento di un Presidente USA, ieri, a quella in onore di Donald Trump, un evento minore ma deflagrante per il rigido protocollo imposto dalla regia, ha catturato l’attenzione non solo di tutte le democrazie del pianeta, ma anche di qualche dittatura e regime oligarchico.
E’ successo che la First Lady entrante, Melanie, ha deposto tra le mani della First Lady uscente, Michelle, un pacchetto regalo azzurro di indubbia eleganza.
Tanto elegante ed azzurro, da aver perfino convinto Ralph Lauren a creare per la Lady più Top(a) della storia americana, un completo pendant dal cappellino al tacco 12.

(Apro una parentesi solo per ricordare a quanti si fossero eccitati per l’indubbia citazione allo stile della First più iconica della storia americana, Jacqueline off course, che potrebbe non trattarsi di citazione, ma di plagio visto l’episodio del famoso discorso copiato paro paro dalla Obama).

Ma ritorniamo a bomba.
A quel pacchetto bomba che ha scompaginato sia il cerimoniale che la nostra curiosità.
Come se ci fosse stato il moviolone attivato, abbiamo visto quel gran pezzo di donna della Michelle, annaspare con il pacchetto in mano non sapendo dove cavolo appoggiarlo mentre rimpiangeva il consiglio datole da Elizabeth the Queen “Ricordati, darling, di non uscire mai senza una borsetta”.
A toglierla dall’imbarazzo, ci ha pensato quel premio Nobel per la Pace di Barack, che ha evitato un conflitto al cerimoniale (visto che lo meritava il Nobel ?) depositandolo tra le mani di un addetto alla vigilanza.
Ma proprio da qui è partito il merdone planetario della curiosità: cosa caspita c’era lì dentro?
Escludendo il caffè e lo zucchero che le nostre vecchie zie portavano in ogni visita a familiari ed amici in ricordo dei cazzi amari del dopoguerra, ed escludendo altresì una confezione riciclata di bagnoschiuma e crema corpo
anice stellato e patchouli ( vi prego, toglieteli dalla produzione che fanno cagare ! ), la fantasia è volata, fino a quando una commentatrice avveduta ci ha informati urbi et orbi che il pacchetto era di Tiffany.
Quello della mitica colazione che ogni femmina che si rispetti ha visto almeno 10 volte nella vita.
Quello della Audrey più pazzesca della storia del cinema, quello che “niente di brutto può accaderti da Tiffany …” .
E qui ho avuto l’illuminazione e ho capito l’arcano.
Escludendo un brillante perché “fanno cafona”, Melanie deve aver voluto fare un omaggio romantico alla sua collega.
Sulle orme di Audrey deve aver trovato un anellino di latta in un pacchetto di noccioline, averlo portato ad un impeccabile commesso affiché lo facesse incidere con la parola con cui vorrà essere ricordata forever da Michelle:

“SUKAAA!”.

melania

Nella fastosa e tardo imperiale cerimonia qual è l’insediamento di un Presidente USA, ieri, a quella in onore di Donald Trump, un evento minore ma deflagrante per il rigido protocollo imposto dalla regia, ha catturato l’attenzione non solo di tutte le democrazie del pianeta, ma anche di qualche dittatura e regime oligarchico.
E’ successo che la First Lady entrante, Melanie, ha deposto tra le mani della First Lady uscente, Michelle, un pacchetto regalo azzurro di indubbia eleganza.
Tanto elegante ed azzurro, da aver perfino convinto Ralph Lauren a creare per la Lady più Top(a) della storia americana, un completo pendant dal cappellino al tacco 12.

(Apro una parentesi solo per ricordare a quanti si fossero eccitati per l’indubbia citazione allo stile della First più iconica della storia americana, Jacqueline off course, che potrebbe non trattarsi di citazione, ma di plagio visto l’episodio del famoso discorso copiato paro paro dalla Obama).

Ma ritorniamo a bomba.
A quel pacchetto bomba che ha scompaginato sia il cerimoniale che la nostra curiosità.
Come se ci fosse stato il moviolone attivato, abbiamo visto quel gran pezzo di donna della Michelle, annaspare con il pacchetto in mano non sapendo dove cavolo appoggiarlo mentre rimpiangeva il consiglio datole da Elizabeth the Queen “Ricordati, darling, di non uscire mai senza una borsetta”.
A toglierla dall’imbarazzo, ci ha pensato quel premio Nobel per la Pace di Barack, che ha evitato un conflitto al cerimoniale (visto che lo meritava il Nobel ?) depositandolo tra le mani di un addetto alla vigilanza.
Ma proprio da qui è partito il merdone planetario della curiosità: cosa caspita c’era lì dentro?
Escludendo il caffè e lo zucchero che le nostre vecchie zie portavano in ogni visita a familiari ed amici in ricordo dei cazzi amari del dopoguerra, ed escludendo altresì una confezione riciclata di bagnoschiuma e crema corpo
anice stellato e patchouli ( vi prego, toglieteli dalla produzione che fanno cagare ! ), la fantasia è volata, fino a quando una commentatrice avveduta ci ha informati urbi et orbi che il pacchetto era di Tiffany.
Quello della mitica colazione che ogni femmina che si rispetti ha visto almeno 10 volte nella vita.
Quello della Audrey più pazzesca della storia del cinema, quello che “niente di brutto può accaderti da Tiffany …” .
E qui ho avuto l’illuminazione e ho capito l’arcano.
Escludendo un brillante perché “fanno cafona”, Melanie deve aver voluto fare un omaggio romantico alla sua collega.
Sulle orme di Audrey deve aver trovato un anellino di latta in un pacchetto di noccioline, averlo portato ad un impeccabile commesso affiché lo facesse incidere con la parola con cui vorrà essere ricordata forever da Michelle:

“SUKAAA!”.