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MALA TEMPORA… Cronache da Verona

Anno Domini 1018

Voci incontrollate da ogni parte di questo nostro martoriato Paese, ci sussurrano storie di una Storia antica.

Nessuno si consideri al sicuro dai demoni di un passato che credevamo remoto ma che è tornato a rigurgitare i suoi orrifici fantasmi.

Milano ci racconta di una tragica epidemia bubbonica portata da barbari invasori (mori ed infedeli) e sedata a colpi di boia sugli infami untori.

Torino, attraversata da venti di eresia, sfila in salmodianti riti purificatori e penitenti sanguinanti (in maglie granata of course)

Firenze inchioda scienziati illuminati, che prescrivono vaccini ed antibiotici, a colpi di processi di abiura e roghi catartici

Vietato perfino praticare la chemio e che nessuno osi mettere in dubbio il potere salvifico del decotto alle teste di fava.

Genova, che tra pianti di strazio per il suo ponte crollato, offre doni agli dei carpentieri e alle muse architette affinché, dal nulla e da zero sacrifizi, (siamo pur sempre tra genti liguri!) rinasca un ponte degno della Superba.

Roma ci narra di vandalici saccheggi ai tesori delle sue millemila chiese e di papi (non è che si possa abbandonare un emerito sulla panchina di Castel Sant’Angelo!) costretti in papamobile sulla via di Avignone.

Verona ci ulula di streghe e di baldracche dedite ad espellere il santo frutto del ventre loro a colpi di sanità pubblica e ginecologi osservanti la legge di Stato 194.

E di un manipolo di eroi senza macchia e senza paura a favore della Vita.

E dei ferri da calza e delle emorragie fatali sui tavoli da cucina.

Ma soprattutto dei ginecologi obiettori nei lazzareti ma abortisti nel privato dei loro lussuosissimi studi in centro.

Ogni riferimento a fatti, situazioni e città è puramente casuale ed inventato.
Tranne la cronaca da Verona, maledetto capitolo di storia contemporanea scritto da chi vorrebbe riscaraventarci in pieno Medioevo