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I risultati di una malata di shopping in giro per saldi

 

shopping-girl-1Ebbene, diciamocelo: per noi malate di shopping non esiste il concetto di entrare a dare solo un’occhiata. Non esiste proprio. Varcata la porta del negozio già sappiamo che a mani vuote a casa non torneremo. Quanto amiamo il domandone finale della commessa: “Carta o bancomat?”!!!!

Io lo so bene: in modalità “shopping compulsivo” ho acquistato capi di una taglia in più (che tanto c’è la sarta cinese che con pochi euro me lo stringe), di una taglia in meno (ma è solo gonfiore, poi calo…), belli, brutti, da educanda, da gran zoccola eccetera.

Le malate di shopping che, come me, hanno un budget non proprio illimitato, vivono il loro personale momento di gloria nel periodo dei saldi, delle svendite o delle promozioni.

Un cartello che avvisa che c’è una VENDITA PROMOZIONALE genera più orgasmi del muscolo guizzante dell’insegnate brasiliano di Zumba.

L’ultima vendita promozionale che ha risvegliato i miei ormoni era di un noto brand di scarpe, borse e accessori. Bello il locale, ben ordinata la merce sugli scaffali, le scarpe divise per numero! Non so, non ho capito più niente: mi sono risvegliata a casa con 5 scatole di scarpe. Nell’ordine: un 40, un 39, un 38 e due 37 (io porto il 39!).

Finirà che il 40 lo indosserò con i calzettoni da sci, il 38 mi procurerà un copiosa lacrimazione per tutto il giorno e i due 37, dopo aver giurato e spergiurato che “in negozio ci camminavo bene” finiranno nella parte bassa del mio armadio. Eh si, perché sono anche stronza: se non le posso indossare io non le indosserà nessuno. Nemmeno se è un’amica!shopping-girl-1

Ebbene, diciamocelo: per noi malate di shopping non esiste il concetto di entrare a dare solo un’occhiata. Non esiste proprio. Varcata la porta del negozio già sappiamo che a mani vuote a casa non torneremo. Quanto amiamo il domandone finale della commessa: “Carta o bancomat?”!!!!

Io lo so bene: in modalità “shopping compulsivo” ho acquistato capi di una taglia in più (che tanto c’è la sarta cinese che con pochi euro me lo stringe), di una taglia in meno (ma è solo gonfiore, poi calo…), belli, brutti, da educanda, da gran zoccola eccetera.

Le malate di shopping che, come me, hanno un budget non proprio illimitato, vivono il loro personale momento di gloria nel periodo dei saldi, delle svendite o delle promozioni.

Un cartello che avvisa che c’è una VENDITA PROMOZIONALE genera più orgasmi del muscolo guizzante dell’insegnante brasiliano di Zumba.

L’ultima vendita promozionale che ha risvegliato i miei ormoni era di un noto brand di scarpe, borse e accessori. Bello il locale, ben ordinata la merce sugli scaffali, le scarpe divise per numero! Non so, non ho capito più niente: mi sono risvegliata a casa con 5 scatole di scarpe. Nell’ordine: un 40, un 39, un 38 e due 37 (io porto il 39!)

Finirà che il 40 lo indosserò con i calzettoni da sci, il 38 mi procurerà un copiosa lacrimazione per tutto il giorno e i due 37, dopo aver giurato e spergiurato che “in negozio ci camminavo bene” finiranno nella parte bassa del mio armadio. Eh sì, perché sono anche stronza: se non le posso indossare io, non le indosserà nessuno. Nemmeno se è un’amica!