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Maschere di bellezza o solo solenni porcherie?

La maschera al viso è uno di quei rituali che mi faccio quando il colorito è giallastro, unto e i punti neri sono così attaccati che iniziano a flirtare fra loro e alcuni saranno nella prossima edizione di Temptation Island.

“Ogni domenica, giuro, che mi faccio la pulizia del viso faidate”

Che poi, fai da me è un parolone: inizio a schiacciare con la stessa grazia con cui mio padre schiaccia il clacson al milanese che tenta di guidare sull’Aurelia, lui, piccino, che di curve conosce solo quelle di Belen alla Fashion Week.

Poi daje de scrub con: caffè, sale, miele e qualche goccia di olio essenziale (capita che l’unico olio che ho è quello per friggere, ma meglio che niente) per poi terminare con lo spantegamento sul volto, ormai lacerato, della maschera all’argilla.

Dopo aver tormentato la mia faccia con le mie dita grasse che schiacciano cose, dopo aver sfregato così forte da essermi sfregiata la faccia e dopo aver creato una palude vera e propria spargendo argilla di qua e di la, posso notare con estrema soddisfazione che non è cambiato un cazzo.

Anni e anni di dolore, di pazienza, di aspettative per niente.

Ma, a un tratto, su Instagram, vedo uno spiraglio.

La mia vita, la mia faccia, la mia pelle sta per cambiare.

Maschera al carbone

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Ho detto, carbone?

Ma che famo davero?

Sarà la peggior truffa della mia vita, ma ha una pubblicità così trash che non posso non averla.

Praticamente funziona così:

– vi pulite il viso da quel cerone che avete di solito;

– prendete questa maschera nera, la cui consistenza è strana, è viscida, piacevolmente viscida;

– ve la spantegate in faccia;

Se con la maschera all’argilla creavate lo stesso habitat per alligatori nella Louisiana, con questa sembrerà che una petroliera si sia appena schiantata nel vostro cesso.

– aspettate;

– aspettate tipo, infinito;

– non asciuga mai;

– quando saranno passate ore, giorni e stagioni e finalmente sarete al 24 dicembre, pronte per il veglione, potrete levare il tutto.

Ecco, come si fa?
TIRATE.

Pensavate di levare il tutto con acqua tiepida?
SCORDATEVELO.

Bisogna tirare la maschera in modo tale che punti neri, brufoletti e tutto quello schifo venga estirpato dalla vostra pelle.

Praticamente, la maschera nera sembrerebbe il movimento indipendentista della pelle liscia, levigata e perfetta come quella di un pupo di 3 mesi.

Il dolore è tremendo.

Tratteniamo il respiro.

Leviamo questa mappazza nera a step, ormai, andiamo a tappe, sembriamo dei soldati in trincea.

Tolto tutto.

Finito.

Controlliamo con soddisfazione quella pelle da serpente nera che ci è rimasta in mano.

Guardiamo il nostro viso, ormai rosso come un eczema ad agosto a contatto con l’acqua di mare.

E finalmente, ci accorgiamo finalmente che, questa volta, non è cambiato un cazzo.

Di nuovo.