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Maschere di bellezza o solo solenni porcherie?

Face masks are one of the rituals I enjoy when my skin starts to look a little jaundiced, greasy and I have so many blackheads that they start flirting with each other. Who knows we might see some of them on the next season of Take Me Out.

“Every Sunday I give myself a DIY facial, I swear”

DIY makes it sound extravagant. I start by squeezing my face with the same force that Suzanne Summers works the Thigh Master. Then it’s scrub time: – I chuck in coffee, salt, honey and a few drops of essential oil (the only oil I happen to have is frying oil, but it’s better than nothing), then I finish it off by applying the mud mask evenly over my face, which is of course all scratched up at this point.

After having tortured my face with greasy-squeezing fingers and picked to the point that my face is now disfigured, and after concocting a muddy sludge and spreading it all over… I am happy to report that fuck-all has changed.

The years of pain, patience and expectations were all for nothing.

But then suddenly I saw a glimmer of hope on Instagram.

My life, my face, my skin were all about to change.

Charcoal mask

Did I just say charcoal?

Are we seriously gonna do this?

It had to be the biggest scam yet, but the commercials were so trashy I couldn’t resist.

Basically it works like this:

– wash your face with your normal cleanser;

– take the black mask, it has a strange consistency, it’s slimy, pleasantly slimy.

– slap it on your face

if your clay mask usually resembles a habitat for alligators in Louisiana, this mask will seem like an oil tanker just crashed into your bathroom.

– wait;

– wait, forever;

– it never dries;

– after several hours, days and seasons it will finally be Christmas, then just in time for New Year, you can take it all off.

Right, and how does it come off?

PEEL IT OFF.

Did you think you could rinse it off with warm water?

THINK AGAIN.

You need to peel off the mask so that all the blackheads, zits and other gunk are yanked out of your precious skin.

Basically the charcoal mask will seem like it’s revolt-molting from your perfect, silky, smooth skin that is soft like a newborn baby.

The pain is unbearable.

Hold your breath.

Let’s remove this grossness one step at a time, easy does it, looking like soldiers in a trench.

It’s all off.

Done.

With great satisfaction we examine this black snake-like skin left in our hand.

Look at your face, it’s red like eczema erupting after jumping in the sea.

Finally comes the realization that absolutely nothing has changed.

Again.

La maschera al viso è uno di quei rituali che mi faccio quando il colorito è giallastro, unto e i punti neri sono così attaccati che iniziano a flirtare fra loro e alcuni saranno nella prossima edizione di Temptation Island.

“Ogni domenica, giuro, che mi faccio la pulizia del viso faidate”

Che poi, fai da me è un parolone: inizio a schiacciare con la stessa grazia con cui mio padre schiaccia il clacson al milanese che tenta di guidare sull’Aurelia, lui, piccino, che di curve conosce solo quelle di Belen alla Fashion Week.

Poi daje de scrub con: caffè, sale, miele e qualche goccia di olio essenziale (capita che l’unico olio che ho è quello per friggere, ma meglio che niente) per poi terminare con lo spantegamento sul volto, ormai lacerato, della maschera all’argilla.

Dopo aver tormentato la mia faccia con le mie dita grasse che schiacciano cose, dopo aver sfregato così forte da essermi sfregiata la faccia e dopo aver creato una palude vera e propria spargendo argilla di qua e di la, posso notare con estrema soddisfazione che non è cambiato un cazzo.

Anni e anni di dolore, di pazienza, di aspettative per niente.

Ma, a un tratto, su Instagram, vedo uno spiraglio.

La mia vita, la mia faccia, la mia pelle sta per cambiare.

Maschera al carbone

maschera-nera-carbone-punti-neri

Ho detto, carbone?

Ma che famo davero?

Sarà la peggior truffa della mia vita, ma ha una pubblicità così trash che non posso non averla.

Praticamente funziona così:

– vi pulite il viso da quel cerone che avete di solito;

– prendete questa maschera nera, la cui consistenza è strana, è viscida, piacevolmente viscida;

– ve la spantegate in faccia;

Se con la maschera all’argilla creavate lo stesso habitat per alligatori nella Louisiana, con questa sembrerà che una petroliera si sia appena schiantata nel vostro cesso.

– aspettate;

– aspettate tipo, infinito;

– non asciuga mai;

– quando saranno passate ore, giorni e stagioni e finalmente sarete al 24 dicembre, pronte per il veglione, potrete levare il tutto.

Ecco, come si fa?
TIRATE.

Pensavate di levare il tutto con acqua tiepida?
SCORDATEVELO.

Bisogna tirare la maschera in modo tale che punti neri, brufoletti e tutto quello schifo venga estirpato dalla vostra pelle.

Praticamente, la maschera nera sembrerebbe il movimento indipendentista della pelle liscia, levigata e perfetta come quella di un pupo di 3 mesi.

Il dolore è tremendo.

Tratteniamo il respiro.

Leviamo questa mappazza nera a step, ormai, andiamo a tappe, sembriamo dei soldati in trincea.

Tolto tutto.

Finito.

Controlliamo con soddisfazione quella pelle da serpente nera che ci è rimasta in mano.

Guardiamo il nostro viso, ormai rosso come un eczema ad agosto a contatto con l’acqua di mare.

E finalmente, ci accorgiamo finalmente che, questa volta, non è cambiato un cazzo.

Di nuovo.1