adesso!

Meglio genitori asocial, social o social sociopatici?

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FINO A 3 MESI FA:

“Ma Laura cosa ne so di Feisebo, uozzap e quell’altro affare dove metti le foto”

“Papà, FacebOOK potrebbe piacerti. Sai quanti amici potresti ritrovare che non vedi da tanto? Invece WHATSAPP è facile da usare! ormai usano tutti quello”

“Senti, io sono cresciuto quando ancora le persone per parlarsi si vedevano eh”

“Ho capito pa, ma non è che per metterci d’accordo per una cosa dobbiamo fare un raduno scout..si fa un “gruppo” con tutti i partecipanti e ci si organizza”

“Bah. Io tanto non devo organizzarmi con nessuno…al massimo dico a tua madre che è  lei la P.R che organizza tutto”

OGGI:

Notifica Facebook: “Marco Magnani ti ha appena inviato una richiesta di amicizia”

Ma che cazz….Mio padre?

Foto del profilo: un pesce palla che dice “non ce la faccio più devo fare una scorreggia che non avete idea”

Attonita, decido di saperne di più.

Gruppi:

“Noi quelli che…la piazzetta a Nervi…”

“Noi quelli che…la mattina alle 4 andiamo a pescare…”

“Noi quelli che…meglio un culo gelato che un gelato nel culo”

“Genova è  solo rosso e blu”

“torta di riso finita”

La situazione sta sfuggendo di mano forse è meglio chiamarlo.

“Papà ascolta ma sei su Facebook?”

“Senti sono a lavoro mandami un vocale su whatsapp”

Butta giù.

Mi rifiuto categoricamente.

Decido di affrontarlo a casa.

È in cucina, sguardo perso sul cellulare, una fila di cinguettii fanno intendere che mio padre sia stato pure catturato da Twitter.

Borbotta. Sbuffa. Ride da solo. Manda audio a non so chi. Parla di tutto. Da appuntamenti. Coordinate.

Si gira verso di me “alla fine, questi social…sono una BOMBA!”

Riceve una chiamata, parte la suoneria di Rovazzi “Guarda guarda guarda il ca…che me ne frega”, la fa squillare un po’, giusto il tempo di fare la DUB con le braccia

Vado in camera, distrutta con la consapevolezza di aver creato un mostro.

Messaggio vocale di whatsapp:

“Oh socipatia portamia via! È pronto, vieni che si fredda”1f4dd633e195b00e364f7a72e262b509

Mio padre tre mesi fa:
«Ma Laura cosa ne so di Feisebo, uozzap e quell’altro affare dove metti le foto…».

«Papà, FacebOOK potrebbe piacerti. Sai quanti amici potresti ritrovare che non vedi da tanto? Invece WHATSAPP è facile da usare! Ormai usano tutti quello».

«Senti, io sono cresciuto quando ancora le persone per parlarsi si vedevano eh…».

«Ho capito pa’, ma non è che per metterci d’accordo per una cosa dobbiamo fare un raduno scout… Si fa un “gruppo” con tutti i partecipanti e ci si organizza».

«Bah. Io tanto non devo organizzarmi con nessuno… Al massimo dico a tua madre, che è lei la PR che organizza tutto»

Mio padre OGGI.

Notifica Facebook: «Marco Magnani ti ha appena inviato una richiesta di amicizia».

Ma che cazz… Mio padre?

Foto del profilo: un pesce palla che dice “Non ce la faccio più devo fare una scorreggia che non avete idea”.

Attonita, decido di saperne di più.

Gruppi:

“Noi quelli che… La piazzetta a Nervi…”

“Noi quelli che… La mattina alle 4 andiamo a pescare…”

“Noi quelli che… Meglio un culo gelato che un gelato nel culo”

“Genova è solo rosso e blu”

“Torta di riso finita”

 

La situazione sta sfuggendo di mano forse è meglio chiamarlo.

«Papà ascolta ma sei su Facebook?».

«Senti sono a lavoro mandami un vocale su whatsapp».

E butta giù.
Mi rifiuto categoricamente.
Decido di affrontarlo a casa.

È in cucina, sguardo perso sul cellulare, una fila di cinguettii fanno intendere che mio padre sia stato pure catturato da Twitter.

Borbotta. Sbuffa. Ride da solo. Manda audio a non so chi. Parla di tutto. Da appuntamenti. Coordinate.

Si gira verso di me: «Alla fine, questi social… Sono una BOMBA!».

Riceve una chiamata, parte la suoneria di Rovazzi “Guarda guarda guarda il ca…che me ne frega”, la fa squillare un po’, giusto il tempo di fare la DUB con le braccia.

Vado in camera, distrutta con la consapevolezza di aver creato un mostro.

Messaggio vocale di Whatsapp:
«Oh sociopatia portamia via! È pronto, vieni che si fredda».