italy

“Niente fa Natale come i mandarini”

Natale,mandarini,clementine, consumismo

Niente fa Natale come i mandarini

“I mandarini non me li cerca più nessuno…” mi dice, tra lo sconsolato e il polemico, il mio fruttivendolo.
Casse di clementine semi – free ovunque, ma mandarini non pervenuti in almeno 4 negozi tra il centro e casa mia.
So che la cosa vi lascerà indifferenti, ma per me è una questione di diritti negati e di libertà violate, non poter entrare in un negozio stivato di frutta ed uscirne con tot kg di mandarini.
Io non li voglio i clementini buonisti e politicamente corretti senza semi, arancioni omogenei come se li avessero pittati a fine raccolta.
Io voglio poter sputacchiare semi quando mi va, godendomi quella sottile buccia pallidamente arancione tendente al verde acido.
Io voglio quel gusto lì, non melensamente dolce e omologato, ma dolcemente aspro e sorprendentemente agrume, tosto e sincero come una stretta di mano tra amici ritrovati.
Perché devo faticare come una bestia nella ricerca, perché, razza vile e dannata di ignavi consumatori, non volete prendervi più la briga di sputare semini ? Perché fate calare l’offerta, tralasciando la domanda di un prodotto che non chiede altro di rifarsi vivo? Perché volete omologare la diversità in nome della monotonia?
Tutti bravi quando si tratta di difendere la foca sempronia dell’Isola di Tonga, per poi ghettizzare la perfetta essenza di un mandarino.
Ma l’avete presente il profumo dei mandarini? Quello da strofinare tra le mani ed inspirare ad occhi chiusi, fresco e frizzante come le bollicine nel naso e che vaporizza la casa come un aerosol balsamico… Quello che, misto alla resina di abete, sprofumava i miei Natali da piccola, perché mio padre diceva sempre e regolarmente “Niente fa Natale come i mandarini “.
Pare che i ricordi più indelebili della vita siano veicolati dai profumi .
E siccome il profumo di mio padre ce l’ho a portata di naso ogni volta che lo tiro fuori dal cuore, vi scongiuro, (che vi costa?), fatemi un regalo, domani chiedete al fruttarolo dei mandarini, che una vostra amica vorrebbe avere la chance di continuare ad inalare quei Natali.

Natale,mandarini,clementine, consumismo

Niente fa Natale come i mandarini

“I mandarini non me li cerca più nessuno…” mi dice, tra lo sconsolato e il polemico, il mio fruttivendolo.
Casse di clementine semi – free ovunque, ma mandarini non pervenuti in almeno 4 negozi tra il centro e casa mia.
So che la cosa vi lascerà indifferenti, ma per me è una questione di diritti negati e di libertà violate, non poter entrare in un negozio stivato di frutta ed uscirne con tot kg di mandarini.
Io non li voglio i clementini buonisti e politicamente corretti senza semi, arancioni omogenei come se li avessero pittati a fine raccolta.
Io voglio poter sputacchiare semi quando mi va, godendomi quella sottile buccia pallidamente arancione tendente al verde acido.
Io voglio quel gusto lì, non melensamente dolce e omologato, ma dolcemente aspro e sorprendentemente agrume, tosto e sincero come una stretta di mano tra amici ritrovati.
Perché devo faticare come una bestia nella ricerca, perché, razza vile e dannata di ignavi consumatori, non volete prendervi più la briga di sputare semini ? Perché fate calare l’offerta, tralasciando la domanda di un prodotto che non chiede altro di rifarsi vivo? Perché volete omologare la diversità in nome della monotonia?
Tutti bravi quando si tratta di difendere la foca sempronia dell’Isola di Tonga, per poi ghettizzare la perfetta essenza di un mandarino.
Ma l’avete presente il profumo dei mandarini? Quello da strofinare tra le mani ed inspirare ad occhi chiusi, fresco e frizzante come le bollicine nel naso e che vaporizza la casa come un aerosol balsamico… Quello che, misto alla resina di abete, sprofumava i miei Natali da piccola, perché mio padre diceva sempre e regolarmente “Niente fa Natale come i mandarini “.
Pare che i ricordi più indelebili della vita siano veicolati dai profumi .
E siccome il profumo di mio padre ce l’ho a portata di naso ogni volta che lo tiro fuori dal cuore, vi scongiuro, (che vi costa?), fatemi un regalo, domani chiedete al fruttarolo dei mandarini, che una vostra amica vorrebbe avere la chance di continuare ad inalare quei Natali.