rubriche

Non ci sono più i lavori di una volta.

lavoro precariato disoccupazione giovani

Dax Shephard-Jessica Simpson-Dane Cook

Diciamo che bisognerebbe finirla una buona volta di starnazzare che in Italia cresce la disoccupazione e non c’è più uno straccio di lavoro non dico per bamboccioni, ma neanche per pupazzetti.

Sbattute sulle prime pagine di tutti i quotidiani, queste notizie fanno il giro del mondo accreditandoci come i reietti del pianeta che in realtà non siamo.

E sono queste notizie più fasulle delle bocce di Pamela Anderson e più pericolose del derby Roma-Lazio, che attirano su di noi l’occhiata furibonda della Merkel e la puzza sotto il naso della BCE.

Sfatiamo questo mito ancestrale e questa bufala sgocciolante menzogna.

In Italia il lavoro c’è, è alla portata di tutti, non serve neanche girare l’angolo né recarsi in pellegrinaggio nelle filiali laiche di Lourdes, anche dette Centri Impiego.

Per entrare in quota assunzioni, basta solo un minimo di informazione e un massimo di tempismo per essere catapultati, in un nanosecondo, dalla modalità divano-tuta slabbrata-avanzi di pizza e sguardo perso nel vuoto pneumatico, ad un prestigioso ufficio di rappresentanza stipendio-pausa caffè-ferie pagate.

Non vi resta, quindi, che continuare a leggere, armarvi di biro e appunti e segnarvi questa data sul calendario, perché oggi è il vostro giorno fortunato.

Sappiate che si cercano URGENTEMENTE.

-Leader di sinistra

Sesso ed età non richiesti, essenziale non essere stati sindaci di Firenze, non avere la barca a vela o genitori in Banca Etruria.
Bisogna rivolgersi agli utenti chiamandoli compagni, saper cantare Bella Ciao quando serve, avere almeno una maglietta del Che e una sfilacciata bandiera rossa, saper individuare in un confronto tra foto quella di Gramsci tra sei senatori del PD, essere a conoscenza che Il Capitale l’ha scritto Carl Marx e non Denis Verdini, saper evitare i quartieri alti, i salotti radical chic e tornare nelle fabbriche che ancora stanno in piedi, perché lì ci sono radici da trapiantare.

– Assessori al Comune di Roma.

Possibilmente orfani e senza parenti da sistemare.
Disposti ad improvvisare bilanci e colloqui sui tetti, rimuovere frigoriferi dal marciapiede, tappare in strada buche grosse come piscine olimpiche con cemento a pronta e che sappiano distinguere, nel momento delle confidenze, tra un giornalista marpione in cerca di gossip ed un ignaro barista.

E, condizio sine qua non, che l’unica polizza che abbiamo mai sottoscritto sia quella del Vespino Primavera ad uso personale parcheggiato a modino e che il curriculum sia messo in rete per essere votato o espulso ancor prima di essere esaminato.

– Sentinelle in piedi.

sentinelleinpiedi

Qui è facile.
Astenersi separati, divorziati, unionecivilizzati, fidanzati fornicanti, trombamici e morti di figa.
Un no secco anche a consumatori di droghe, alcol, fumo, ostriche o peperoncino (vade retro afrodisiaci), donne che facciano uso di Tampax o uomini che vadano troppo spesso dall’urologo (prenderci gusto è un attimo!).
Necessaria resistenza fisica per eventi quali Festival con ospiti LGBT , Gay Pride o manifestazioni medievali in genere a contrasto delle libertà e/o conquiste civili.

– Eroi di tutti i giorni.

Necessari sul palco di Festival in generale e seconde serate dedicate a Porta a Porta.

Qui l’elenco sarebbe lunghissimo, perciò mi limito ad indicarne alcune categorie.

Casalinghe che riescano a fare la spesa settimanale senza leasing.

Mamme di adolescenti che sappiano ritrovare ed appaiare fantasmini e calzini in genere.

Ausiliari del traffico che non rompano continuamente le palle a chicchessia.

Impiegati agli sportelli che accennino un minimo saluto all’utente di turno.

Gente che chieda scusa per aver parcheggiato in terza fila.
Studenti che usino il congiuntivo come Dio comanda.
Mariti e fidanzati che non regalino quei cazzo di peluches a San Valentino ecc…ecc…

Nella speranza di aver fornito un servizio utile alla comunità, ricordo a quanti obiettassero sulle proposte lavorative sopra esposte, che in tempi di vacche magre non si sputa su nessun tipo lavoro.

Ogni lavoro ha la sua dignità e, anche se sporco, qualcuno deve pur farlo.

lavori di una volta

Dax Shephard-Jessica Simpson-Dane Cook

Diciamo che bisognerebbe finirla una buona volta di starnazzare che in Italia cresce la disoccupazione e non c’è più uno straccio di lavoro non dico per bamboccioni, ma neanche per pupazzetti.

Sbattute sulle prime pagine di tutti i quotidiani, queste notizie fanno il giro del mondo accreditandoci come i reietti del pianeta che in realtà non siamo.

E sono queste notizie più fasulle delle bocce di Pamela Anderson e più pericolose del derby Roma-Lazio, che attirano su di noi l’occhiata furibonda della Merkel e la puzza sotto il naso della BCE.

Sfatiamo questo mito ancestrale e questa bufala sgocciolante menzogna.

In Italia il lavoro c’è, è alla portata di tutti, non serve neanche girare l’angolo né recarsi in pellegrinaggio nelle filiali laiche di Lourdes, anche dette Centri Impiego.

Per entrare in quota assunzioni, basta solo un minimo di informazione e un massimo di tempismo per essere catapultati, in un nanosecondo, dalla modalità divano-tuta slabbrata-avanzi di pizza e sguardo perso nel vuoto pneumatico, ad un prestigioso ufficio di rappresentanza stipendio-pausa caffè-ferie pagate.

Non vi resta, quindi, che continuare a leggere, armarvi di biro e appunti e segnarvi questa data sul calendario, perché oggi è il vostro giorno fortunato.

Sappiate che si cercano URGENTEMENTE.

-Leader di sinistra

Sesso ed età non richiesti, essenziale non essere stati sindaci di Firenze, non avere la barca a vela o genitori in Banca Etruria.
Bisogna rivolgersi agli utenti chiamandoli compagni, saper cantare Bella Ciao quando serve, avere almeno una maglietta del Che e una sfilacciata bandiera rossa, saper individuare in un confronto tra foto quella di Gramsci tra sei senatori del PD, essere a conoscenza che Il Capitale l’ha scritto Carl Marx e non Denis Verdini, saper evitare i quartieri alti, i salotti radical chic e tornare nelle fabbriche che ancora stanno in piedi, perché lì ci sono radici da trapiantare.

– Assessori al Comune di Roma.

Possibilmente orfani e senza parenti da sistemare.
Disposti ad improvvisare bilanci e colloqui sui tetti, rimuovere frigoriferi dal marciapiede, tappare in strada buche grosse come piscine olimpiche con cemento a pronta e che sappiano distinguere, nel momento delle confidenze, tra un giornalista marpione in cerca di gossip ed un ignaro barista.

E, condizio sine qua non, che l’unica polizza che abbiamo mai sottoscritto sia quella del Vespino Primavera ad uso personale parcheggiato a modino e che il curriculum sia messo in rete per essere votato o espulso ancor prima di essere esaminato.

– Sentinelle in piedi.

sentinelleinpiedi

Qui è facile.
Astenersi separati, divorziati, unionecivilizzati, fidanzati fornicanti, trombamici e morti di figa.
Un no secco anche a consumatori di droghe, alcol, fumo, ostriche o peperoncino (vade retro afrodisiaci), donne che facciano uso di Tampax o uomini che vadano troppo spesso dall’urologo (prenderci gusto è un attimo!).
Necessaria resistenza fisica per eventi quali Festival con ospiti LGBT , Gay Pride o manifestazioni medievali in genere a contrasto delle libertà e/o conquiste civili.

– Eroi di tutti i giorni.

Necessari sul palco di Festival in generale e seconde serate dedicate a Porta a Porta.

Qui l’elenco sarebbe lunghissimo, perciò mi limito ad indicarne alcune categorie.

Casalinghe che riescano a fare la spesa settimanale senza leasing.

Mamme di adolescenti che sappiano ritrovare ed appaiare fantasmini e calzini in genere.

Ausiliari del traffico che non rompano continuamente le palle a chicchessia.

Impiegati agli sportelli che accennino un minimo saluto all’utente di turno.

Gente che chieda scusa per aver parcheggiato in terza fila.
Studenti che usino il congiuntivo come Dio comanda.
Mariti e fidanzati che non regalino quei cazzo di peluches a San Valentino ecc…ecc…

Nella speranza di aver fornito un servizio utile alla comunità, ricordo a quanti obiettassero sulle proposte lavorative sopra esposte, che in tempi di vacche magre non si sputa su nessun tipo lavoro.

Ogni lavoro ha la sua dignità e, anche se sporco, qualcuno deve pur farlo.