adesso!

Non sparate sulla cravatta rossa!

Trump con cravatta rossa

cravatta rossa

Trump

È di oggi la clamorosa notizia che la nuova riforma sanitaria voluta da Trump al grido di “Abolire subito l’Obamacare” è saltata, clamorosamente impallinata da un gruppo nutrito di repubblicani con la missione speciale del fuoco amico.

Una vera ecatombe politica per quello che Trump definiva il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, ossia sospendere quel po’ di assistenza pubblica agli indigenti in modo che sopravvivano solo quelli più forti e geneticamente longevi.
Ecchecazzo… Che gli USA non sanno che farsene di una lagnosa classe meno abbiente debole e piagnucolosa in giro per gli E.R. statali a chiedere suture ed ecografie come se tutto gli fosse dovuto.
Razza di smidollati, malati e nullafacenti che non sono altro!

“E invece scordatelo!” gli hanno sbattuto sul muso più arancione della galassia almeno 5 senatori repubblicani, facendo passare da 52 a 47 i voti disponibili per far trionfare la sua, di riforma.
E quindi anche la seconda bozza della Trumpcare è finita nel cestino della carta, come un qualsiasi kleenex umido all’aloe vera usato in mancanza del bidet.

Che poi quest’ennesimo schiaffo è solo l’ultimo di una lunga serie iniziata dopo nemmeno mezza giornata che Donaldone nostro si era insediato nella stanza ovale.
Neanche il tempo di posare il culo sul trono girevole, con Melania che aveva appena cominciato a far notare al maggiordomo-capo della Casa Bianca che i rubinetti del bagno non erano d’oro come qualsiasi first lady gnocca e miliardaria si meriterebbe.

In principio fu il muro del Messico.
Vi ricordate?
“Muro! E via 2-3 milioni di clandestini!” urlava il Nostro fuori controllo ad ogni apericena elettorale ad altissimo tasso alcolico, tra obesi ariani grugnanti e con il Ku Klux Klan a fare la hola.
E infatti il suo primo atto ufficiale fu una raccomandata senza ricevuta di ritorno al Presidente messicano, su carta intestata del geometra che tirò su la  Trump Tower, con tanto di progetto e spese a carico dei campesinos.
E invece, tiè… il postino suonerà anche due volte, ma il Messico non gli ha aperto e la raccomandata è ancora in giacenza all’ufficio postale di Ciudad Juárez, gli ambientalisti gli hanno bocciato l’impatto ambientale e costruirselo da solo costerebbe come il debito pubblico dell’Africa sub-sahariana. Quindi, per il momento, CICCIA!

È stata poi la volta del blocco alle frontiere degli immigrati, specialmente quelli di fede musulmana.
Apriti cielo a stelle e a strisce!
Sbucati fuori da ogni angolo USA, dalle grandi praterie fino alle paludi infestate dagli alligatori e dalle mangrovie, sono sbucati giudici federali come se piovesse.
A intimargli di rispettare la Costituzione e quei cavilli del cazzo chiamate Leggi che si frappongono testarde fra i suoi capricci egocentrici e il resto della civiltà.

In nome di quella cosa chiamata libertà, che Trump non ha mai sottovalutato ma che in buonissima fede pensava fosse solo una bella statua, messa all’imbocco del porto a dichiarare che New York non è solo Grande e Mela… ma pure Gnocca.

E ora la sconfitta più bruciante, l’Obamacare che tanto disprezzava.
A partire dall’Obama (che a lui i neri stanno bene solo come lustrascarpe prima di ogni messaggio alla nazione), per finire col care.
Che l’unica care che ammette è quella nelle SPA di Aspen o Honolulu con massaggi al caviale del Mar Nero e oro del Kentuky.

Ma allora… la volete piantare di complottargli contro?
Ma che vi ha fatto, ma che vi rode, ma quanto siete rosiconi a non fargliene passare una?

Sembra quasi che ci godiate a rovinargli la festa!
Senz’altro in memoria di tutte quelle volte che da scolari nerd avete dovuto sopportare il compagno di classe così schifosamente ricco da far ricreazione a pane e beluga.
O che veniva intercettato fuori scuola da autista in livrea e tata asburgica in raso e crestina.
Per poi passare a quello che vi ha soffiato la ragazza che portavate in piscina in scooter, portandosela in Polinesia col jet privato.
L’invidia è la bestia più carognosa del mondo e può metterci anni a sedersi sulla riva del fiume, ma le basta l’inizio del varo della più sminchia delle riforme per scatenarsi.

Per questo lancio il mio appello, forte del Primo Emendamento della Costituzione USA.

E fategliela passare uno straccio d’istanza a ‘sto pover’uomo che nessuno al mondo vi invidia!
Non dico una Legge universale o un discorso all’ONU (non sia mai che dichiari guerra contemporaneamente alla Cina, alla Corea del Nord e all’Isola di Tonga), ma almeno un decretino, una sanzione amministrativa, un avviso di mora, un’istanza di sfratto.
Non vedete come soffre, come si deprime, come erra randagio sull’Air Force One senza più force?
Volete annientarlo, vederlo girare senza lacca, senza lampada trifacciale, senza cravatta?
E allora finitela una stramaledetta volta di sparare sulla cravatta rossa e fategliene passare una.
Che il Mondo ha estremo bisogno di lui e delle sue decisioni fatali.
Sennò chi altri gli resterebbe (al mondo) da prendere per il culo e riderne a catarsi delle peggio notizie..?
Fatelo per noi, fatelo per la Carta dei Diritti dell’Uomo.
Che tanto Donald s’incarterebbe anche su quella!