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All’ordinanza dico no, che i cani facciano i cani!

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Oggi vi spiego una cosa, come come perdere tanti, tantissimi contatti FB dicendo che sono contraria, anzi contrariata da un’ordinanza.

Quale? Quella per i cani in spiaggia.

Come ha deciso un’ordinanza, quest’estate via libera a cani di piccola e media taglia sulle spiagge del mio litorale.
Con un’unica restrizione: non potranno fare il bagno.
Solo spalmarsi protezione 15 anti-age con cocktail antiossidante, abbronzarsi, tagliare cappotti col cane vicino di ombrellone, rubare ciabatte ai bagnanti, scavare fosse con le zampe nella sabbia e fare l’apericane a bordo piscina.

Tutti esultano, tranne me.

Ma cosa gli ha detto il cervello alla Sindaca?
Perché dovrei essere costretta a sdraiarmi vicino al bolognese della cabina 38 mentre lui dovrebbe morire barbecuerizzato a 35 gradi solo per fare strafelice mammina sul lettino?
Quella che gli mette il cerchietto swarovsky, lo scarrozza in passeggino e gli compra per merenda il Magnum al croccantino?
Quella così animalista da guardare in cagnesco la tipa della 43 perché il suo labrador, che si chiama Piergiulio, veste solo costumi Calvin Klein e microchip della Cia e ringhia di brutto al suo bambino peloso?

Ma lasciateli alla loro vita da cani, in giardino o in casa al fresco, a perdere peli, lappare a sgargarozzo e cagare finalmente liberi e degni di essere animali.
Intelligenti tanto da capire quanto voi siate da ricovero.

E poi perché solo i cani ?

E i gatti che con tutta quella sabbia da paura ci andrebbero a nozze?

E i conigli a trombare en plein air come le coppie strafatte di Ibiza?

E le pecore?

E le mucche? A no, loro uniche fortunate possono stare tranquille sulle spiagge della Corsica. Hai capito, mica sceme.

Facciamo così, appena torno in montagna mi faccio prestare il mulo da Tugnin e, per la prima volta nella sua vita, lo porto finalmente a vedere il mare.