La “palestrite” non è la malattia di coloro che vanno in palestra tutti i giorni diventando veri e propri invasati.

No.

La palestrite è quella malattia che colpisce la maggior parte delle donne che, dopo tentativi estenuanti di camminate, con più pause caffè e pausa-panca per chiacchierare con quell’amica che non vedete da tempo che si è separata che, come voi è caduta nel baratro della camminata mattutina o serale, decidono di iscriversi in palestra e – dopo solo due giorni – iniziano a vedere i risultati.

Lo so per il semplice fatto che, anche io, sono stata vittima della palestrite.

Vado in palestra vestita come Jill Cooper perché – che se ne dica-  l’abbigliamento sprona all’allenamento.

Canotta nera con scritta bianca “Adidas”, giusto per far vedere quanto siamo sportive, leggins nero con delle pezze tamarre pitonate con scritto WORK OUT sul polpaccio, (in saldo da Decathlon, diventati miei subito dopo aver googlato “Work-out”, che ne sai che sono in sconto perché la traduzione equivale a: StomessapeggiodiPeppaPig-Out?).

Ci mettiamo sulla nostra cyclette per il riscaldamento.

Livello 7.

palestrite

Livello 6.

Livello 3, va bene così.

Passa il tempo necessario per pensare “Ma da quanto è che sono qui sopra?” che ci arriva la risposta dal Tempo: 0,32. Secondi.

E mentre siamo qui che pedaliamo nella speranza di non fare la stessa fine di Pantani, iniziamo a guardarci intorno “ammazza che schiena”, “che bruttino, povero”, “ma come fa a tirare su 170 kg? Potrebbe essere l’uomo della mia vita” “e mettitelo un po’ più attillato il pantalone, zi” che finiscono i nostri 20 minuti di riscaldamento.

Noi che ci eravamo riscaldate solo a guardare tutti quei muscoli possenti che tirano su e giù e giù e su e ancora giù e poi su, pesi.

Ci sentiamo già toniche.

Ci sentiamo già sode.

Ci sentiamo già la palestrite.

I sintomi della palestrite sono proprio questi, la sensazione di “sodità e tonicità” dopo 20 minuti di cyclette. Iniziamo a toccarci, a guardarci, strusciamo la nostra mano sulla nostra coscia apparentemente soda con sensazione di godimento.

Sembra un porno.

No. Non è cambiato un cazzo. Dovete capirlo.

La coscia è molla lo stesso, ci vogliono mesi, impegno e costanza.

Dopo due giorni di palestra, potreste stare meglio con voi stesse, magari siete meno stressate perché tirate su pesi anziché tirare pentole a vostro marito e ciabatte a vostro figlio, ma l’unica cosa che potrete sentire sono dolori.

Dude-perfect-Gym-Stereotype-Screamer

Andate in palestra per voi stesse, per sentirvi meglio fisicamente e psicologicamente, ma vi prego non iniziate a stressare le vostre amiche, parenti, mariti e figli, cane e gatto, con frasi del tipo:

«Vuoi toccare ferro? Allora tocca qui!», indicando la vostra coscia.
«Senti, senti come sono soda, lo senti???? Si sente vero???? Vero???».

A questo punto, se siete arrivate a ciò, la palestrite vi avrà contagiata senza pietà.

CURATEVI.

FATEVI AIUTARE.

La palestrite è una malattia che va combattuta: combattiamola insieme.