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Perchè io valgo… soprattutto quando devo comprare le scarpe di Frankenstein

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Non sono figlia unica: ho due fratelli ed io sono quella di mezzo.

La vita, quindi, con me poteva essere più generosa. Avrebbe potuto dispensare anche a loro un po’ di quei difettucci fisici che i geni trasmettono da genitori, nonni e zii.

E invece no. Io ho avuto la pelle grassa con tendenza acneica, i denti storti da raddrizzare e l’astigmatismo già a sei anni. Ho passato la mia adolescenza a curare i brufoli, i denti con l’apparecchio mobile che a zeppola Jovanotti me spiccia casa e gli occhiali che, negli anni ’80, erano grossi come due televisori a 19 pollici.

Passato questo periodo di merda, finalmente il bruco, se non una farfalla, diventa qualcosa di meglio che un cesso a pedali. Per fortuna sono stata fornita di un bel paio di gambe e di un considerevole lato b, da me sempre evidenziati con tacchi, tacchi decisamente alti.

Ecco, arriviamo ai piedi. Potevo non ereditare anche l’alluce valgo? In fondo tra mamma, nonna paterna e materna con questo difetto, avrei potuto avere una qualche via di scampo?

Se ami le scarpe con il tacco, l’alluce valgo è una croce: niente sandali con fascette sottili, la “cipolla” esplode in libertà; niente decolleté, la scarpa comprime e in automatico piangi lacrime di dolore. Non c’è pace nemmeno con le “open toe” perché dall’apertura l’alluce storto che sbuca non fa proprio una bella impressione. Ad essere sinceri, il piede fa cagare anche con le infradito.

Ho resistito per anni pur di non dover affrontare l’intervento. Ho acquistato on line divaricatori contenitivi che sono una fregatura: se li vuoi indossare con le scarpe, devi utilizzare un modello a tacco basso, a pianta larga (un po’ come quelle dei clowns) altrimenti il piede non entra.

Io li ho indossati di notte per una settimana: la sensazione è stata quella di avere qualcuno che ti ciuccia l’alluce tutta la notte. Finiti in pattumiera.

Quest’estate finalmente mi sono decisa. Al grido di “mi farò segare e raddrizzare il ditone in previsione della collezione a/i 2019: anni di rinunce saranno cancellati come la malefica cipolla” sono entrata in sala operatoria.

L’intervento? A parte il dover calzare per un mese un’orribile scarpa ortopedica stile Frankenstein sul piede operato e un’orrenda ciabatta da infermiera su quello sano (mica potevo zoppicare per il dislivello no?) è stato una passeggiata.

Già, una passeggiata ma con ai piedi per i due mesi successivi un paio di orribili Birkenstock. Addio alle mie meravigliose infradito gioiello comprate a Dubai, quelle che immaginavo calzate su un perfetto piede nuovo. Addio sneakers glitterate. Addio a qualsiasi calzatura decente. Nulla da fare, una volta tolta la fasciatura il mio bellissimo piede nuovo ha preso le sembianze di uno zampone di Capodanno.

Adesso va meglio. Cammino di nuovo bene, ho ripreso anche ad andare in palestra. E il piede è un bijoux.

Ma calzo solo le Balenciaga cinesi. Hanno l’aspetto dei calzari dei sub ma sono le uniche scarpe chiuse che ad oggi posso indossare.

Mi sa che questa collezione invernale la salto…