adesso!

Da piccola credevo

Bambino_stupito

Quante cose, a ripensarci, si credono da piccoli.
E se ripenso alla bambina che ero, forse potrei azzardare di essere stata un cincinin più tonta della media.
Ma neanche tanto, considerando le cavolate che credevano da bambini gli amici da cui spesso me le faccio raccontare.
Ne ho un repertorio da antologia solo perché sono sempre stata molto creativa e fantasiosamente orientata a riflettere sulla vita vissuta.
Come da una con le trecce perenni e le lentiggini non ti aspetteresti.
E non è che mi limitassi a dedurre la vita a partire dalla mia cameretta o dallo scivolo dei giardini sotto casa.
Siccome la mia era una casa dove si è sempre discusso l’ogni, avevo un archivio di dati vastissimo dalla quotidianità alla Storia, dalle favole alla religione, dalle Alpi alle Piramidi e dalle stalle alle stelle.
Argomenti che avrebbero potuto essere classificati in ordine alfabetico tipo:

A come Accucciarsi
Per fare pipì naturalmente visto che, in prima ele, da quando avevo sgamato l’altra metà della classe pisciare in piedi, capii subito che non trattavasi di un privilegio, ma di una condanna per ridicoli schizzatori inesperti.
Che ogni due x tre si innaffiavano i sandali, come i cani quando zampillavano sulle begonie ai giardinetti.
E quindi la natura favolosa e benigna ci aveva costruite in modo che fosse obbligatorio accucciarsi: le scarpe delle donne, che erano la cosa più bellissimissima dopo i regali di Natale, andavano salvate da spruzzi puzzolenti di pipì sfuggita ai comandi.

C come Cesareo
Credendo che i bambini li portasse la cicogna e sentendo per caso che a zia Adriana aveva avuto il suo bambino col cesareo, elaborai la teoria che ci fossero donne da cicogna e donne da cesareo.
Il maschio della cicogna appunto.

piccola

D come Dottori
Il dottore curava tutto e andava anche dal mio vicino che aveva un male più contagioso delle croste schifiltose della varicella.
Quindi i dottori erano vaccinati da tutti i malissimi del mondo.
Restava da capire perché non vaccinassero anche noi contro questi malissimi.
Ma siccome il mio dottore aveva l’Alfa Romeo, pensavo che i vaccini controtutto fossero una roba da pochi intimi dottori e ricconi.

G come Guerra
Che mi faceva paurissima.
Ma visto che la mia mamma diceva sempre che se fosse stato per le donne, non ci sarebbero mai state guerre, mi ero fatta la precisa convinzione che i Presidenti del Mondo uomini sguazzassero nelle guerre come io sguazzavo con gli stivali rossi nelle pozzanghere, solo per fare un dispetto a alle donne.
Per non lasciarci mai e poi mai la chiave dello sgabuzzo dei cannoni.

 

I come Ingegneri.
Che erano i capi del mio papà.
E siccome erano tutti “una manica di stronzoni”, ci ho messo anni a convincermi del contrario.
Tanto che diffidavo di chi mi offriva una caramella solo se era un ingegnere.

L come Lucetta.
Dormire al buio era da eroi.
Dormire con la lucetta era da bambine piccole che cercavano di diventare eroesse.
Un passo alla volta.
Che le vere fifone dormivano col lampadario acceso.
Sia ben chiaro!

M come Morire
Capitava a tutti.
Meno che ai miei genitori.
Loro avevano l’assoluto divieto e la missione speciale di starmi sempre appiccicati vicino.
Senza altro motivo che essere i miei genitori.
Punto e basta.

P come Pasqua.
La mia non era una famiglia religiosa, per niente.
E siccome due volte l’anno da Lugano veniva a trovarci un amico caro di mamma e mio amatissimo per via del cioccolato che mi portava,
credevo che Pasqua si festeggiasse con l’uovo al latte perché Gesù era risorto in Svizzera.

…e come Pensione-
Quando si lavorava tot anni si andava in pensione.
Una specie di premio con l’orologio, se maschi, e una collana se femmine.
Chi li aveva, per me, era automaticamente in pensione.
Fosse anche un diciottenne.
Si vede che i suoi tot di anni erano bastati.

Poi, quando l’acqua è passata sotto i ponti…

Poi ho capito e imparato che le donne devono si per forza accucciarsi, ma solo e unicamente per pisciare e non è detto.
Che la cicogna e il cesareo sono robe da festeggiare in un reparto di ospedale se sei fortunata, o in una baracca senza speranza se nasci nella parte sbagliata di mondo.
Che tanti dottori possono salvare vite mettendo a repentaglio le proprie, ma possono anche sfruttare dolore e malattie per arricchirsi sulla nostra pelle.
E diventare un club esclusivo di ricconi.
Che una donna può diventare Presidente, prendere la chiave dello sgabuzzo e scatenare i cannoni.
La guerra non ha genere, a parte quello degli interessi e del profitto.
Che gli ingegneri possono anche essere degne persone e costruire progresso e futuro.
(Anche se sto sempre un pochino in campana… faccio bene papà?)
Che i miei genitori mi hanno lasciata, anche se il suono della loro assenza mi rimbomba dentro.
Per non farmi mai perdere il filo del nostro ininterrotto ciacolare.
Che se Gesù è veramente esistito e risorto, lo ha fatto per una razza indecente come quella umana.
E avrebbe fatto meglio a regalarci l’estinzione.
Che in pensione non ci andremo mai, perché il tot di anni bastardi che ognuno ha davanti a sé è inversamente proporzionale ai santi che ha tirato giù dopo la Riforma Fornero.
E che anche se ci fosse concesso andarci, l’unica collana in regalo sarebbe quella del sondino d’ossigeno nel naso.

Poi sono cresciuta.

da piccola credevo

Bambino_stupito

Quante cose, a ripensarci, si credono da piccoli.
E se ripenso alla bambina che ero, forse potrei azzardare di essere stata un cincinin più tonta della media.
Ma neanche tanto, considerando le cavolate che credevano da bambini gli amici da cui spesso me le faccio raccontare.
Ne ho un repertorio da antologia solo perché sono sempre stata molto creativa e fantasiosamente orientata a riflettere sulla vita vissuta.
Come da una con le trecce perenni e le lentiggini non ti aspetteresti.
E non è che mi limitassi a dedurre la vita a partire dalla mia cameretta o dallo scivolo dei giardini sotto casa.
Siccome la mia era una casa dove si è sempre discusso l’ogni, avevo un archivio di dati vastissimo dalla quotidianità alla Storia, dalle favole alla religione, dalle Alpi alle Piramidi e dalle stalle alle stelle.
Argomenti che avrebbero potuto essere classificati in ordine alfabetico tipo:

A come Accucciarsi
Per fare pipì naturalmente visto che, in prima ele, da quando avevo sgamato l’altra metà della classe pisciare in piedi, capii subito che non trattavasi di un privilegio, ma di una condanna per ridicoli schizzatori inesperti.
Che ogni due x tre si innaffiavano i sandali, come i cani quando zampillavano sulle begonie ai giardinetti.
E quindi la natura favolosa e benigna ci aveva costruite in modo che fosse obbligatorio accucciarsi: le scarpe delle donne, che erano la cosa più bellissimissima dopo i regali di Natale, andavano salvate da spruzzi puzzolenti di pipì sfuggita ai comandi.

C come Cesareo
Credendo che i bambini li portasse la cicogna e sentendo per caso che a zia Adriana aveva avuto il suo bambino col cesareo, elaborai la teoria che ci fossero donne da cicogna e donne da cesareo.
Il maschio della cicogna appunto.

piccola

D come Dottori
Il dottore curava tutto e andava anche dal mio vicino che aveva un male più contagioso delle croste schifiltose della varicella.
Quindi i dottori erano vaccinati da tutti i malissimi del mondo.
Restava da capire perché non vaccinassero anche noi contro questi malissimi.
Ma siccome il mio dottore aveva l’Alfa Romeo, pensavo che i vaccini controtutto fossero una roba da pochi intimi dottori e ricconi.

G come Guerra
Che mi faceva paurissima.
Ma visto che la mia mamma diceva sempre che se fosse stato per le donne, non ci sarebbero mai state guerre, mi ero fatta la precisa convinzione che i Presidenti del Mondo uomini sguazzassero nelle guerre come io sguazzavo con gli stivali rossi nelle pozzanghere, solo per fare un dispetto a alle donne.
Per non lasciarci mai e poi mai la chiave dello sgabuzzo dei cannoni.

I come Ingegneri.
Che erano i capi del mio papà.

E siccome erano tutti “una manica di stronzoni”, ci ho messo anni a convincermi del contrario.
Tanto che diffidavo di chi mi offriva una caramella solo se era un ingegnere.

L come Lucetta.
Dormire al buio era da eroi.
Dormire con la lucetta era da bambine piccole che cercavano di diventare eroesse.
Un passo alla volta.
Che le vere fifone dormivano col lampadario acceso.
Sia ben chiaro!

M come Morire
Capitava a tutti.
Meno che ai miei genitori.
Loro avevano l’assoluto divieto e la missione speciale di starmi sempre appiccicati vicino.
Senza altro motivo che essere i miei genitori.
Punto e basta.

P come Pasqua.
La mia non era una famiglia religiosa, per niente.
E siccome due volte l’anno da Lugano veniva a trovarci un amico caro di mamma e mio amatissimo per via del cioccolato che mi portava,
credevo che Pasqua si festeggiasse con l’uovo al latte perché Gesù era risorto in Svizzera.

…e come Pensione
Quando si lavorava tot anni si andava in pensione.
Una specie di premio con l’orologio, se maschi, e una collana se femmine.
Chi li aveva, per me, era automaticamente in pensione.
Fosse anche un diciottenne.
Si vede che i suoi tot di anni erano bastati.

Poi, quando l’acqua è passata sotto i ponti…

Poi ho capito e imparato che le donne devono sì per forza accucciarsi, ma solo e unicamente per pisciare e non è detto.

Che la cicogna e il cesareo sono robe da festeggiare in un reparto di ospedale se sei fortunata, o in una baracca senza speranza se nasci nella parte sbagliata di mondo.

Che tanti dottori possono salvare vite mettendo a repentaglio le proprie, ma possono anche sfruttare dolore e malattie per arricchirsi sulla nostra pelle.

E diventare un club esclusivo di ricconi.

Che una donna può diventare Presidente, prendere la chiave dello sgabuzzo e scatenare i cannoni.

La guerra non ha genere, a parte quello degli interessi e del profitto.

Che gli ingegneri possono anche essere degne persone e costruire progresso e futuro (anche se sto sempre un pochino in campana… faccio bene papà?).

Che i miei genitori mi hanno lasciata, anche se il suono della loro assenza mi rimbomba dentro.

Per non farmi mai perdere il filo del nostro ininterrotto ciacolare.

Che se Gesù è veramente esistito e risorto, lo ha fatto per una razza indecente come quella umana. E avrebbe fatto meglio a regalarci l’estinzione.

Che in pensione non ci andremo mai, perché il tot di anni bastardi che ognuno ha davanti a sé è inversamente proporzionale ai santi che ha tirato giù dopo la Riforma Fornero.

E che anche se ci fosse concesso andarci, l’unica collana in regalo sarebbe quella del sondino d’ossigeno nel naso.

Poi sono cresciuta.