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Il primo San Valentino non si scorda mai

san valentino

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Mi portò per mano nell’angolo più ombroso di quel ventoso giardino…
Non stavo con lui da tanto tempo, ma il nostro colpo di fulmine aveva già fatto il giro degli amici.
Flavio. ..una faccia d’angelo biondo per cui le altre avrebbero ammazzato.
Più piccolo di me di un anno e mezzo, l’unico toy boy della mia vita.

L’avevo intravisto verso la fine di un compleanno, quando tra avanzi di pop corn e musica fiacca, si era fatto tardi per qualsiasi avance.

E per quasi una settimana non avevo fatto che pensarlo e immaginare che, nel momento in cui l’avessi di nuovo avuto davanti, sarebbe stata favola.

Lo rividi inaspettatamente nella mia stessa scuola, che il cuore mi stava scoppiando nel cappotto fucsia.
“Ciao ” provai tastando il terreno.
” Me ? ” chiese lui sintetico e sinceramente stupito, finendo per rendermi schiava della sua irresistibile insicurezza
Non la farò tanto lunga.
Fu passione travolgente e passerotti nello stomaco, che farfalle era troppo poco.
Indivisibili, complici eternamente per mano, certi che sarebbe stato per sempre.
Conobbi anche sua madre che per l’occasione preparò una crostata di mele che ancora me la ricordo come icona di tutte le mele+cannella del pianeta Pasticceria.
Così come mi ricordo che volle provare a farmi lo chignon, lei madre di maschi e il rimpianto della femminuccia.
Le piacqui così tanto che mi stupì il livore che c’era tra mia madre e la mia nonna paterna, io che avevo trovato la suocera perfetta.

Poi arrivò San Valentino e quel giardino…
Mi guido’ lontano da occhi indiscreti, mi fece posto vicino a lui sulla panchina, restò per un attimo assorto a fissarmi conscio della solennità del magic moment e dalla tasca del giubbotto tirò fuori un sacchettino blu.
Lo apri` lui perché si era improvvisamente fatto impaziente e mi mise in mano un tappo di Coca Cola che era la cosa che preferiva dopo di me.
Così, senza una parola.
Anche perché a 4 anni Flavio non parlava ancora benissimo, nonostante la maestra dell’ asilo me l’avesse affibbiato perché lo stimolassi io che, a un anno, in casa erano già stufi di sentirmi parlare.
Mi lasciò rimirare quel tesoro di latta per qualche istante e poi lo rivolle indietro.
Tutti uguali gli uomini.
Prima ti illudono e poi rivogliono indietro I regali.