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Quando perdi la testa e non la ritrovi

senza testa

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Penso di essere mediamente intelligente, finché non mi trovo in situazioni stressanti tipo l’ordinazione del menù di Mc Donald fai da te, davanti al touch screen gigante, così non fai la fila alla cassa, stai senza pensieri, dai che ce la puoi fare.

Lì, capisco quella cosa che il mondo va veloce e tu stai indietro, che ho bisogno della bambina di 10 anni vicino per riuscire a cavarmela senza trovarmi nel Mcscatolo il Big Mac Extra Cheese Quarter Horse Double Spicy Crispy Cip e Ciop Burger CBO al cetriolo invece delle Chicken Mcnuggets da 65 pezzi e la Coca-Cola. Alla fine, nel riepilogo scopro di non aver messo l’acqua, le patatine e il caffè, e mi trovo l’Actimel con l’astronauta invece del Sundae al cioccolato perché ho starnutito mentre mi scorreva davanti la scelta dei dessert e ho cercato di pulire con il dito la sputacchiata sullo schermo.

Come il disagio di quando per strada parli con qualcuno e non hai capito cosa ha detto, perché intanto pensavi a quanto deve essere dura la vita del casellante dell’autostrada o a come risolvere il problema dei sacchetti biodegradabili della spesa che si rompono mentre li stai riempiendo, e non sai se la sua era una domanda o una battuta, quindi nel dubbio fai un ghigno sommesso annuendo con la testa, sperando tantissimo che quello non ti chieda niente perché penserebbe che sei idiota.

O come quella volta che in aliscafo c’era il mare mosso da far vomitare la gente nei sacchetti ed io chiesi il Travel GUM alla hostess. Lo buttai giù tutto intero senza pensarci, senza riuscire più a parlare per 2 ore, col pasticcozzo da 10 cm incastrato nel gargarozzo, che per mandarlo giù ho dovuto bere 1 litro e mezzo di acqua tutta insieme, come quando sei in sala d’attesa per fare l’ecografia alla vescica.
Stupidate. Vuoti della mente.
Come se ti mancasse una rotella.
Come se ti si spegnesse una sinapsi.
Come se ti fosse caduto il cervello nel lavandino mentre stai lavando i piatti.
Improvvisamente, quando ti serve, non c’è. Non lo trovi.
Sarà forse la stanchezza a darti il colpo di grazia, e l’intelligenza all’improvviso ti viene meno.

In momenti apparentemente facili, per cose banali, alla tua portata.
E invece scopri che non ce la fai, che resti indietro.
Ti dimentichi la padella sul fuoco e vai a stendere i panni. Dimentichi parole, volti, fatti, discorsi, oggetti, situazioni.

Lasci andare.
Ti manca la connessione tra l’ora e il dopo, la lucidità per fare, la velocità per imparare, la prontezza della risposta, che magari arriva giorni dopo.
E non puoi nemmeno fare l’aggiornamento, non c’è la versione Brain 2017, l’App Stay Svegl, metterti il caricabatterie nel naso se sei scarica o spegnerti e riaccenderti se vai in palla.
Va così, a volte ce la fai e a volte no.
Un momento ci sei al 100% e un altro no, sforzandoti di stare al passo nonostante tutto, mentre magari qualcuno pensa che tu sia stupida, e invece tu stai solo cercando di evitare il cetriolo nel panino.
Cose da pazzi. O forse no.