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L’ora di Andersen. Salvini spiegato a uno di 4 anni

Conte bis

C’era una volta…
il cavaliere verde che, benedetto da tutto il reame, partì per combattere i draghi che assediavano il regno.

Lo accompagnava il cavaliere giallo, che aveva voglia di mettersi in mostra per far bella figura con gli amici di Casa Leggio, il castello da cui era partito benedetto dal Conte di Rousseau.
All’inizio i due cavalieri galoppavano fianco a fianco, anche se il cavallo di quello verde, “Fast and Furious”, accelerava spesso, lasciando il cavallo di quello giallo, “Slow in tour”, indietro.

Nel giro di pochi mesi, su insistenza del cavaliere verde attaccarono:
-i draghi neri chiudendo tutti i ponti levatoi
-i draghi rom chiudendo i loro campi
-i draghi che protestavano contro il cavaliere verde, dando ordine ai soldati del regno di sbatterli dentro al primo “Mai col Cavaliere Verde”.

Il cavaliere giallo provava a buttare lì qualche idea tipo “il sacchetto di scudi di cittadinanza” per i poverelli del regno ma le gesta del cavaliere verde contro i draghi, accecarono il popolo bue e accrebbero a dismisura la sua fama.
E fu così che il verde, ebbro di potere e di moijti, dal regno di Papeete, pensò di proclamarsi Imperatore del Regno delle Banane, con potere perpetuo di far salire suo figlio sulle zattere dei guardiani del regno per tirarsela con gli amichetti.

In poche ore disarciono’ il cavaliere giallo e provò ad esiliare il Conte di Rousseau.
Ma il saggio Matta Re` I°, custode delle chiavi del Castello del Quirinale, applicò la regola “Se porti via il tuo cazzo di pallone, proviamo a giocare con il mio” e nel giro di qualche giorno lasciò il cavaliere verde col culo per terra e rimise a cavallo il Conte di Rousseau e quel povero guaglione del cavaliere giallo.

Morale della favola:
larga è la foglia stretta è la via
se sei uno sborone non è colpa mia!

Salvini spiegato a uno di 4 anni.