adesso!

Ho sposato Pino, l’albero. Credetemi, ha un suo perché

HO SPOSATO UN PINO (Pino, L’albero. Non il fruttarolo) . Ho iniziato come attivista poi ho abbracciato il suo tronco… E niente, mi sono innamorata. Adoro il modo in cui mi corteccia, ha la scorza dura ma il cuore tenero, non si inalbera mai e questo lo rende ‘accettabile’ (sempre meglio del mio ex) e poi non si scatta selfie, ma solo foto-sintesi, vuoi mettere? E’ un po’ imbranato a lavare i piatti, ma i tramonti accanto a lui sono imperdibili.
E’ molto accogliente, soprattutto con gli animali, ad esempio: mentre alcuni uomini hanno la chioma invasa da forfora e pidocchi, lui ospita nidi, uccelli e scoiattoli, e non perde mai le fronde. E’ molto attaccato alle sue radici, e spesso mi porta dai parenti; molto ammirevole lo zio Olmo, vive in un giardino antico, è alto 30 metri e non so quanti secoli abbia, forse un paio, e se li porta benissimo. Sua moglie Palma, molto elegante e amante degli esotismi, era un po’ preoccupata perché faceva la pupù simile a quella delle pecore, ma con i pallini allungati, poi il medico le ha detto che si chiamano datteri, e sono ottimi da accompagnare con le noci, fatto sta che a Natale trascorre le vacanze a casa nostra, e alla fine dei pasti mangiamo le sue prelibatezze. Di primo acchito sembra una figa di legno, ma è molto affabile e generosa. Ha una produzione personale di olio, le opinioni sulla qualità del liquido sono un po’ controverse, ma lei lo offre generosamente a tutte le fabbriche di dolciumi, la colpa è di chi la sfrutta, non sua. Per consolarla ogni tanto le telefona il suo cugino Jamaicano, Ban Ano, un tizio caloroso (voci di corridoio dicono che sia pure un iperdotato) e previdente (lui il casco in moto lo porta da sempre, mica ha aspettato le leggi! ) . Pare se la intenda con la sorella di Fico (anche lui gran bel tronco d’albero) una tipa corteggiata da tutti, un po’ morbida e lasciva ma dolcissima.
Un giorno siamo andati a trovare il nonno toscano, Ivo Ul, Palma è un po’ invidiosa del suo olio, ma è un bonaccione, molto anziano e ricurvo, espertissimo a preparare cibi conservati, ha iniziato sin da piccolo con questa passione, marinava la scuola e si dedicava alla raccolta delle olive che produceva, e pian pianino ha imparato a marinare pure quelle.
In questi giorni sono un po’ preoccupata per mio marito, ha avuto il distacco della resina e per paura che cada e si faccia del male vivo nella sua ombra, facciamo l’amore in pineta, poi ci addormentiamo e schiacciamo un pinolino.
La vita fra gli alberi è meravigliosa, e dico no alla deforestazione, soprattutto se viene fatta per produrre certi libri patinati, difficilmente utilizzabili persino come carta igienica.HO SPOSATO UN PINO.
(Pino. L’albero. Non il Sor Giuseppe).

Ho iniziato come attivista poi ho abbracciato il suo tronco…
E niente, mi sono innamorata.

Adoro il modo in cui mi corteccia, ha la scorza dura ma il cuore tenero, non si inalbera mai e questo lo rende ‘accettabile’ (sempre meglio del mio ex) e poi non si scatta selfie, ma solo foto-sintesi, vuoi mettere?

E’ un po’ imbranato a lavare i piatti, ma i tramonti accanto a lui sono imperdibili.

E’ molto accogliente, soprattutto con gli animali, ad esempio: mentre alcuni uomini hanno la chioma invasa da forfora e pidocchi, lui ospita nidi, uccelli e scoiattoli, e non perde mai le fronde.

E’ molto attaccato alle sue radici, e spesso mi porta dai parenti; molto ammirevole lo zio Olmo, vive in un giardino antico, è alto 30 metri e non so quanti secoli abbia, forse un paio, e se li porta benissimo.

Sua moglie Palma, molto elegante e amante degli esotismi, era un po’ preoccupata perché faceva la pupù simile a quella delle pecore, ma con i pallini allungati.

Poi il medico le ha detto che si chiamano datteri, e sono ottimi da accompagnare con le noci, fatto sta che a Natale trascorre le vacanze a casa nostra, e alla fine dei pasti mangiamo le sue prelibatezze.

Di primo acchito sembra una figa di legno, ma è molto affabile e generosa. Ha una produzione personale di olio, le opinioni sulla qualità del liquido sono un po’ controverse. Ma lei lo offre generosamente a tutte le fabbriche di dolciumi, la colpa è di chi la sfrutta, non sua.

Per consolarla ogni tanto le telefona il suo cugino Jamaicano, Ban Ano, un tizio caloroso (voci di corridoio dicono che sia pure un iperdotato) e previdente (lui il casco in moto lo porta da sempre, mica ha aspettato le leggi!).

Pare se la intenda con la sorella di Fico (anche lui gran bel tronco d’albero) una tipa corteggiata da tutti, un po’ morbida e lasciva ma dolcissima.

Un giorno siamo andati a trovare il nonno toscano, Ivo Ul: Palma è un po’ invidiosa del suo olio, ma è un bonaccione, molto anziano e ricurvo, espertissimo a preparare cibi conservati, ha iniziato sin da piccolo con questa passione, marinava la scuola e si dedicava alla raccolta delle olive che produceva, e pian pianino ha imparato a marinare pure quelle.

In questi giorni sono un po’ preoccupata per mio marito, ha avuto il distacco della resina e per paura che cada e si faccia del male vivo nella sua ombra, facciamo l’amore in pineta, poi ci addormentiamo e schiacciamo un pinolino.

La vita fra gli alberi è meravigliosa.

Dico no alla deforestazione, soprattutto se viene fatta per produrre certi libri patinati, difficilmente utilizzabili persino come carta igienica.