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Stupro Circumvesuviana: in libertà i tre arrestati

Non importa se un certificato medico ufficiale dice che hai subito violenza, non importa se piangevi finito l’incubo e hai denunciato, non importa se è risaputo che il terrore paralizza, non importa se ti fai coraggio e denunci.

La verità è che in Italia si fanno un sacco di campagne per sensibilizzare le donne a denunciare ma poi non si fa nulla per proteggerle.
Come nel caso dell’ennesimo stupro, quello a Napoli, dove l’ultimo degli indagati è stato scarcerato nonostante il medico avesse confermato la violenza subita dalla ragazza.

La motivazione? Lei era psicologicamente fragile. Insomma quello che dovrebbe essere un motivo in più per non approfittarsi di una persona diventa la sua colpa.
Come se ti avessero rubato l’auto ma visto che tu eri fragile il furto non è stato proprio così grave ecco, anzi è pure colpa tua.
Ma questo coi furti non succede, perché ormai  le cose contano più delle persone, sicuramente più delle donne.

E quindi non importa se ti hanno rovinato la vita; loro in carcere ci hanno fatto solo una gita, coi parenti che li applaudivano al momento dell’arresto, e che a casa li avranno aspettati con lo spumante.

E allora facciamoci forza, dobbiamo cambiarlo noi questo mondo,
perché anche se la giustizia è di genere femminile, a rimetterci siamo sempre noi donne.