adesso!

Tema “La mia mamma”

QUANDO LA PAROLA PRIVACY neanche si sapeva esistesse e a scuola ti davano immancabilmente, la settimana prima della festa della Mamma, il tema “La mia mamma”.
Naturalmente certi che fosse il regolamentare angelo del focolare tutta sacrificio e rassegnazione.
Ma ovviamente avevano fatto i conti senza l’oste, mia madre e soprattutto me.
Che gli occhi per guardarla e le orecchie per sentirla erano dispositivi attivati eccome!
Per cui ne uscì qualcosa del tipo:

TITOLO

LA MIA MAMMA

SVOLGIMENTO:

La mia mamma è bellissima e alta.
Si chiama Gemma perchè a mia nonna piaceva una bambina che si chiamava così e mia mamma dice sempre “per fortuna che non si chiamava Genoveffa”.
Di lavoro fa dei bellissimi vestiti e insegna a tante ragazze a cucire, anche se ha detto che a me non m’insegnerà mai perchè io devo non essere schiava dell’ago e del filo e comprarmi tutto bellofatto col mio stipendio.
Perchè una donna deve guadagnare per non dovere chiedere mai al mondo i soldi al marito.
Le piace leggere, i gerani e la torta di mele vanigliata sopra.
Ma soprattutto leggere e la sera leggiamo insieme e quando ho finito un libro me ne compra sempre un altro.
Che poi rifinisce e il libraio dice sempre “avercene clienti come voi”.
Prende tanti caffè e qualche sigaretta con le sue amiche, ma quando cominciano a pettegolare di qualcuno dice “occhio che le pettegole sono le peggiori”.
Ma una volta che la Maria pettegola non aveva da pagare Diego degli alimentari, mia mamma la ha aiutata.
In chiesa non ci va mai ma una volta si, per dire a Don Bruno che lo rispettava perchè aiutava col mangiare quelli che stavano facendo sciopero da un mese.
E’ molto brava e paziente fino a quando non voglio farmi fare le trecce che urlo come una matta e non parla con mio papà di politica.
Che quando ho chiesto perché discutono per delle ore dopo aver letto il giornale, mi ha detto che lei è comunista, ma non come papà che è un sovietico fatto e finito.
E che bisogna sempre dire quello che si pensa, soprattutto le donne.
E poi litigano per Mina, che mio papà ci va matto, ma lei dice che è antipatica e tanto sguaiata (ma solo perchè si capisce che è gelosa di mio papà).
Quando mi lascia mettere i suoi vestiti e i suoi tacchi spillo ride, mi mangia di baci e mi dice “non crescere mai”, ma io non vedo l’ora.

Di provare a crescere come Lei (appunto postumo)