rubriche

Turisti sulla luna

astronauta autostopSpaceX, l’azienda aerospaziale statunitense di proprietà del magnate Elon Musk, ha annunciato che nel 2018 due turisti saranno inviati sulla Luna.

In realtà i due prescelti non metteranno piede sul suolo lunare, che per quello ci sarebbe voluta l’autorizzazione della NASA e lo sappiamo ormai benissimo che a Houston hanno sempre qualche problema.

No, i nostri eroi si limiteranno ad orbitare per una settimana intorno al nostro satellite, per poi rientrare senza problemi di code al casello o scioperi degli addetti alla pulizia dei vetri della torre di controllo.

Dei due turisti spaziali, i cui nomi e nazionalità non sono ancora stati resi noti, sappiamo solo che hanno sborsato una cifra imbarazzante tale da poterli escludere tra quelli in lista al Centro Impiego o all’anagrafe INPS.

Ma al di là di questo trascurabile dettaglio, è mistero fitto anche sul tipo di addestramento a cui saranno sottoposti gli eletti entro l’estate.

Non resta quindi che azzardare verosimili ipotesi alla luce di precise variabili antropologiche, anche dette “Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei”.

Mi sento, quindi, quasi del tutto sicura nel cominciare ad escludere i giapponesi:
7 giorni in orbita a fotografare la qualunque rischierebbero di intasare il traffico telefonico da e verso la Terra, senza contare che i giapponesi all’estero si muovono notoriamente solo dietro una guida con l’ombrellino, per non rischiare di perdersi.
Ed una terza persona, per ora, non è prevista.
Per quanto riguarda l’addestramento, infine, cosa vuoi dover insegnare a gente che ha inventato i kamikaze e i coltelli per il sushi?

Escluderei anche i tedeschi: mandare per la prima volta in orbita con stile, gente che in vacanza gira solo in sandali e calzini, tracanna birra fin dalla colazione e dopo il secondo boccale intona Rosamunda, non mi pare sia il caso.
Aggiungeteci che in addestramento si impegnano solo quando c’è da invadere il resto del mondo o quando giocano in finale contro l’Italia ai Mondiali di calcio.

Inglesi? Non pensateci neanche.
Spocchiosi da volere la guida della navicella a destra, il the cascasse la Luna ogni giorno alle 17 e il “God Save the Queen” ad ogni collegamento.
E poi sarebbero loro a voler addestrare gli addestratori, convinti come sono di aver inventato lo spirito di disciplina.

astronauta 1Italiani potrebbe essere un’ipotesi?
Tutto è possibile, ma la vedo durissima.
Il bagaglio a mano sarebbe così voluminoso da essere scambiato, in assenza di gravità, per il 68° satellite di Giove, le continue telefonate di mamma da casa ostacolerebbero e metterebbero in rischiosissima attesa le comunicazioni con SpaceX, i cibi precotti e disidratati sarebbero sempre scotti e senza parmigiano, per non parlare dell’assenza di un bar orbitante dove prendere un cazzo di espresso decente.
Ed ultimo ma non ultimo il problema di addestrare il popolo più refrattario del sistema solare a qualsivoglia disciplina o regola.

Cinesi?…troppi tra cui scegliere

Francesi?…troppo vanitosi, dovrebbe essere la Luna ad orbitare intorno a loro

Nord europei?…solo se l’orbita fosse intorno al Sole per tornare rosolati come polli allo spiedo

Russi non ne parliamo…hackererebbero tutto l’hackerabile per rifarlo meglio.

Non resta che un’opzione.
Sono quasi certa che saranno americani.
Del Nord, perché quelli del Sud sono troppo indolenti.

Perciò seguitemi:
ricchi, annoiati, desiderosi di provare dopo regge a 15 stelle l’unicità di un viaggio esclusivo, cialtroni, megalomani ed esibizionisti quanto basti per far vedere al mondo di cosa sono capaci.
Addestrati tanto da non fare un passo senza esperti e personal trainer.
I Trump sono già in rampa di lancio.
Spediteli intorno alla Luna quickly, specialmente lui, in modo da evitare, almeno per una settimana, che faccia danni sulla Terra.

leggi

https://www.syndromemagazine.com/it/5722-2/

oscar e sesso 

astronauta autostopSpaceX, l’azienda aerospaziale statunitense di proprietà del magnate Elon Musk, ha annunciato che nel 2018 due turisti saranno inviati sulla Luna.

In realtà i due prescelti non metteranno piede sul suolo lunare, che per quello ci sarebbe voluta l’autorizzazione della NASA e lo sappiamo ormai benissimo che a Houston hanno sempre qualche problema.

No, i nostri eroi si limiteranno ad orbitare per una settimana intorno al nostro satellite, per poi rientrare senza problemi di code al casello o scioperi degli addetti alla pulizia dei vetri della torre di controllo.

Dei due turisti spaziali, i cui nomi e nazionalità non sono ancora stati resi noti, sappiamo solo che hanno sborsato una cifra imbarazzante tale da poterli escludere tra quelli in lista al Centro Impiego o all’anagrafe INPS.

Ma al di là di questo trascurabile dettaglio, è mistero fitto anche sul tipo di addestramento a cui saranno sottoposti gli eletti entro l’estate.

Non resta quindi che azzardare verosimili ipotesi alla luce di precise variabili antropologiche, anche dette “Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei”.

Mi sento, quindi, quasi del tutto sicura nel cominciare ad escludere i giapponesi:
7 giorni in orbita a fotografare la qualunque rischierebbero di intasare il traffico telefonico da e verso la Terra, senza contare che i giapponesi all’estero si muovono notoriamente solo dietro una guida con l’ombrellino, per non rischiare di perdersi.
Ed una terza persona, per ora, non è prevista.
Per quanto riguarda l’addestramento, infine, cosa vuoi dover insegnare a gente che ha inventato i kamikaze e i coltelli per il sushi?

Escluderei anche i tedeschi: mandare per la prima volta in orbita con stile, gente che in vacanza gira solo in sandali e calzini, tracanna birra fin dalla colazione e dopo il secondo boccale intona Rosamunda, non mi pare sia il caso.
Aggiungeteci che in addestramento si impegnano solo quando c’è da invadere il resto del mondo o quando giocano in finale contro l’Italia ai Mondiali di calcio.

Inglesi? Non pensateci neanche.
Spocchiosi da volere la guida della navicella a destra, il the cascasse la Luna ogni giorno alle 17 e il “God Save the Queen” ad ogni collegamento.
E poi sarebbero loro a voler addestrare gli addestratori, convinti come sono di aver inventato lo spirito di disciplina.

astronauta 1Italiani potrebbe essere un’ipotesi?
Tutto è possibile, ma la vedo durissima.
Il bagaglio a mano sarebbe così voluminoso da essere scambiato, in assenza di gravità, per il 68° satellite di Giove, le continue telefonate di mamma da casa ostacolerebbero e metterebbero in rischiosissima attesa le comunicazioni con SpaceX, i cibi precotti e disidratati sarebbero sempre scotti e senza parmigiano, per non parlare dell’assenza di un bar orbitante dove prendere un cazzo di espresso decente.
Ed ultimo ma non ultimo il problema di addestrare il popolo più refrattario del sistema solare a qualsivoglia disciplina o regola.

Cinesi?…troppi tra cui scegliere

Francesi?…troppo vanitosi, dovrebbe essere la Luna ad orbitare intorno a loro

Nord europei?…solo se l’orbita fosse intorno al Sole per tornare rosolati come polli allo spiedo

Russi non ne parliamo…hackererebbero tutto l’hackerabile per rifarlo meglio.

Non resta che un’opzione.
Sono quasi certa che saranno americani.
Del Nord, perché quelli del Sud sono troppo indolenti.

Perciò seguitemi:
ricchi, annoiati, desiderosi di provare dopo regge a 15 stelle l’unicità di un viaggio esclusivo, cialtroni, megalomani ed esibizionisti quanto basti per far vedere al mondo di cosa sono capaci.
Addestrati tanto da non fare un passo senza esperti e personal trainer.
I Trump sono già in rampa di lancio.
Spediteli intorno alla Luna quickly, specialmente lui, in modo da evitare, almeno per una settimana, che faccia danni sulla Terra.