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Vita da gattara: la colazione

gattara

Sono una gattara alias ho un gatto. Anzi, due per la precisione. E non c’è giorno, da quando questi pelosetti sono entrati nella mia vita, in cui non penso:

Ma nn avete pietà?!?

Mi alzo che sono una zombie e mi camminate a zig zag in mezzo alle gambe, miagolando disperati e senza motivo!

Una mi fa gli agguati, addirittura, e mi “abbraccia” (senza unghie, almeno)! le gambe e ci si struscia, senza MAI mollare la presa!

Così, mi ritrovo a zoppicare, trascinando una gamba con incollata una gatta, fino al divano, dove da seduta, la accarezzo e la stacco delicatamente, mentre lui, arrampicato sulla mia testa, mi da zuccatine, mi ciuccia i capelli e la faccia, mi toglie e morde l’elastico, tirandomi i capelli e nascondendocisi dentro, dandomi la classica capigliatura da:

“Sono entrata, ubriaca, nei rulli dell’autolavaggio, ma senza macchina”.

Il tutto mentre cerco di svegliarmi, emettendo lamenti e suoni gutturali.

I primi versi articolati, li esprimo dopo la prima moka da 6.

E direi, a ‘sto punto, che come comparsa di The Walking Dead, sarei già assunta!

Ma è già tempo di:

PAPPA.

Apri scatolette, con loro agitati, come se non mangiassero da anni, che ti si arrampicano ovunque ed è subito groviglio incazzoso e selvaggio di gatti che, hanno ciotole separate e mangiano la stessa roba e le stesse porzioni, ma se le vogliono rubare a vicenda.

In tutto questo casino, ripetuto tutte le Sante mattine, si alza il Teo Matteo Iuliani, va in bagno da solo e torna a letto! Ma perché?!?

Perché io in bagno da sola mai?!?

Perché io tornare a letto mai?!?

Perché non dilaniate i maroni anche al papà?!? Che vi ha fatto???? Ha anche moooolto più spazio arrampicabile!