adesso!

Cara Meghan Markle ti scrivo

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Cara Meghan, io ti capisco sai? Tutta sta gente a romperti le regali scatole: “ma è nato?”, ” E quando nasce?”, “oh, ma hai sfornato (come dicono a Oxford) ?”

Vedi Meg (posso chiamarti Meg, Meghan?), io e te oltre alla regalità innata, abbiamo in comune anche l’essere andate lunghe nella gravidanza, bel oltre il termine previsto, in quel periodo che mi piace chiamare i 10 giorni peggiori della mia vita.

Giorni 1-3: ahahah, si vede che ci sta comodo lì dentro, è al caldo, chi glielo fa fare a uscire?
Giorni 4-6: “è nato?” – “NO”.
Giorno 7: “non lo chiedete, non è nato”
Giorno 8-9: “è nato?” – BLOCCA CONTATTO
Giorno 10: “sto andando a ricoverarmi, da oggi useranno ogni mezzo conosciuto per tirarmi fuori questo coso dalla pancia. Mi faccio sentire io.”

Lo so Meg, è stressante, poi con tutti i giornalisti affacciati alla tua “finestra” in attesa che esca qualcosa… MA visti i tempi di gestazione, avranno scambiato il tuo parto per la BREXIT?

E poi la famiglia non aiuta, me li immagino li a Buckingham Palace, la regina a urlare
“Filiiiiippo, ha chiamato Harry?”
“si Elisabetta, la domestica ancora non ha partorito”
“Non è la domestica Filippo, moglie, MOGLIE, e non fare quella faccia ogni volta, maledetta demenza senile”

Però Meg almeno tu hai avuto una intera reggia dove confinare la suocera, e non 70mq con 4 persone che fissano la pancia sperando di farlo uscire con la forza del pensiero. La nobiltà qualche vantaggio te lo ha procurato!
E poi ti sarai pure risparmiata la sala d’attesa per andare a fare ogni santo giorno il tracciato. I primi 2 giorni vedi sempre le stesse facce, poi tutte, tranne te, fanno il cambio turno, vanno a partorire e arrivano le nuove, che ti passeranno avanti, qualcuna fa anche in tempo a partorire e rimanere di nuovo incinta mentre tu sei ancora in attesa del tuo turno, e raccogli consigli non richiesti su come indurre il parto: passeggia, fai le scale, fai sesso (ma ceeerto, con una pancia che non riesci nemmeno a vedere la punta dei piedi). L’unica cosa che sono riuscita a indurmi è stata la gastrite, mangiando pizza, kebab e patatine, nel tentativo di rendere l’habitat del nascituro il meno confortevole possibile e sfrattarlo.

Poi un’altra cosa che ci accomuna è il vezzo di non rivelare il nome del piccolo erede. Anche io non l’ho rivelato fin dopo la nascita. Io mi sono ispirata ai grandi nobili della mia terra, e anche tu ad antenati tra cui pescare il nome non eri messa male. Magari non hai scelto Carlo, che non mi pare di buon augurio, perché non George? Dici che a palazzo se la prendevano? Sai da noi una volta che in famiglia arriva un nome tutti i discendenti se lo tramandano, infatti contiamo dai 10 ai 15 Giuseppe in famiglia, e a Natale se uno chiama “Pippo” si girano tutti, dal nonno al nipote. Però forse hai fatto bene, sai mai che fai schiattare la regina.

Però, Archie, diminutivo di Archibald, praticamente Arcibaldoma il tempo per partorire un nome migliore ce lo avrai avuto, no?

Cari saluti
Un’aspirante regina