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Fedez, Chiara e l’amore ai tempi dei social

Lui: ricco, famoso, ha più tatuaggi che anni.

Lei: ricca, famosa, entra in abiti che io non potrei usare neanche come polsino.

Sono Fedez e Chiara Ferragni e si sposano.

Attenzione, ripeto: sono entrambi ricchi, entrambi famosi, entrambi giovani.

Quindi, evitiamo frasi tipo:

“Ah, lei ha trovato il riccone e si è sistemata” o viceversa; “Ah, però, a lei serviva il tipo famoso per fare carriera” o viceversa; “Ah, beh, dai, lei aveva fretta di sistemarsi, ha una certa età” o viceversa – i viceversa sono importanti, perché ahinoi, i cliché di questo tipo vengono utilizzati più spesso sulle donne.

Aggiungo anche che c’è stata una dichiarazione.

E non è stata fatta a casa della zia Carmela, dopo il pranzo della domenica, dopo i pasticcini e il limoncello, con il nonno che già russa sulla poltrona, la televisione a volumi improponibili e la digestione in blocco totale.

Non è stata fatta neanche via Skype, modello “emigranti del nuovo millennio” che non rinunciano a condividere le emozioni -roba che neanche nelle pubblicità di Fastweb- e poi però la connessione lenta, la web cam che ti fa sembrare un uovo di Pasqua, la mamma che si commuove e ti passa la nonna che però non ha capito dove deve guardare e ti ritrovi a parlare con la giugulare di una ottantenne per i successivi minuti.

Niente, anche la dichiarazione è stata impeccabile: lui si è dichiarato all’Arena di Verona, con tanto di anello, davanti a migliaia di persone e le ha pure dedicato una canzone inedita. E il tutto è stato ripreso dalle telecamere.

E lei non è svenuta, non è inciampata, non aveva il rimmel sbavato. Niente pasticci consolanti alla Bridget Jones.

Arrendiamoci allora: non possiamo malignare.

Possiamo sforzarci eh. Possiamo concentrarci sui piedi di lei, che ultimamente sono il materiale preferito per meme e battute a go-go. Possiamo concentrarci sull’ultimo album di lui che magari non ci piace. Ma non ci conviene. Perché sembreremmo dei rosiconi.

Possiamo dire, allora, che siamo felici per loro ma rischieremmo di sembrare falsi o frivoli.

Non se ne esce: sul web, la verità e le mezze misure sono una roba difficile.

Ma io voglio lo stesso dare alla sincerità una chance e dire che, sinceramente, discretamente e benevolmente, di questa storia, a me, non frega nulla.

Il mio disinteresse non cambierà certo la vita dei novelli sposi ma, la vera notizia per me, è che le dichiarazioni in pompa magna degli altri non cambiano la mia vita.

Non è un giudizio è solo la verità.

-La Ferragni ricorderà il suo 30esimo compleanno, come “la volta che Fedez mi chiese la mano”. Io ricorderò il mio 30esimo compleanno, come l’anno in cui è morto David Bowie. Lo so, suona meno memorabile ma è la verità.

La Ferragni penserà sempre all’Arena di Verona, come quel posto magico dove disse “Sì” al suo lui. Io penserò sempre all’Arena di Verona, come il posto dove avrei voluto essere, nel 2005, per il concerto di Paolo Conte. Lo so, suona meno romantico ma è la verità.

Fedez potrà dire di essersi dichiarato davanti alle telecamere, ai fan, ai rosiconi, ai finti indifferenti, ai veri indifferenti, ai finti felici, ai veri felici ma soprattutto, alla ragazza che ama. E non è roba da poco.

Io, per ora, ho dichiarato amore eterno solo alla cheese cake e allo charme di Jessica Fletcher e l’ho fatto davanti a parenti e amici. Conterà pure qualcosa. Ma lo ammetto, non è ugualmente romantico e coraggioso.

Molti fan potranno dire di aver assistito all’evento del momento, alla dichiarazione più romantica e glamour della loro vita. Ed è una cosa figa, perché no.

Io posso raccontare della mia amica, anche lei trentenne e anche lei fresca di matrimonio, che non è particolarmente social e non è particolarmente vip ma si è dichiarata su Fb al marito, senza selfie, hashtag o frasi da “ultimi romantici”.

Ha ‘solo’ detto di aver imparato dal marito l’amore di tutti i giorni.

Che voglio dire, santo cielo, non è fashion, non è l’Arena, non è rap ma vi assicuro che è stata una figata pure questa. E io, senza togliere nulla alle arene, mi sono commossa.

Alla fine, sul web e nella realtà, c’è post – e post- per tutti, basta trovare lo spazio più adatto a chi siamo veramente.

Lui: ricco, famoso, ha più tatuaggi che anni.

Lei: ricca, famosa, entra in abiti che io non potrei usare neanche come polsino.

Sono Fedez e Chiara Ferragni e si sposano.

Attenzione, ripeto: sono entrambi ricchi, entrambi famosi, entrambi giovani.

Quindi, evitiamo frasi tipo:

“Ah, lei ha trovato il riccone e si è sistemata” o viceversa; “Ah, però, a lei serviva il tipo famoso per fare carriera” o viceversa; “Ah, beh, dai, lei aveva fretta di sistemarsi, ha una certa età” o viceversa – i viceversa sono importanti, perché ahinoi, i cliché di questo tipo vengono utilizzati più spesso sulle donne.

Aggiungo anche che c’è stata una dichiarazione.

E non è stata fatta a casa della zia Carmela, dopo il pranzo della domenica, dopo i pasticcini e il limoncello, con il nonno che già russa sulla poltrona, la televisione a volumi improponibili e la digestione in blocco totale.

Non è stata fatta neanche via Skype, modello “emigranti del nuovo millennio” che non rinunciano a condividere le emozioni -roba che neanche nelle pubblicità di Fastweb- e poi però la connessione lenta, la web cam che ti fa sembrare un uovo di Pasqua, la mamma che si commuove e ti passa la nonna che però non ha capito dove deve guardare e ti ritrovi a parlare con la giugulare di una ottantenne per i successivi minuti.

Niente, anche la dichiarazione è stata impeccabile: lui si è dichiarato all’Arena di Verona, con tanto di anello, davanti a migliaia di persone e le ha pure dedicato una canzone inedita. E il tutto è stato ripreso dalle telecamere.

E lei non è svenuta, non è inciampata, non aveva il rimmel sbavato. Niente pasticci consolanti alla Bridget Jones.

Arrendiamoci allora: non possiamo malignare.

Possiamo sforzarci eh. Possiamo concentrarci sui piedi di lei, che ultimamente sono il materiale preferito per meme e battute a go-go. Possiamo concentrarci sull’ultimo album di lui che magari non ci piace. Ma non ci conviene. Perché sembreremmo dei rosiconi.

Possiamo dire, allora, che siamo felici per loro ma rischieremmo di sembrare falsi o frivoli.

Non se ne esce: sul web, la verità e le mezze misure sono una roba difficile.

Ma io voglio lo stesso dare alla sincerità una chance e dire che, sinceramente, discretamente e benevolmente, di questa storia, a me, non frega nulla.

Il mio disinteresse non cambierà certo la vita dei novelli sposi ma, la vera notizia per me, è che le dichiarazioni in pompa magna degli altri non cambiano la mia vita.

Non è un giudizio è solo la verità.

-La Ferragni ricorderà il suo 30esimo compleanno, come “la volta che Fedez mi chiese la mano”. Io ricorderò il mio 30esimo compleanno, come l’anno in cui è morto David Bowie. Lo so, suona meno memorabile ma è la verità.

La Ferragni penserà sempre all’Arena di Verona, come quel posto magico dove disse “Sì” al suo lui. Io penserò sempre all’Arena di Verona, come il posto dove avrei voluto essere, nel 2005, per il concerto di Paolo Conte. Lo so, suona meno romantico ma è la verità.

Fedez potrà dire di essersi dichiarato davanti alle telecamere, ai fan, ai rosiconi, ai finti indifferenti, ai veri indifferenti, ai finti felici, ai veri felici ma soprattutto, alla ragazza che ama. E non è roba da poco.

Io, per ora, ho dichiarato amore eterno solo alla cheese cake e allo charme di Jessica Fletcher e l’ho fatto davanti a parenti e amici. Conterà pure qualcosa. Ma lo ammetto, non è ugualmente romantico e coraggioso.

Molti fan potranno dire di aver assistito all’evento del momento, alla dichiarazione più romantica e glamour della loro vita. Ed è una cosa figa, perché no.

Io posso raccontare della mia amica, anche lei trentenne e anche lei fresca di matrimonio, che non è particolarmente social e non è particolarmente vip ma si è dichiarata su Fb al marito, senza selfie, hashtag o frasi da “ultimi romantici”.

Ha ‘solo’ detto di aver imparato dal marito l’amore di tutti i giorni.

Che voglio dire, santo cielo, non è fashion, non è l’Arena, non è rap ma vi assicuro che è stata una figata pure questa. E io, senza togliere nulla alle arene, mi sono commossa.

Alla fine, sul web e nella realtà, c’è post – e post- per tutti, basta trovare lo spazio più adatto a chi siamo veramente.