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Giovani puerpere, benvenute nel mondo parallelo

neonato nello spazio

neonato nello spazio

Mi sento in dovere di mette in guardia su alcune questioni di fondo che riguardano la maternità, con l’obiettivo principale di scaricarmi la coscienza.

Per cominciare, un caro benvenuto nel mondo parallelo della genitorialità.
E’ un mondo di cui non si suppone l’esistenza fino alla prima gravidanza, un mondo in cui nomi e persone assumono sembianze diverse.

Non esistono ospedali normali bensì strutture di accoglienza che offrono diversi approcci alla nascita, dal parto in foresta al cesareo programmato. Puoi scegliere la catena di montaggio, dove devi prendere il numero come dal panettiere, oppure un romantico parto in casa, con decoratore annesso per il ripristino della stanza. Puoi decidere di farti ammaliare dal parto in acqua, salvo scappare di corsa dalla vasca con la fuoriuscita delle prime perdite. Oppure puoi decidere di appenderti a funi e liane, per dare una dignità alle tue urla primordiali.

Non esistono pediatri normali ma ferventi seguaci di diverse teorie sullo sviluppo che prevedono l’allattamento a oltranza o il biberon dal primo mese, lo svezzamento vegetariano o quello che segue la dieta mediterranea con la precoce introduzione della pizza.

Le cose normali vengono trasformate in oggetti fabbricati apposta per la maternità: un tavolo con un asciugamano si chiama fasciatoio, un sacchetto con dentro un pannolino si chiama borsa per il cambio, una pentola con dell’acqua calda si chiama scaldabiberon…

In questo mondo bisogna muoversi con circospezione, osservare prima di decidere, conoscere prima di criticare. La mamma ideale è quella che assume una posizione intermedia tra le varie teorie, mentendo spudoratamente per sopravvivere. Al marito bisogna dire che lo ha detto il pediatra, al pediatra bisogna dire che è stata un’idea del marito. Alla suocera bisogna dire che è stata una decisione di coppia.

Alla zia bisogna mentire: la maternità è bellissima e ti piace un sacco allattare. Con le amiche si sonda il terreno: ce n’è sempre una più sfigata a cui non puoi raccontare che hai dormito 5 ore di fila. Alle amiche che non hanno ancora avuto figli, si toglie la parola. Nel dubbio, mentire come alla zia.

Giovani puerpere, ora sapete come muovervi in questo nuovo fantastico mondo. E non dite che nessuno vi aveva avvertite!

maternità, puerpere

Neonato nello spazio

Mi sento in dovere di mette in guardia su alcune questioni di fondo che riguardano la maternità, con l’obiettivo principale di scaricarmi la coscienza.

Per cominciare, un caro benvenuto nel mondo parallelo della genitorialità.
È un mondo di cui non si suppone l’esistenza fino alla prima gravidanza, un mondo in cui nomi e persone assumono sembianze diverse.

Non esistono ospedali normali bensì strutture di accoglienza che offrono diversi approcci alla nascita, dal parto in foresta al cesareo programmato. Puoi scegliere la catena di montaggio, dove devi prendere il numero come dal panettiere, oppure un romantico parto in casa, con decoratore annesso per il ripristino della stanza. Puoi decidere di farti ammaliare dal parto in acqua, salvo scappare di corsa dalla vasca con la fuoriuscita delle prime perdite. Oppure puoi decidere di appenderti a funi e liane, per dare una dignità alle tue urla primordiali.

Non esistono pediatri normali ma ferventi seguaci di diverse teorie sullo sviluppo che prevedono l’allattamento a oltranza o il biberon dal primo mese, lo svezzamento vegetariano o quello che segue la dieta mediterranea con la precoce introduzione della pizza.

Le cose normali vengono trasformate in oggetti fabbricati apposta per la maternità: un tavolo con un asciugamano si chiama fasciatoio, un sacchetto con dentro un pannolino si chiama borsa per il cambio, una pentola con dell’acqua calda si chiama scaldabiberon…

In questo mondo bisogna muoversi con circospezione, osservare prima di decidere, conoscere prima di criticare. La mamma ideale è quella che assume una posizione intermedia tra le varie teorie, mentendo spudoratamente per sopravvivere. Al marito bisogna dire che lo ha detto il pediatra, al pediatra bisogna dire che è stata un’idea del marito. Alla suocera bisogna dire che è stata una decisione di coppia.

Alla zia bisogna mentire: la maternità è bellissima e ti piace un sacco allattare. Con le amiche si sonda il terreno: ce n’è sempre una più sfigata a cui non puoi raccontare che hai dormito 5 ore di fila. Alle amiche che non hanno ancora avuto figli, si toglie la parola. Nel dubbio, mentire come alla zia.

Giovani puerpere, ora sapete come muovervi in questo nuovo fantastico mondo. E non dite che nessuno vi aveva avvertite!