rubriche

I 10 errori che si commettono in cucina

errori in cucina

10. Le quantità

12

Sono le due e sei appena arrivata a casa da una mattinata d’impegni. Hai giusto un’oretta prima di uscire per ricominciare, e una fame della madonna. Vai di spaghetto (che è la pasta che cuoce più velocemente e si presta a qualsiasi condimento al volo), magari mentre bolle ti fai un “aperitivino”: due taralli, due olive. Butti la pasta, 150 grammi, te ne sbatti, hai troppa fame. E mentre cuoce due fette di salame, due di mortadella, due etti di formaggio, due uova bevute alla Rocky.
Poi, scoli la pasta: due forchettate. E sei piena.

09. “QB”

13

 

Quando leggiamo qb ci assale il panico, perché qb significa “quanto basta” ovvero “a occhio”, ma occhio di chi? Il mio? Il tuo? Il suo? Qb non esiste, è solo un mezzo per mettere pressione a noi cuoche non troppo esperte che tanto poi ci sarà sempre l’ospite che dirà «Manca di sale», «Un po’ di pepe?», «A me il piccante non piace…». E allora il vostro qb sarà stato troppo, sarà stato poco, non sarà mai apprezzato. Perché la verità è che il vostro qb non sarà mai il qb degli altri.

08. Il risotto che non si deve girare

Ebbene sì, il risotto non si gira. Solitamente tutte noi quando mettiamo qualcosa in pentola ci armiamo del nostro scettro per eccellenza: il mestolo. Giriamo, rigiriamo, arigiriamo: qualsiasi cosa. Carne, pesce, marito, figli, verdure e sughi. Tutto tranne Mr. Risotto. Quello mai! Come ha urlato Cracco a un concorrente di Masterchef «Il risotto non si gira, deve bollireee».
E facciamolo bollire. Salvo poi trovarlo tutto attaccato alla pentola.
«Buono amore questo risotto mantecato al Teflon».

07. Il soffritto

soffritto

Carota, sedano, cipolla e vino bianco. Le quattro cose che, insieme, fanno la base della cucina italiana, la base di ogni ragù che si rispetti, la base di ogni piatto. Come direbbe qualsiasi madre «Un buon ragù ha bisogno di un buon soffritto». Sembra semplice, no? Per niente. Perché la capacità di bruciare ore di sminuzzamento o secondi di “tritatutto” è elevatissima. Le cause possono essere: un taglio sbagliato, troppo olio o perché siete al telefono con l’amica e girate per casa ribadendo più volte “ho messo su ora il soffritto” ma non collegate che è sul fuoco e sta bruciando. E non pensate di cavarvela col soffritto surgelato: lo verserete e dalla confezione uscirà il giusto concentrato di ghiaccio, giusto per far scoppiettare l’olio e riscaldare la vostra serata.

06. Friggere

A chi non piace il fritto? Qualsiasi cosa fritta è buona, pesante ma buona. Friggere è un’arte, una dote che non tutti hanno. Innanzitutto, friggere implica odore di fritto per casa, a meno che non azioniate la vostra ventola, e allora sembrerà di essere nell’occhio del ciclone dove ogni tentativo di comunicazione con il mondo oltre la cucina sarà impedito; in più implica l’impiego di olio, di tanto olio. Perché quando si frigge è inutile pensare alle calorie: non si può mettere un filo d’olio e carbonizzare tutto, il fritto deve annegare nell’olio. Non ci sono scuse.

05. Il coperchio

il coperchio

Il coperchio è il cappello delle pentole. Ne abbiamo di tutti i tipi, forme e diametri, ma nessuno è quello della pentola che stiamo usando. Abbiamo poco tempo e dobbiamo mettere su una pasta? Pentola, acqua e coperchio, perché così l’ebollizione è più veloce. Una volta che abbiamo buttato il sale e la pasta togliete il coperchio o avrete un’inondazione sui fornelli (sicuramente appena puliti), nei casi peggiori comporta lo spegnimento della fiamma e tutto ciò aumenta il vostro livello di stress e imprecazioni.

04. Rigirare la frittata

La frittata teoricamente è una delle cose più semplici da fare: uova, parmigiano, verdura a scelta, sale e pepe, una bella padella. Apparentemente nessun problema, ma quando bisogna girarla son dolori. Ci sono tre strade. La prima è per i più esperti, per i cuochi spavaldi: il lancio della frittata, che potrebbe entrare come nuova disciplina olimpica per la sua complessità. La seconda è rischiosa, prendete un coperchio mettetelo sopra la padella e, al tre, armate di coraggio, capovolgete e ripotenete. Con la terza possibilità andate sul sicuro: armatevi di una paletta da cucina, staccatela e girate la frittata.
(Suggerimento: il primo metodo torna sempre buono per quando vorreste ritinteggiare la cucina ma il vostro partner pensa che non sia ancora il momento).

03. Usare le forchette anziché i mestoli

usare le forchette

Spesso siamo di corsa, non abbiamo voglia di cucinare e cerchiamo di sporcare il meno possibile, ecco perché a volte giriamo le pietanze con le forchette e non con il mestolo in legno. Questo porta a due grandi disgrazie: la prima è che la vostra forchetta si trasformerà in una ruspa e inizierà a raschiare la padella antiaderente facendo fuoriuscire sostanze tossiche che vi mangerete (oltre a rovinare irrimediabilmente la padella presa coi punti al Conad dopo aver stalkerato la cassiera); la seconda è che, se vi dimenticate la forchetta nella padella, quando la riprendete in mano avrete un’ustione di terzo grado e maledirete voi stesse, la forchetta e pure la cassiera che vi ha dato la padella. Questo se la forchetta è di metallo. Se invece ha il manico in plastica si squaglierà ben benino. Di buono c’è che però la plastica squagliata copre bene l’odore di fritto.

02. Scongelare

Quando vogliamo scongelare qualcosa, che sia pollo, carne o pesce, abbiamo l’abitudine di toglierlo dal freezer e metterlo a scongelare “en plen air” – “come mamma l’ha fatto”. In parole povere, a temperatura ambiente o, ancora peggio, sotto l’acqua corrente. Errore. Anzi, come direbbe Carla Gozzi “ORRORE!”. Quando decidete di scongelare qualcosa riponetelo in frigo perché lo scongelamento deve avvenire in maniera graduale in modo tale che i cibi mantengano inalterate le loro caratteristiche. E poi diciamocelo: neanche a noi fa piacere essere svegliate con qualcuno che ci tira via le coperte di botto. Anche a quella coscia di pollo gliela dobbiamo un po’ di delicatezza, sù…

01. Smalto e capelli

smalto e capelli

L’immagine di una donna curata ai fornelli piace. Piace l’idea di una donna vestita bene, con capello sciolto al vento, trucco impeccabile e mani curate che si destreggia tra padelle e pentole per cucinare una deliziosa cenetta.
Donne, ricordatevi che se state cucinando per il vostro lui, se state insieme da poco, non potete giocarvi la vostra relazione per un capello nel piatto! Non siate sciocche, per una sera capelli legati. Oppure scelte furbe e mimetiche: se siete bionde fate delle belle tagliatelle paglia e fieno, se siete more tagliolini al nero di seppia. E per le rosse, una bella amatriciana!

10. Le quantità

12

Sono le due e sei appena arrivata a casa da una mattinata d’impegni.

Hai giusto un’oretta prima di uscire per ricominciare e una fame della madonna.

Vai di spaghetto (che è la pasta che cuoce più velocemente e si presta a qualsiasi condimento al volo), magari mentre bolle ti fai un “aperitivino”: due taralli, due olive.

Butti la pasta, 150 grammi, te ne sbatti, hai troppa fame. E, mentre cuoce, due fette di salame, due di mortadella, due etti di formaggio, due uova bevute alla Rocky.
Poi scoli la pasta: due forchettate. E sei piena.

09. “QB”

13

 

Quando leggiamo “qb”, ci assale il panico. Perché qb significa “quanto basta” ovvero “a occhio”, ma occhio di chi? Il mio? Il tuo? Il suo? Qb non esiste, è solo un mezzo per mettere pressione a noi cuoche non troppo esperte,  che tanto poi ci sarà sempre l’ospite che dirà «Manca di sale», «Un po’ di pepe?», «A me il piccante non piace…». E allora il vostro qb sarà stato troppo, sarà stato poco, non sarà mai apprezzato. Perché la verità è che il vostro qb non sarà mai il qb degli altri.

08. Il risotto che non si deve girare

Ebbene sì, il risotto non si gira. Solitamente tutte noi, quando mettiamo qualcosa in pentola, ci armiamo del nostro scettro per eccellenza: il mestolo. Giriamo, rigiriamo, arigiriamo qualsiasi cosa. Carne, pesce, marito, figli, verdure e sughi. Tutto, tranne Mr. Risotto. Quello mai! Come ha urlato Cracco a un concorrente di Masterchef, «Il risotto non si gira, deve bollireee».
E facciamolo bollire. Salvo poi trovarlo tutto attaccato alla pentola.
«Buono, amore, questo risotto mantecato al Teflon».

07. Il soffritto

soffritto

Carota, sedano, cipolla e vino bianco. Le quattro cose che, insieme, fanno la base della cucina italiana, la base di ogni ragù che si rispetti, la base di ogni piatto. Come direbbe qualsiasi madre «Un buon ragù ha bisogno di un buon soffritto». Sembra semplice, no?

Per niente. Perché la capacità di bruciare ore di sminuzzamento o secondi di “tritatutto” è elevatissima. Le cause possono essere: un taglio sbagliato, troppo olio o perché siete al telefono con l’amica e girate per casa ribadendo più volte “ho messo su ora il soffritto” ma non collegate che è sul fuoco e sta bruciando. E non pensate di cavarvela col soffritto surgelato: lo verserete e dalla confezione uscirà il giusto concentrato di ghiaccio, giusto per far scoppiettare l’olio e riscaldare la vostra serata.

06. Friggere

A chi non piace il fritto? Qualsiasi cosa fritta è buona, pesante ma buona. Friggere è un’arte, una dote che non tutti hanno. Innanzitutto, friggere implica odore di fritto per casa, a meno che non azioniate la vostra ventola e allora sembrerà di essere nell’occhio del ciclone, dove ogni tentativo di comunicazione con il mondo oltre la cucina sarà impedito; in più implica l’impiego di olio, di tanto olio. Perché quando si frigge è inutile pensare alle calorie: non si può mettere un filo d’olio e carbonizzare tutto, il fritto deve annegare nell’olio. Non ci sono scuse.

05. Il coperchio

il coperchio

Il coperchio è il cappello delle pentole. Ne abbiamo di tutti i tipi, forme e diametri, ma nessuno è quello della pentola che stiamo usando. Abbiamo poco tempo e dobbiamo mettere su una pasta? Pentola, acqua e coperchio, perché così l’ebollizione è più veloce. Una volta che avete buttato il sale e la pasta, togliete il coperchio o avrete un’inondazione sui fornelli (sicuramente appena puliti). Nei casi peggiori comporta lo spegnimento della fiamma e tutto ciò aumenta il vostro livello di stress e imprecazioni.

04. Rigirare la frittata

La frittata teoricamente è una delle cose più semplici da fare: uova, parmigiano, verdura a scelta, sale e pepe, una bella padella. Apparentemente nessun problema, ma quando bisogna girarla son dolori. Ci sono tre strade. La prima è per i più esperti, per i cuochi spavaldi: il lancio della frittata, che potrebbe entrare come nuova disciplina olimpica per la sua complessità. La seconda è rischiosa: prendete un coperchio, mettetelo sopra la padella e, al tre, armate di coraggio, capovolgete e riponete. Con la terza possibilità andate sul sicuro: armatevi di una paletta da cucina e con quella staccate e girate la frittata.
(Suggerimento: il primo metodo torna sempre buono per quando vorreste ritinteggiare la cucina ma il vostro partner pensa che non sia ancora il momento).

03. Usare le forchette anziché i mestoli

usare le forchette

Spesso siamo di corsa, non abbiamo voglia di cucinare e cerchiamo di sporcare il meno possibile: ecco perché, a volte, giriamo le pietanze con le forchette e non con il mestolo in legno. Questo porta a due grandi disgrazie: la prima è che la vostra forchetta si trasformerà in una ruspa e inizierà a raschiare la padella antiaderente facendo fuoriuscire sostanze tossiche che vi mangerete (oltre a rovinare irrimediabilmente la padella, presa coi punti alla Conad dopo aver stalkerato la cassiera). La seconda è che, se vi dimenticate la forchetta nella padella, quando la riprendete in mano avrete un’ustione di terzo grado e maledirete voi stesse, la forchetta e pure la cassiera che vi ha dato la padella. Questo se la forchetta è di metallo. Se invece ha il manico in plastica si squaglierà ben benino. Di buono c’è che la plastica squagliata copre bene l’odore di fritto.

02. Scongelare

Quando vogliamo scongelare qualcosa, che sia pollo, carne o pesce, abbiamo l’abitudine di toglierlo dal freezer e metterlo a scongelare “en plen air” – “come mamma l’ha fatto”. In parole povere, a temperatura ambiente o, ancora peggio, sotto l’acqua corrente. Errore. Anzi, come direbbe Carla Gozzi “ORRORE!”. Quando decidete di scongelare qualcosa riponetelo in frigo, perché lo scongelamento deve avvenire in maniera graduale, in modo tale che i cibi mantengano inalterate le loro caratteristiche. E poi diciamocelo: neanche a noi fa piacere essere svegliate con qualcuno che ci tira via le coperte di botto. Anche a quella coscia di pollo gliela dobbiamo un po’ di delicatezza, su…

01. Smalto e capelli

smalto e capelli

L’immagine di una donna curata ai fornelli piace. Piace l’idea di una donna vestita bene, con capello sciolto al vento, trucco impeccabile e mani curate che si destreggia tra padelle e pentole per cucinare una deliziosa cenetta.
Donne, ricordatevi che se state cucinando per il vostro lui, se state insieme da poco, non potete giocarvi la vostra relazione per un capello nel piatto! Non siate sciocche, per una sera capelli legati. Oppure scelte furbe e mimetiche: se siete bionde fate delle belle tagliatelle paglia e fieno, se siete more tagliolini al nero di seppia. E per le rosse, una bella amatriciana!