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Le pulizie di Pasqua, ma anche no

pulizie

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Eccola di nuovo.

E’ arrivata Pasqua con tutte le pulizie al seguito. Un due tre aprire le finestre, quattro cinque sei, spolverare perfino la sabbia del micio, sette otto nove lavare il lavabile, dieci undici dodici svecchiare gli armadi. Stop. Alt. Fermi tutti.

Pasqua, dobbiamo parlare. Io capisco everything: la rinascita, il rinnovamento, la pulizia esteriore metafora di quella interiore, i fiorirosafioridipesco, le uovapulcinoconiglietto, le colombeglassatealcentro, MA c’è un MA. Anzi, non c’è un MA. C’è un “A”.

A tutto c’è un limite.
Sono vecchia, ormai. Ho passato molte Pasque, forse troppe ma tant’è. Ho visto sparire generazioni intere di piumini arcobaleno, non so più quanti mochi vileda mi hanno abbandonato, ricordo come in un sogno turbe di Spic e Span, Mister Muscolo e Avacomelava caduti sul campo.
Nonostante le avversità, ho sempre fatto onore alla mia divisa; i guanti rosa di gomma 7,5-8, il foulard con gli ananas e le foglie di palma a mo’di turbante, le pattine di lana extravergine e, list but no last al limone, il grembiule di cotone sulla cui pettorina rifulgono le decorazioni al valore conquistate sul campo: la doppia macchia dell’ordine della candeggina coop, la bruciatura della marlboro corps e il rattoppo sbilenco della compagnia delle pezze al c.

Pasqua, capiscimi, io sono una veterana che non si è mai tirata indietro nemmeno davanti allo sporco più sporco, alle macchie impossibili e allo straaap senonusiace ed è proprio forte di questo curriculum onorato conquistato a ramazzate che ti dico: NO!

Nessuna Pasqua riuscirà mai a farmi gettare via le mie importabili taglie 38-40-42, le mie improponibili borse di iuta ricamate a puntoquadro, i miei jeans a vita alta con la zampa d’elefante e l’inserto floreale. Pasqua, loro sono la mia famiglia:insieme da mezzo secolo, uno per tutti e tutti per uno, semper fidelis. Ma semper semper proprio.
Quindi, Pasqua, ok le pulizie come se non ci fosse pasquetta ma l’armadio è mio e me lo gestisco io.
Perché, Pasqua è today ma il guardaroba è forever.