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Il caso del mal di mare e il ministro degli affari esteri

Il caso del mal di mare

Il caso del mal di mare

Secoli fa, un re decise di fare un viaggio in mare con i suoi ministri, politici e servi. Se fosse un viaggio diplomatico o di divertimento, a noi non è chiaro; ma non ci importa perché, anche se l’obiettivo è divertirsi, Dio ci aiuta a raggiungerlo.

Tra le persone a bordo c’era il ministro degli affari esteri, che non aveva mai viaggiato su una nave. Dopo mezz’ora gli venne mal di mare e iniziò a urlare: «Aiutatemi! Sto morendo!». Subito si creò un cerchio intorno a lui.

L’ex primo ministro: «Ma vergognati! Sei un politico famoso. Cosa avresti fatto se fossi stato una delle mogli del re!».

Il primo ministro: «Smettila fifone! Noi abbiamo distrutto tutto il paese e non ci siamo fatti prendere così dal panico!».

Il futuro primo ministro: «Neanche se avessero annullato l’accordo nucleare!».

Il re sentì la confusione e urlò: «Cosa succede lì? Finalmente dopo mesi possiamo rilassarci un po’ e voi state rovinando tutto!».

Uno dei servi disse: «Vostra Maestà, il ministro degli affari esteri soffre il mal di mare».

Il re arrabbiato chiamò il ministro della salute e gli ordinò di calmare la situazione o avrebbe perso la testa. Il ministro della salute rispose: «Sire, datemi un’ora e non sentirete mai più la parola ‘mal di mare’ nella vostra lunga e prosperosa vita».

Portò il poveraccio con il mal di mare nella sua stanza e iniziò a predicargli: «Smettila di stare male. Torna te stesso, torna ad essere un servitore del re e del tuo paese. Devi allontanare i demoni dalla tua testa». Di tutta risposta, il ministro vomitò. Allora, prese una frusta e gli diede 100 frustate ma lui continuò a vomitare.

A questo punto fece delle interviste con i media e parlò delle conseguenze di soffrire il mal di mare e come questo può rovinare l’immagine del paese agli occhi dei nemici.

Quindi, portò il ministro degli affari esteri davanti al re e disse: «Vostra Altezza, ormai non possiamo fare nulla. Il ministro ha deciso di tenersi il mal di mare». E lo gettò in mare.

Il servo urlò: «Sei pazzo? Perché hai fatto così?».

Lui rispose: «Così impara a non fare tutto questo bordello per nulla».

E il servo: «Ma lui non sa nuotare!».

E lui: «Nei momenti difficili le persone diventano delle stelle».

Mentre tutti commentavano venne uno squalo e mangiò il ministro gettato in acqua.

Il ministro della difesa: «Ma sei pazzo? Perché lo hai mangiato?».

Lo squalo si guardò intorno e poi disse: «Non era spazzatura quella che avete gettato nel mare?».

E il re rispose: «Stupido pesce! Non riesci a capire la differenza tra un essere umano e la spazzatura?».

Lo squalo, molto imbarazzato, sputò il ministro… Ma ormai non c’era più nulla da fare: era ridotto a brandelli.

Il re, sotto la pressione imposta dall’opinione pubblica e dai media, dovette esprimersi riguardo questa tragedia. Il ministro della salute, per le sue buone intenzioni di voler salvare il paese e onorare il suo amato re, venne mandato nelle Maldive per poter imparare ancora meglio l’arte di guarire il mal di mare. Lo squalo, non avendo buone intenzioni, venne condannato a morte per aver mangiato il ministro degli affari esteri.

Il sole della giustizia sorse di nuovo e tutti furono felici e contenti. La settimana successiva il popolo organizzò manifestazioni contro gli squali in tutto il paese, i giornali pubblicarono degli articoli su quanto fossero malvagi gli squali e nel frattempo sui social uscirono tutti gli scandali e i complotti degli squali contro la pace nel paese.Il caso del mal di mare

Secoli fa, un re decise di fare un viaggio in mare con i suoi ministri, politici e servi.
Se fosse un viaggio diplomatico o di divertimento, a noi non è chiaro; ma non ci importa perché, anche se l’obiettivo è divertirsi, Dio ci aiuta a raggiungerlo.

Tra le persone a bordo c’era il ministro degli affari esteri, che non aveva mai viaggiato su una nave. Dopo mezz’ora gli venne mal di mare e iniziò a urlare: «Aiutatemi! Sto morendo!». Subito si creò un cerchio intorno a lui.

L’ex primo ministro: «Ma vergognati! Sei un politico famoso. Cosa avresti fatto se fossi stato una delle mogli del re!».

Il primo ministro: «Smettila fifone! Noi abbiamo distrutto tutto il paese e non ci siamo fatti prendere così dal panico!».

Il futuro primo ministro: «Neanche se avessero annullato l’accordo nucleare!».

Il re sentì la confusione e urlò: «Cosa succede lì? Finalmente dopo mesi possiamo rilassarci un po’ e voi state rovinando tutto!».

Uno dei servi disse: «Vostra Maestà, il ministro degli affari esteri soffre il mal di mare».

Il re arrabbiato chiamò il ministro della salute e gli ordinò di calmare la situazione o avrebbe perso la testa. Il ministro della salute rispose: «Sire, datemi un’ora e non sentirete mai più la parola ‘mal di mare’ nella vostra lunga e prosperosa vita».

Portò il poveraccio con il mal di mare nella sua stanza e iniziò a predicargli: «Smettila di stare male. Torna te stesso, torna ad essere un servitore del re e del tuo paese. Devi allontanare i demoni dalla tua testa». Di tutta risposta, il ministro vomitò. Allora, prese una frusta e gli diede 100 frustate ma lui continuò a vomitare.

A questo punto fece delle interviste con i media e parlò delle conseguenze di soffrire il mal di mare e come questo può rovinare l’immagine del paese agli occhi dei nemici.

Quindi, portò il ministro degli affari esteri davanti al re e disse: «Vostra Altezza, ormai non possiamo fare nulla. Il ministro ha deciso di tenersi il mal di mare». E lo gettò in mare.

Il servo urlò: «Sei pazzo? Perché hai fatto così?».

Lui rispose: «Così impara a non fare tutto questo bordello per nulla».

E il servo: «Ma lui non sa nuotare!».

E lui: «Nei momenti difficili le persone diventano delle stelle».

Mentre tutti commentavano venne uno squalo e mangiò il ministro gettato in acqua.

Il ministro della difesa: «Ma sei pazzo? Perché lo hai mangiato?».

Lo squalo si guardò intorno e poi disse: «Non era spazzatura quella che avete gettato nel mare?».

E il re rispose: «Stupido pesce! Non riesci a capire la differenza tra un essere umano e la spazzatura?».

Lo squalo, molto imbarazzato, sputò il ministro… Ma ormai non c’era più nulla da fare: era ridotto a brandelli.

Il re, sotto la pressione imposta dall’opinione pubblica e dai media, dovette esprimersi riguardo questa tragedia.
Il ministro della salute, per le sue buone intenzioni di voler salvare il paese e onorare il suo amato re, venne mandato nelle Maldive per poter imparare ancora meglio l’arte di guarire il mal di mare.
Lo squalo, non avendo buone intenzioni, venne condannato a morte per aver mangiato il ministro degli affari esteri.

Il sole della giustizia sorse di nuovo e tutti furono felici e contenti.
La settimana successiva il popolo organizzò manifestazioni contro gli squali in tutto il paese, i giornali pubblicarono degli articoli su quanto fossero malvagi gli squali e nel frattempo sui social uscirono tutti gli scandali e i complotti degli squali contro la pace nel paese.